Valle dell'Orco, Sergent - via Nautilus

Valle dell'Orco, Sergent - via Nautilus

Dettagli

  • Accesso stradale: dalla statale che da Cuorgnè porta a Ceresole Reale svoltare a sinistra all'altezza della fine della lunga galleria dopo l'abitato di Noasca. Superato il masso con la famosa fessura Kosterliz, proseguire lungo la strada per un centinaio di metri e posteggiare la macchina ai suoi bordi nei pressi di una cava.
  • Avvicinamento: seguire la strada per un'altro centinaio di metri, lasciando sulla sinistra una baracca costruita sotto un sassone e facente parte della cava, fino ad arrivare ad una piccola placca che si innalza direttamente dalla strada e prosegue per tracce di sentiero.
    Risalire una frana composta da sassoni e, seguendo gli ometti, deviare verso destra fino ad arrivare ad una colonna cementata alta circa 1.2 m nei pressi di un grosso albero.
  • Attacco: l'attacco è posto nei pressi di una netta fessura a sinistra di una grossa lama staccata e sotto ad un evidente diedro.
  • Discesa: dalla sosta a spit ci si cala a quella precedente, quindi da qui con una calata da 60 metri si arriva direttamente alla base della parte alta. A questo punto si percorre a ritroso la grande cengia (attenzione alla vipere!!!) e si punta a destra (scendendo) verso degli ometti. Poco sotto sulla destra si trovano i cordini di calata uniti con un grillo, oppure in prossimità dello spigolo due spit collegati da un cordino con maillon di calata. Anche da qui con 50 metri di corda si arriva al canale della via Locatelli e in 5 minuti per tracce si scende agli zaini. (1h00)
  • Difficoltà: VI o V+ e A0.
  • Sviluppo: 7-8 lunghezze, per circa 270 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: serie di nut e friend fino al n°4 BD. Solo un chiodo e un paio di friend incastrati in via. Soste attrezzate con due spit e cordini. I pochi spit presenti sulle lunghezze sono stati tutti rimossi.
  • Esposizione: sud-ovest.
  • Tipo di roccia: granito.
  • Periodo consigliato: primavera, estate, autunno.
  • Tempo salita: 3h30/4h00.
  • Primi salitori: A. Giorda, R. Perucca e M. Ogliengo, 1982.
  • Riferimenti bibliografici: Oviglia M., Rock Paradise, Edizioni Versante Sud, 2000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, V+, V: salire la fessura, dapprima spaccando sulla lama staccata, poi direttamente su di essa, superando successivamente un lieve strapiombino, fino ad arrivare alla cengia di sosta.
  • Lunghezza 2, IV+, V: a destra per balze, proseguire poi su un diedro verticale sovrastato da un grande tetto. Salirlo fino ad una lama staccata, rimontarla sulla sinistra e raggiungere la sosta. Qui due possibilità:
    1. recuperare il proprio secondo per attaccare direttamente la fessura diedro a mezza luna al di sopra della sosta. Un chiodo molto in alto! (forse V+/VI); si salta così la lunghezza del camino;
    2. traversare a sinistra per circa 2 metri (delicato) ed entrare nel camino per sostare su dei massi incastrati al suo interno (attenzione all'attrito delle corde) (V).
  • Lunghezza 3, (camino), V, si cammina, V (faticoso): dalla sosta traversare su placca per circa 2 metri cercando di rimanere piuttosto bassi, entrare nel camino posando il piede sul primo masso incastrato al suo interno. Non salire in verticale, ma camminare o meglio strisciare al suo interno per circa 8 metri (togliersi lo zaino) fino all'altezza di due grossi massi incastrati a circa 4 metri di altezza (cordone). Raggiungere i massi con tecnica di camino, in opposizione schiena-piedi e sostare per evitare un eccessivo attrito delle corde.
  • Lunghezza 4, IV+, III, IV: proseguire in piano per circa 3 metri ed uscire dal camino (delicato e non proteggibile), salire due metri fino alla sosta a spit (dove termine la lunghezza in variante al camino). Rinviarla e proseguire per balze e ciuffi d'erba fino alla base di una breve fessura verticale. Salirla (un friend incastrato) e sostare su un grosso albero sulla cengia mediana della parete.
  • Conserva: salire a monte dell'albero di sosta e seguire verso destra la traccia di sentiero piuttosto evidente per una cinquantina di metri, puntando ad una zona grigio chiara con dei tetti ed un diedro netto sulla loro destra con un albero sulla sommità. Portarsi sulla verticale del diedro (poco visibile uno spit martellato su una placca di roccia rossastra circa 6 metri in alto).
  • Lunghezza 5, III, V, IV: per balze verso destra, salire una fessura e proseguire a sinistra per esile cengia, un breve camino porta in sosta alla base del diedro nominato precedentemente.
  • Lunghezza 6, VI, V+: tiro chiave. Salire per piccole lame sulla sx e portarsi alla base del netto diedro. Salire faticosamente sfruttando la piccola fessura al centro (chiodo). Proseguire in verticale per circa 3 metri e traversare a sx fino ad una pianta. Salire ora la fessura verticale con tecnica di incastro e raggiungere la sosta a spit attrezzata su una placca poco a dx di un pilastrino.
  • Lunghezza 7, IV+: dalla sosta rimontare il pilastrino e traversare un metro a dx fino ad una grossa fessura (delicato). Salirla per circa 3 metri (cordone) ed uscire a sx su un piccolo pulpito. Salire verso sx su placche di roccia lichenosa e sostare su placca poco a monte di un grosso albero.
  • a questo punto mancherebbe un tiro di difficoltà intorno al IV grado che ho saltato, perchè dovrebbe essere poco bello e molto lichenoso.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Alessio Guzzetti, 14 ottobre 2001. Revisione e foto a cura di Simone Rossin, Paolo Colombo ed Emanuele Nugara, da una ripetizione effettuata il 16 settembre 2011.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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