Valle dell'Orco, Sergent - via Fessura della Disperazione

Valle dell'Orco, Sergent - via Fessura della Disperazione

Dettagli

  • Accesso stradale: da Ivrea occorre raggiungere la Valle dell'Orco, che inizia da Cuorgnè. Si prosegue fino alla galleria nel piano di Ceresole Reale, dalla cui uscita occorre prendere la prima via a sx, che passa di fianco al masso Kosterlitz e costeggia poi un grande sterrato a sx dove si parcheggia.
  • Avvicinamento: dal parcheggio, faccia alla parete andare a dx seguendo una strada sterrata e poi un sentiero tra roccette. Al cartello che si incontra seguire per settore destro. Seguendo il sentiero si arriva direttamente sotto la parete, vicino a Incastromania. Seguendo a dx il sentiero che costeggia la parete si arriva ad un grosso masso appoggiato alla parete, alla cui dx inizia la fessura. (0h15)
  • Attacco: si attacca salendo facilmente il masso staccato, per poi prendere la fessura ascendente a sx.
  • Discesa: con due corde doppie.
    • dalla sosta 3 si scende verticalmente fino ad individuare una sosta a spit a sx (faccia a monte) poco visibile, in corrispondenza di una cengetta;
    • con un'altra doppia si arriva facilmente alla base.
  • Difficoltà: VI+/VII- obbligato.
  • Sviluppo: 90 metri.
  • Attrezzatura: una serie di friend, anche se servono essenzialmente friend Camalot n° 5 e 6. Per fare la via con protezioni decenti occorrerebbero due 6 e due 5.
  • Esposizione: sud-ovest.
  • Tipo di roccia: granito di buona qualità.
  • Periodo consigliato: tutto l'anno, a seconda della temperatura. Parete calda, da metà mattina esposta al sole.
  • Tempo salita: 3h00/4h00 a seconda dell'abilità e... del numero di friends maxi che si posseggono (danno coraggio!).
  • Primi salitori: Roberto Bonelli, Danilo Galante, Piero Lenzi, 1974.
  • Riferimenti bibliografici: Oviglia M., Rock Paradise, Edizioni Versante Sud
  • Relazione
  • Lunghezza 1, VI: salire sul masso appoggiato alla fessura, e poi seguirla stando esterni e tenendone il bordo con le mani. Possibile proteggersi con friend n° 5 e 6 Camalot, e su un chiodo presente sotto una scaglia più in alto, circa a metà tiro. Si arriva ad un diedro da risalire fino alla sosta su spit sulla sua parete sx. Attenzione ad un grosso masso a dx della sosta, perchè sembra stabile ma se tirato si muove.
  • Lunghezza 2, VI+/VII-, salendo incastrando la gamba dx nella fessura: seguire ancora la fessura, prima verticalmente (sempre attenzione al grosso masso che si muove!!) e poi orizzontalmente, con alcuni tratti in salita. Si arriva ad un gradino di roccia sotto la parte terminale della fessura, verticale e più liscia. Qui consigliato avere un Camalot n° 5. Si sale e si arriva ad una lama più facile (possibile protezione con friend piccolo) e subito dopo alla sosta a dx su spit.
  • Lunghezza 3, VI+: continuare ancora per la fessura, in incastro o in dulfer, fino ad una buona lama. Si continua ancora in orizzontale (attenzione, fare in modo di tenere la corda nella fessurona, in modo che in caso di caduta sia "rinviata" alla lama); stare facilmente anche all'esterno, per poi risalire con incastro di corpo (larga...) fino a quando ritorna orizzontale ed è possibile uscire e utilizzare buoni appoggi per i piedi. In traverso si arriva alla sosta su due chiodi vecchi con cordone.
  • Note: via dall'estetica impeccabile ma che richiede nel secondo e terzo tiro una arrampicata rude e faticosa in incastro (a meno di possedere grandi doti di resistenza e coraggio per stare fuori dal fessurone).
    Presenti solo le soste e un chiodo sul primo tiro.
    Una zona del terzo tiro è improteggibile data la larghezza della fessura.
    Noi abbiamo ripetuto la via con soli due maxi friend (un 5 ed un 6), per due cordate... con la ovvia necessità di aspettarsi per passarci il materiale.
    Con solo questi due friends si è costretti a tratti di runout da non sottovalutare.
    In conclusione la via è molto dura se non si è abituati a questo tipo di arrampicata, ma di forte soddisfazione nonostante la sua brevità.
    Consigliati due friends numero 5 e due friends numero 6 se si vuole procedere con una certa sicurezza, altrimenti occorre un po' di coraggio e incoscienza...
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, Guido Carnevali, Simone Rossin e Mattia Guzzetti, da una salita del 13 ottobre 2011.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.