Mottarone, Cima Cusio - Cima delle Guide (m.1360 circa) - via Carina
Dettagli
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Avvicinamento:
dal parcheggio sterrato poco sotto la vetta del Mottarone, scendere per strada sterrata al sottostante laghetto. Ad un bivio seguire la sterrata di destra, che dopo un poco diventa un sentiero. Ad un ulteriore bivio segnalato (cartello indicatore) seguire le indicazioni del sentiero per Gravellona, sentiero che scende verso sinistra alla cima Cusio.
La vetta della Cima Cusio è una lunga cresta frastagliata, che il sentiero segue direttamente e poi alla sua destra (rispetto alla direzione di marcia), divenendo a tratti poco visibile. Agli iniziali segnavia rossi e bianchi (propri del sentiero) si sostituisce ben presto una chiara successione di bolli blu, che indicano dove passare, e che conduce ad un primo colle, detto "delle Guide", segnalato da un piccolo cartello attaccato ad un albero. La via terminerà su un torrione poco più avanti di questo colle.
Continuare per tracce di sentiero e bolli, ora blu con centro rosso, superando un secondo colletto, ed arrivando infine ad un terzo colle, ove si nota che i bolli scendono a sinistra in un profondo canalone. Scendere nel canale, ripido e molto erboso, seguendo sempre con attenzione i bolli blu con centro rosso, che portano da un lato all'altro del canalone, permettendo di superare un salto di roccia (non visibile dall'alto: seguire i bolli indicatori!). Continuare a scendere superando alcuni tratti di roccette molto esposti ed una breve corda fissa. Più sotto alcune tracce conducono a dx (viso a valle) alla base di alcuni pilastri, mentre per la via descritta occorre proseguire a sx, sempre seguendo i bolli, che diventano ora più radi, data la preminenza di erbe sulle rocce. Si prosegue così spostandosi progressivamente (come linea generale del percorso) verso sinistra (ma le tracce fanno comunque svariati zig-zag) fino all'attacco delle via, nei pressi di un castagno, alla base di una cresta (scritta su roccia con il nome della via e spit). (1h15)
Accesso non semplice, a tratti esposto, da effettuare solo con tempo asciutto e calzature adeguate. - Discesa: dal termine della via, in pochi metri si scende sul sentiero di avvicinamento, nei pressi del colle delle Guide, e si ritorna al parcheggio in 20/30 minuti.
- Difficoltà: 4c (ma si vedano le note in calce alla relazione).
- Sviluppo: 10 lunghezze, per circa 250 metri di sviluppo.
- Attrezzatura: soste attrezzate con spit da collegare, o facilmente attrezzabili su alberi e massi incastrati. In via un discreto numero di spit, posizionati di solito ove più utili, da integrare con qualche friend medio. Consigliabile una serie di friend e calzature adeguate per l'avvicinamento.
- Esposizione: sud-ovest.
- Tipo di roccia: granito.
- Periodo consigliato: primavera, autunno.
- Tempo salita: 3h00/4h00.
- Primi salitori: Florian Kluckner, gennaio 2007.
- Riferimenti bibliografici: Borelli D., Manoni F., Pellizzon M., Ossola e Valsesia - Arrampicate sportive e moderne, Edizioni Versante Sud, 2008
- Cartografia: Kompass 97, Omegna - Varallo - Lago d'Orta, scala 1:50.000
- Relazione
- (difficoltà riprese dal riferimento bibliografico indicato)
- Lunghezza 1, 4a: dritti sopra il primo spit, per rocce ben fessurate, piegando poi a sinistra (spit) a risalire un diedro non banale (personalmente sono passato a sx, più che nel diedro vero e proprio). Da ultimo in placca fino alla sosta, costituita da due spit da collegare.
- Lunghezza 2, 4a: proseguire per placchette appoggiate, a tratti erbose.
- Lunghezza 3, 4a: ancora per placchette e gradini erbosi, con percorso a zig-zag: inizialmente a dx, poi a sinistra (spit e una clessidra "trapanata" con cordino) infine decisamente a dx fino alla sosta.
