Monte Muzzerone, Pilastro della Discordia, parete Ovest - via Poseidon
Dettagli
- Accesso stradale: raggiungere La Spezia e da lì andare verso Portovenere. Arrivati alla frazione Le Grazie, svoltare a dx quando si trova il cartello "Monte Castellana – palestra di roccia". Si segue la stretta strada e ad un bivio si tiene la sx. Seguono diversi tornanti fino ad arrivare ad un forte, dove si parcheggia.
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Avvicinamento:
dal forte seguire il sentiero verso Portovenere (1a), che parte dal tornante prima del forte, in corrispondenza di un tavolo per pic-nic.
Seguire in piano il sentiero. Si oltrepassa un bunker con antenne, continuando per il sentiero che poi scende ripido. Si arriva ad una costruzione alta in cemento abbandonata sulla sx. Scendere ancora circa 50 metri e poi seguire una traccia che va a dx e scende nella vegetazione con un cavo metallico. Si arriva ad una vecchia costruzione, si passa sul tetto piano e si scende per una scaletta di metallo. Si scende per crestina con cavo metallico (a dx c'è zona piana con bella veduta, presente anche a dx una corda fissa per scendere in un grottone ed arrivare con una doppia ad una zona di monotiri). Non andare a dx verso il punto panoramico, ma poco prima del termine del cavo andare a sx ed arrivare ad un grosso palo metallico.
Ora si scende in doppia sulla via. Indicazioni faccia a valle:- prima doppia dal palo verso sx, per crestina e rinviando due spit con cordone. Si scende a sx e si arriva ad una sosta con fix e catena, su una crestina esposta (breve doppia);
- doppia seguendo i fix della via, arrivando alla sosta sotto i tetti finali;
- doppia alla sosta vicino ad un pino;
- altre due doppie portano al terrazzo con grosso pino e cordoni (possibile arrivare qui anche con tre doppie, ma fare attenzione e verificare bene!);
- doppia dall'albero verso lo spigolo che scende verso sx, arrivando ad un grottone con corda fissa;
- si segue brevemente la corda fissa, arrivando alla sosta vicino allo spigolo;
- doppia su vago spigolo;
- doppia verso il mare, seguendo i fix verso dx, arrivando alla sosta poco visibile a dx (veramente vicino al mare!).
Pare sia possibile arrivare alla sosta di partenza anche dal mare, arrampicando per raggiungerla. Soluzione non verificata.
- Attacco: si attacca dall'ultima sosta con due fix senza catena.
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Discesa:
in realtà si tratta di tornare in salita.
Seguire in salita il cavo metallico, la scaletta e il sentiero che riporta alla strada (si percorre a ritroso l'avvicinamento). (0h15) - Difficoltà: 6c oppure 6a+ e A0.
- Sviluppo: 260 metri.
- Attrezzatura: 15 rinvii, mezze corde da 60 metri.
- Esposizione: ovest.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: tutto l'anno, ma in estate troppo caldo.
- Tempo salita: 3h00/4h00.
- Primi salitori: Alberto Vigiani, Luisa Siliani, 2013.
- Riferimenti bibliografici: Battistella D., Muzzerone e Levante ligure, Edizioni Versante Sud (utile per orientarsi, ma la via in questione non è presente nella guida).
- Relazione
- Lunghezza 1, 6b: salire con bei passaggi, su roccia con blocchi fessurati ma molto compatti. Un solo passaggio delicato si trova a metà tiro.
- Lunghezza 2, 5c: salire per roccette il vago spigolo che porta alla sosta dove parte la corda fissa. Un tratto compatto centrale. Traversare ora a dx seguendo la corda fissa sotto il grottone.
- Lunghezza 3, 6a: salire per bel muretto e poi continuare per vago spigolo che arriva ad un grosso pino cordonato su un terrazzo.
- Lunghezza 4, 6a: andare verso la parete e traversare verso dx, per entrare in un grande diedro che segna la direttiva della via. Si scala su belle lame, fino alla sosta.
- Lunghezza 5, 6b: si continua per rocce con bei blocchi, fino alla sosta dietro un pino.
- Lunghezza 6, 6b: si sale su roccia compatta e si supera uno strapiombo, quindi si arriva ad una pancia compatta, da salire per lama a dx. Si continua per placche più appoggiate con saltini ed infine un diedro che porta in sosta.
- Lunghezza 7, 6c: salire verso lo strapiombo sopra la sosta e superarlo con bel passaggio su lama a dx. Si continua per vago diedrino a dx, fino a raggiungere un tetto. Si traversa a dx e si raggiunge un altro diedro con buone prese che porta alla sosta su una crestina.
- Lunghezza 8, 5a: traversare a sx sulla crestina (clessidra con cordone) e salire l'ultimo speroncino, con cordone fissato su due fix (si consiglia di tirare il cordone, perché la roccia in questo punto è di cattiva qualità). Raggiungere il tubo in ferro e poi il cavo metallico fissato su albero, dove sostare (pochi metri, 5a).
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Note:
via ben attrezzata a spit, comprese le soste, in stile falesia.
Roccia molto bella, anche se ancora un po’ "sporca" a zone. Attenzione anche alla presenza di alcuni sassi di
dubbia stabilità (usare il casco).
E' da considerare "plaisir", anche se le difficoltà non sono da sottovalutare e se l'unica via di uscita è quella di fare la via, a meno di avere una barca in mare...!!!
In zona presenti altre vie moderne lunghe e settori con monotiri interessanti. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 28 giugno 2014 con Guido Carnevali.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.