Gruppo delle Odle, Odla de Cisles (m.2780) - spigolo sud-est

Gruppo delle Odle, Odla de Cisles (m.2780) - spigolo sud-est

Dettagli

  • Avvicinamento: da Santa Cristina, in Val Gardena, salire con la funivia del Col Raiser (orario: 8.00-17.00) e imboccare poi il sentiero per il Sas Rigais. Per sentiero si scavalca un primo recinto, si passa sotto la Piera Longia (caratteristico spuntone) e si scavalca un secondo recinto (nel senso che il sentiero, come nel caso del primo recinto, scavalca anche questo secondo recinto. Non uscire dal sentiero!).
    L'Odla de Cisles è la terza delle evidenti montagne sulla sinistra, che sono, nell'ordine: Piccola Fermeda, Gran Fermeda, Odla de Cisles, e lo spigolo sud-est è ben evidente. Seguire un sentiero che traversa orizzontalmente, tralasciando la deviazione a sinistra per la Fermeda, e seguendo invece una successiva deviazione, sempre a sinistra, che conduce alla gola tra la Odla ed il Sas de Mezdì (montagna successiva alla Odla).
    Risalire brevemente il canale (all'inizio sentierino da destra) fino all'altezza di placche nere sulla destra e di un grosso macigno sul fondo del canale, che si risale per circa cinquanta metri. Salendo ancora di qualche metro si scorge a sinistra (viso a monte), a circa venti metri da terra, uno spuntone con un cordone: si tratta della prima sosta (facoltativa), che si raggiungerà da sinistra per rocce rotte e una specie di canalino, attaccando in corrispondenza del grosso masso, là dove la parete è evidentemente più semplice. (1h00)
  • Discesa: dalla cima tornare alla sella tra anticima e cima arrampicando. Dalla sella risalire di circa quattro metri l'anticima e uscire in parete a sinistra, traversando in leggera discesa per qualche metro fino all'anello di calata.
    • Doppia 1, 55 metri: lunga doppia fino ad una sosta da noi attrezzata con tre chiodi (cfr. nota);
    • Doppia 2, 20/25 metri: arrivati ad una cengia spostarsi a sinistra (viso a valle) e scendere leggermente fino ad uno spuntone con cordone;
    • Doppia 3, 50 metri: calarsi fino al fondo del canale. La calata è spezzabile in due (ma l'ancoraggio da usare andrebbe rinforzato).
      Scendere sul fondo del canale per una ventina di metri fino ad un evidente ancoraggio sulla destra;
    • Doppia 4, 55 metri: calarsi nel canale (attenzione a sassi mobili). Anche questa calata può essere spezzata in due (ancoraggio intermedio).
      Scendere in parte arrampicando nel canale. Ad un bivio scendere verso destra (ometto e tracce di sentiero). Abbassarsi fino ad un ultimo salto: anello di calata a destra, su una breve cengia;
    • Doppia 5, 50/60 metri: calarsi oltre il salto, fino al fondo del canale. Anche questa calata è spezzabile: dopo circa venti metri, spostata a destra (viso a valle) c'è un altro anello di calata.
      Da quì si scende ancora sul fondo del canale, infilandosi sotto un enorme masso incastrato, ritornando in breve presso il punto di attacco. (2h00)

    Nota 1: in base alla relazione indicata la prima doppia avrebbe potuto essere spezzata in due/tre calate, ma non abbiamo visto gli ancoraggi intermedi, ed abbiamo allora attrezzato la sosta descritta.
    Sempre la relazione indicata, arrivati sul fondo del canale, suggerisce un percorso decisamente più complicato, mentre le calate presenti sono in realtà evidenti e ben attrezzate.
    Nota 2: tutta la discesa è caratterizzata da roccia pessima e detriti: anche procedendo con attenzione si trascinano sassi. NON iniziare le calate se è presente gente più in basso di voi, e accordarsi opportunamente se c'è gente dietro di voi! Discesa pericolosa che richiede attenzione.