- Lunghezza 4, 4b: in obliquo a dx a salire una fessura-caminetto e poi un muretto a dx non semplice: salire a sx e poi riattraversare a dx agevolmente, superando il muretto. Da quì si sale una lunga rampa appoggiata, delimitata a destra da uno spigolo e a sinistra da gradoni erbosi: non semplice e poco chiodato, sono eventualmente utilizzabili come protezioni intermedie (cordini) alcune betulle sulla sinistra. L'ultimo tratto è facilmente sporco di terra riportata dalle piogge, poichè termina nei pressi di un colatoio.
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Lunghezza 5, 4c:
in obliquo a destra a superare un colatoio (il che suggerisce di evitare periodi seguenti a forti piogge) ed un impegnativo gradino verticale (spit) da cui si prosegue poi agevolmente in placca. Al termine della placca deviare lungamente a destra per erbe e qualche roccetta. Prestare attenzione: nella nostra ripetizione questa zona era ricoperta da erbe compatte, parzialmente ricoperte di sabbia e detriti trascinati dalla pioggia di alcuni giorni prima.
Raggiunte nuovamente le rocce (spit) si sale un impegnativo camino ben attrezzato con tre spit (il che consente, nel caso di azzerare vari passaggi). Al termine del camino si prosegue più agevolmente fino alla sosta.
Secondo il riferimento bibliografico indicato esisterebbe una variante, probabilmente più semplice, che, arrivata alla base del camino, prosegue ulteriormente in obliquo verso destra (visibile uno spit). Ovviamente non abbiamo potuto verificare questa variante. - Lunghezza 6, 2a: proseguire con percorso libero dritti sopra la sosta, per roccette sparse fra alte erbe, deviando poi con decisione verso destra di parecchi metri, in direzione di una vaga cresta (visibile più in basso qualche spit e cordino: probabilmente da lì arriva la variante indicata alla lunghezza precedente). Sosta da attrezzare, eventualmente su un singolo spit di passaggio.
- Lunghezza 7, 3c: superare un breve salto a sx di un'alta parete, e proseguire lungo la vaga cresta, che presenta ora qualche gradino più ripido, superando una breve corda fissa tesa tra due spit (corda di cui non abbiamo compreso l'utilità). Proseguire ancora fino ad arrivare ad un ripiano tra massi, alla base di una netta paretina, percorsa da una cengetta obliqua che sale da sx verso dx (spit evidente a metà). Sosta da attrezzare (noi abbiamo usato alcuni massi incastrati alla base della paretina).
- Lunghezza 8, 4a: aggirare da sinistra un grosso masso, salendo così facilmente sull'evidente cengetta, che va percorsa verso destra (spit a metà) superando infine un breve diedrino. Più sopra le difficoltà scemano nettamente, e si supera ancora qualche gradino e placchetta.
- Lunghezza 9, 2a: per tracce erbose fino ad un salto, alla cui base si attraversa in orizzontale verso sinistra per cengette (freccia sulla roccia con il nome della via, che indica di traversare verso sx) fino ad una sosta (spit da collegare).
- Lunghezza 10, 4a: salire la bella placca sovrasatante la sosta, deviando un po' a sinistra. Superare una larga cengia erbosa (sosta possibile su albero) salendo infine un ultimo salto con alcuni passaggi non semplici, eventualmente aggirabili sulla sinistra. Sosta su uno spit, vicino alla casetta di legno che avrebbe dovuto contenere il libro di vetta, che non abbiamo trovato.
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Note:
via in ambiente selvaggio e panoramico, su roccia magnifica, anche se un po' discontinua (alcune lunghezze semplici molto erbose). La valutazione delle difficoltà della quinta lunghezza (4c, V-) ci è sembrata decisamente sottostimata, salvo che si riferisse a quella che era indicata come variante, e che ovviamente non abbiamo percorso.
Sebbene discretamente attrezzata a spit, la via va comunque considerata "alpinistica", anche in considerazione dell'accesso non semplice, che richiede una certa attenzione (erba, roccette esposte). - Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 17 agosto 2008.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.