Monte Muzzerone, Pilastro del Bunker (m.310), parete Ovest - via Chi vuol esser lieto sia

Monte Muzzerone, Pilastro del Bunker (m.310), parete Ovest - via Chi vuol esser lieto sia

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere La Spezia e da lì andare verso Portovenere. Arrivati alla frazione Le Grazie, svoltare a dx quando si trova il cartello Monte Castellana – palestra di roccia. Si segue la stretta strada e ad un bivio si tiene la sx. Seguono diversi tornanti fino ad arrivare ad un forte, dove si parcheggia.
  • Avvicinamento: dal forte seguire il sentiero verso Portovenere (1a), che parte dal tornante prima del forte, in corrispondenza di un tavolo per pic-nic. Seguire in piano il sentiero e poco prima di un bunker con antenne, prendere a dx (ovest) un ripido e bel canale attrezzato a zone con cavi e corde fisse. Quando in fondo al canale i cavi diventano due, seguire quello di sx (faccia a valle), sulla costa, fino ad un tratto con vecchia corda fissa gialla (attenzione).
  • Attacco: dall'ultima corda fissa si prosegue fino ad un bel pino sotto ad un diedro, dove si trova la prima sosta a spit. (0h30)
  • Discesa: dall'uscita salire alla dx della sosta su sentierino, che poi continua scendendo alcuni metri e risale per roccette e sentiero direttamente al bunker. Da qui verso sx si torna sul sentiero di partenza.
  • Difficoltà: 6a (5c e A0).
  • Sviluppo: 200 metri.
  • Attrezzatura: qualche nut-friend, 12 rinvii, mezze corde non indispensabili ma utili per eventuali calate.
  • Esposizione: ovest.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: tutto l'anno, ma in estate probabilmente troppo caldo.
  • Tempo salita: 3h00.
  • Primi salitori: Alberto Vigiani, Tino Amore, 1983.
  • Riferimenti bibliografici: Battistella D., Muzzerone, CAI La Spezia, 1994
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 5c, 6a: su per il diedro tecnico, con uscita a dx, poi andare su una placca verticale scorbutica ma ben chiodata e attraversare a dx a terrazzino con sosta.
  • Lunghezza 2, 4a: breve diedrino, poi saltini sul profilo tondo del pilastro, su roccia bella a buchi e un po' di vegetazione. Sosta comoda sotto uno strapiombino.
  • Lunghezza 3, 6a, 5c: placca bella a sx dello strapiombino, andare poi verso dx ed arrivare ad una placca verticale con fessurina da salire (primi metri più difficili, 6a, proteggibile con friend piccolo o nut; la fessura poi si apre e presenta buoni punti di riposo). Andare a dx in placca in direzione degli spit (buone tacche) ed uscire a dx e poi dritto alla sosta (possibile anche uscita dritta sulla placca, più difficile)(5c).
  • Lunghezza 4, 5c: placca tecnica molto bella con buone tacche, poi verso dx e in un diedro più facile. Infine andare a sx alla sosta (tralasciare una sosta con piastrine artigianali poco prima).
  • Lunghezza 5, 5c: andare verso sx puntando ad un bel diedrino da salire interamente, poi per rocce più facili arrivare alla sosta sommitale. In alternativa è possibile salire il tiro a dx con piastrine grosse artigianali, su buona roccia e più facile rispetto al tiro originale (tranne l'uscita un po' più impegnativa su strapiombo, 5c).
  • Note: via ben attrezzata a spit , comprese le soste. Ambiente molto bello e mediterraneo, plaisir.
    In zona presenti altre vie moderne lunghe e settori con monotiri interessanti.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Mario Colombo e Mauro Luinetti il 28 ottobre 2006.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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