  • Difficoltà: III, IV-.
  • Sviluppo: 13 lunghezze, per circa 495 metri di sviluppo, e 350 metri di dislivello.
  • Attrezzatura: poche soste attrezzate, rari chiodi in via. Portare dadi, friends, cordini (varie soste su spuntoni). Consigliabile, per prudenza, martello e qualche chiodo.
  • Esposizione: sud-est.
  • Periodo consigliato: estate, inizio dell'autunno.
  • Tempo salita: 5h00.
  • Primi salitori: J. Öfner, W. Laviat, A. Schärmer, 1908.
  • Riferimenti bibliografici: Bernardi M., Arrampicare in Val Gardena, Athesia Touristik, 2002
  • Cartografia: Kompass, foglio 616 - Val Gardena, Sella, Canazei - scala 1:25.000
  • Relazione
  • (difficoltà riprese dal riferimento bibliografico indicato)
  • Lunghezza 1, II, III, 30 metri: attaccare più o meno in corrispondenza del grosso masso che si trova sulla parete di destra, opposta a quella di salita. Per rocce gradinate e poi un canale verso destra, fino allo spuntone con cordone: sosta possibile (e fin quì roccia non molto buona), ma in pratica è preferibile effettuare anche la prima parte del tiro successivo, uscendo dalla gola.
  • Lunghezza 2, II, 50 metri: dallo spuntone salire a sinistra e traversare quasi orizzontalmente verso sinistra, entrando in un ampio canale erboso con rocce affioranti. (Sosta consigliata, da attrezzare)
    Risalire il canale erboso (noi siamo rimasti sul suo bordo destro, al limite delle rocce), aggirare da destra uno sperone e proseguire piegando leggermente a sinistra, rimanendo appena sotto le rocce, arrivando a circa sei/sette metri sotto delle grosse fessure: sosta su un chiodo e uno spuntone.
  • Lunghezza 3, III+, 50 metri: salire obliquamente verso destra, con percorso più o meno libero, per placche a tratti erbose, raggiungendo poi lo spigolo, con percorso praticamente obbligato. Chiodo di sosta.
  • Lunghezza 4, I, III+: per una rampa con rocce semplici salire verso destra, contornare da destra una grotta, salendo una placca con un passo difficoltoso (ben più del III+ dichiarato dalla relazione citata!), protetto da un grosso chiodo. Sosta da attrezzare su spuntone.
  • Lunghezza 5, II, III, 30 metri: dallo spuntone attraversare il canale retrostante e salire la successiva paretina con percorso più o meno libero. Traversare poi orizzontalmente a destra entrando nell'evidente fessura-canale che si segue per alcuni metri, uscendone poi a sinistra dentro un'ampia grotta. Sosta su un grosso spit.
  • Lunghezza 6, IV-, II, circa 30 metri: alzarsi di un paio di metri (passando da destra) fino ad un chiodo giallo, da cui traversare orizzontalmente a sinistra per alcuni metri, e salire poi obliquamente a destra per rocce semplici. Sosta da attrezzare su spuntone.
  • Lunghezza 7, II, circa 40 metri: proseguire più o meno in parete con percorso abbastanza libero, fino a tornare in cresta, sullo spigolo. Sosta da attrezzare su spuntone.
  • Lunghezza 8, II/III, circa 40 metri: per rocce abbastanza semplici, seguendo approssimativamente lo spigolo, fino ad arrivare ad una piccola forcella: attraversarla per sostare su comodi spuntoni a sinistra.
  • Lunghezze 9/10, III: ritornare a destra traversando per alcuni metri e proseguire poi in verticale (due clessidre).
    Si arriva così ad una specie di forcella sotto una zona nettamente strapiombante: traversare a destra per alcuni metri, alzarsi obliquamente a destra, ritornando poi man mano a sinistra. Sosta su spuntone sullo spigolo.
  • Lunghezza 11, III, II, 50 metri: aggirare da destra un paio di spuntoni, ritornando poi più o meno in cresta.
  • Lunghezza 12, II/III, 50 metri: proseguire con percorso libero (II, se individuate il percorso più semplice!) fino all'anticima. Sosta su spuntone.
  • Lunghezza 13, II: dall'anticima scendere alla forcella con la cima (semplice), aggirare da sinistra uno spuntone (non salirlo) e, ancora da sinistra, salire sullo spuntone che costituisce la cima, arrivando in vetta per semplice rampa.
    Libro di vetta.
  • Note:
    1. Roccia buona in ottica dolomitica... quindi attenzione!
    2. In più punti le lunghezze dei tiri e i percorsi descritti sono approssimativi, perchè parzialmente liberi e perchè le soste sono spesso da inventare, arrangiandosi con spuntoni: i migliori sono in cresta.
      Consigliabile munirsi dello schizzo citato, anche se è comunque approssimativo.
    3. E' possibile evitare la prima lunghezza partendo un po' più in basso e raggiungendo direttamente l'ampio canale erboso descritto.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 1° settembre 2003.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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