Valle dell'Orco, Sergent (m.1400 circa) - via Diedro Locatelli con variante Grassi

Valle dell'Orco, Sergent (m.1400 circa) - via Diedro Locatelli con variante Grassi

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere la Valle dell'Orco, in direzione Ceresole Reale. Dopo Noasca si trova un tunnel da percorrere e al suo termine svoltare subito a sx. Prendere la strada più a sx, passando di fianco al masso con la celebre Fessura Kosterlitz. Proseguire brevemente fino ad un grande parcheggio sterrato sulla sx dove si lascia l'auto.
  • Avvicinamento: dal parcheggio andare verso destra (faccia alla parete) per il bosco seguendo gli ometti e salire per sentierino e massi rocciosi. Giunti alla base del settore centrale costeggiarlo andando verso destra. Dopo aver superato la caratteristica torre chiamata "Lost Arrow", scendere poco per il canale e deviare leggermente in salita superando un larice dietro il quale si trova il diedro del primo tiro.
    Tempo: 0h25 dal parcheggio.
  • Discesa:
    • per la discesa dalla via Locatelli, dalla sosta 6 ci si cala su "Il lato oscuro" (soluzione non verificata);
    • dal termine della variante Grassi:
      • doppia dall'ultima sosta (Nautilus) direttamente sulla parete sottostante, passando in mezzo ad alcuni alberi e raggiungendo una evidente piazzola dove si trova la sosta;
      • doppia di quasi 60 metri (attenzione alla lunghezza delle corde!!) direttamente su una grande cengia;
      • si segue una evidente traccia che traversa a dx (faccia a valle) e arriva ad una zona esposta sopra altre pareti;
      • qui noi siamo arrivati fino ad un pulpito dove si trova, non visibile e molto esposta e scomoda, una sosta a fix per calata (è la sosta di un monotiro). Da qui una doppia da 30 metri porta alla base della parete, da cui si raggiunge facilmente l'attacco della Locatelli, raggiungibile in salita con buona traccia;
      • in alternativa, dovrebbe esserci una sosta a dx, contro la parete principale, più comoda e sicura da raggiungere, che porta allo stesso punto alla base della parete (soluzione non verificata);
      • con sentiero a ritroso si torna al parcheggio.
  • Difficoltà: VI/VI+ e A0.
  • Sviluppo: circa 180 metri il Diedro Locatelli + 50 metri la variante Grassi.
  • Attrezzatura: serie di nut e friend fino al numero 3 BD (fino almeno al 4 BD per la variante Grassi, potrebbe tornare utile un 5/6 se ci si vuole proteggere in maniera ravvicinata), 10 rinvii e due corde da 60 metri.
  • Esposizione: sud-ovest.
  • Tipo di roccia: granito di buona qualità e compatto.
  • Periodo consigliato: primavera, estate, autunno.
  • Tempo salita: 3h00.
  • Primi salitori: Diedro Locatelli: V. Duregon e Franco Locatelli , 4 giugno 1974; Variante Grassi: G.C. Grassi &C, non abbiamo trovato altre info in merito.
  • Riferimenti bibliografici: Oviglia M., Rock paradise, Edizioni Versante Sud.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, VI+/VII-, 30 metri: salire nel diedro con un primo passaggio ostico (friend incastrato). A destra, sulla placca, visibile un fix de Il lato oscuro, da non seguire. Si continua in diedro con difficoltà continue fino ad un terrazzino dove si trova la sosta su fix. Solitamente questo tiro è gradato VI, noi abbiamo trovato le fessure un po' umide, ma il grado è senz'altro più alto.
  • Lunghezza 2, IV+/V-, 25 metri: continuare per fessura-lama molto bella fino ad uno strapiombino, da superare direttamente, dopo il quale si sosta su fix.
  • Lunghezza 3, IV+, 40 metri: salire per rocce facili, scavalcare altre rocce ed arrivare ad un diedrino che si supera con passo atletico, arrivando ad una placca abbattuta da risalire, per fare sosta su fix poco prima di un grosso albero.
  • Lunghezza 4, VI+, poi IV+, 50 metri, 3 chiodi: risalire la placconata abbattuta fino ad un diedro (è il diedro che porta alla evidente spaccatura-camino che incide la parete). Meglio salire fin qui e fare sicura sotto il diedro. Salire la parete di sx del diedro, con piccole fessure. Si arriva ad un paio di chiodi vicini e poi più sopra ad un altro chiodo. Sulla dx attenzione alla roccia, un po' friabile. Si esce dal muro verticale e si entra nella spaccatura-camino che sale verso sinistra, dove si arrampica facilmente sulla rampa che forma. Si continua per roccia poco proteggibile ma anche poco esposta e facile. Si arriva ad un piccolo ripiano dove si trova la sosta a fix.
  • Lunghezza 5, IV, 20 metri, 1 chiodo: non salire per il diedro e gli strapiombi sopra la sosta (vecchio cordone), ma andare a sx per entrare in un camino facile (chiodo), fino ad arrivare ad un piccolo buco dove occorre passare. Conviene arrivare fin qui e passare zaini, materiale e qualsiasi ingombro sulla cengetta fuori dal buco: è veramente piccolo, con una corporatura grossa potrebbe essere impossibile passare! Usciti dal buco, si traversa verso dx sotto un masso, per salire poi pochi metri alla sosta a fix.
    Ci sono informazioni per cui dovrebbe essere possibile evitare di passare dal buco, stando all'esterno (soluzione non verificata).
    Dalla sosta è possibile continuare nella spaccatura sopra la sosta con difficoltà maggiori (variante Motti), visibili due chiodi e un cordone. Al termine della spaccatura si traversa a dx per reperire la sosta di calata (soluzione non verificata, tiro spesso bagnato/umido).
  • Lunghezza 6, un passo di V+, 15 metri: traversare a dx con un unico passo di arrampicata e salire ad una bellissima cengia rocciosa. Si cammina alcuni metri verso dx e si raggiunge la sosta a fix (sosta de Il lato oscuro).
    Qui la via è finita e ci si può calare in doppia (soluzione non verificata), ma è possibile continuare per una lunghezza supplementare (variante Grassi). E' possibile anche continuare su Il lato oscuro, con difficoltà maggiori (spit visibile in alto sopra la sosta, soluzione non verificata).
  • Lunghezza 7, VI+, 50 metri, 1 chiodo, VARIANTE GRASSI: traversare a dx, scendere circa un metro a raggiungere una fessurina orizzontale, da seguire. Si passa sotto una fessura, e si continua fino ad un evidente chiodo, piazzato proprio sotto una bellissima fessura larga da proteggere (continuando a traversare a dx ci si congiunge facilmente alla via Nautilus). Salire la fessura (servono friend fino al n°4, anche il 5 e il 6 potrebbero essere usati), arrivando ad una zona più abbattuta. Si continua per una bella fessura sulla verticale (non andare a sx ad una grande lama), sino a cordoni con maillon. Si prosegue più facilmente per rampa erbosa e un ultimo blocco roccioso, poi si traversa a dx su terreno erboso, fino ad una sosta su cordoni (sosta di Nautilus).
  • Note: la lunghezza dei tiri è indicativa.
    Dovrebbe essere la via più facile del Sergent, ma meglio non sottovalutarla troppo. Il primo tiro è decisamente impegnativo, soprattutto se la fessura è umida.
    Consigliatissima la fessura della variante Grassi, di soddisfazione.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori e Susanna Duracel Martinelli, da una ripetizione del 18 maggio 2015 con Fabrice Calabrese.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.