Pale di San Martino, Cima dei Lastei (m.2846), parete sud - via Perla Nera

Pale di San Martino, Cima dei Lastei (m.2846), parete sud - via Perla Nera

Dettagli

  • Accesso stradale: raggiungere Fiera di Primiero, nelle Pale di San Martino, e da li seguire la svolta per il Passo Cereda. Continuare fino ad incontrare una svolta a sx per la Val Canali – Cant del Gal, arrivando fino alla località Cant del Gal. In prossimità dell'albergo Cant del Gal, svoltare a dx nella strada che lo precede, direzione Malga Canali – Rif. Treviso. Si prosegue fino ad un grosso slargo sterrato sulla dx, dove si lascia la macchina.
  • Avvicinamento: continuare lungamente per strada sterrata in piano. Si evita una svolta a dx per il Rifugio Treviso, arrivando a trovare sulla sx una palina indicatrice per il bivacco Minazio. Si segue lungamente il sentiero, che passa anche per roccette. E' sempre segnato, fare attenzione a non perdere il sentiero. In assenza di segni tornare sui propri passi. Si arriva al bivacco dopo circa 2 ore dal parcheggio, punto molto panoramico. Il bivacco è dotato di coperte e letti a castello. Ci sono indicazioni per raggiungere un punto per l'approvvigionamento di acqua, che teoricamente dovrebbe essere sempre disponibile.
    Dal bivacco andare a dx, viso a monte e poi scendere verso dx per roccette e prati; attraversare dei pendii ghiaiosi ed il canale detritico del Vallon dei Colombi, alla cui testata si trova una frana pericolosa (visibile un pilastro completamente bianco e grossi massi instabili, ATTENZIONE!). Si arriva sulla sponda opposta del canalone e si punta al primo intaglio a sx (Forcella della Caccia), sotto la direttiva della Punta Centovie. Si arriva all'intaglio e si trova uno spit con fune di ferro. Si consiglia di scendere in doppia (circa 25 metri), visto il piccolo diametro della fune e lo stato non buono su tutta la sua lunghezza. Si arriva ad un tratto di canale più facile fino ad un ulteriore tratto con corda fissa e fune di ferro. Anche qui si consiglia una doppia (circa 20 metri). Ancora un tratto facile di canale porta ad un ultimo salto attrezzato per una breve doppia, che porta allo sbocco del canale. Si attraversa il pendio di sx per tracce, fino ad arrivare sotto la parete. (1h30 dal bivacco)
  • Attacco: in corrispondenza della placca a sx di un largo diedro a lame. Noi abbiamo salito erroneamente il diedro e siamo stati poi a dx, mentre la via sale sulla placconata di sx.
  • Discesa: varie possibilità:
    1. discesa in doppia dalla via, per rientrare a ritroso dalla Forcella della Caccia: sconsigliato ma utile in caso di problemi;
    2. arrivati sulla Cima dei Lastei, dalla direzione di arrivo seguire la cresta che scende a sx della cima (cresta ovest), dove si trovano segni rossi e ometti. Parte iniziale facile;
      - si arriva ad un salto dove si trova uno spuntone con fettuccia attrezzata per una doppia. Lo spuntone non è molto buono, lo abbiamo rinforzato con altro cordone su altro spuntone. Ci si cala con breve doppia di circa 15 metri, arrivando su terreno facile;
      - ora scendere a dx (faccia a valle) a raggiungere una cengia (si arriva qui probabilmente evitando la doppia precedente, stando più a dx in discesa);
      - seguire la cengia verso sx fino ad uno stretto intaglio, dove si trova una doppia attrezzata su chiodo + spuntone. Fare una doppia di quasi 30 metri fino alla base, che si trova in un canale, poco sotto la Forcella della Manstorna (Forcella m.2746);
      2a) Questo dovrebbe essere il Vallon della Manstorna, che seguito in discesa (dx dalla direzione d'arrivo) porta verso valle e al Rif. Treviso (soluzione non verificata);
      2b) Risalire a sx alla Forcella della Manstorna, dove una freccia indica di entrare nell'intaglio roccioso di dx. Salirlo e poi continuare per tracce fino ad un'altra forcella (Forcella Muller, m.2760), dietro la quale ci sono dei massi. Procedere per tracce e ometti e raggiungere così la grande Forcella delle Buse Alte (m.2654);
      2b-1) Da qui, scendendo a sx (sud), si dovrebbe entrare nel Vallon delle Lede e poi trovare il primo ancoraggio di una serie di 5 calate che riporta nel Vallon dei Colombi e ritornare così al Bivacco Minazio, soluzione comoda se si vuole tornare al bivacco lasciando lì del materiale o per fare altre vie. Soluzione non verificata e SCONSIGLIATA PER LA PRESENZA DI UNA GROSSA FRANA NEI PRESSI DELLE DOPPIE. C'è un cartello affisso sul bivacco, che indica di non transitare nel Vallon dei Colombi, per via della frana;
      2b-2) Scendere invece lungamente il canale di dx (nord), ghiaioso e con sassi, che continua per tratti con massi ed altri pianeggianti. Si arriva in una zona pianeggiante con un paio di ometti su grossi massi, quindi si superano facilmente dei dossi sassosi, fino ad arrivare finalmente ad incrociare il sentiero 708, da seguire verso dx;
      - si continua per il 708, fino a quando si trova una palina indicatrice, dalla quale seguire il sentiero 707 per il Rif. Treviso; - per sentiero arrivare fino nei pressi del Rif. Treviso e seguire poi il cartello per il Cant del Gal, che riporta al parcheggio

    Percorso molto lungo, calcolare circa 5 ore dalla cima.

  • Difficoltà: max VI.
  • Sviluppo: 770 metri la via, più terreno facile fino in vetta (circa 200 metri).
  • Attrezzatura: presenti soste su clessidre, spuntoni, chiodi, con cordini da sostituire. Sui tiri presenti alcuni cordini in clessidre e rari chiodi. Necessaria una serie di friend fino al n°3 BD (può tornare utile anche il n°4), serie di nut, martello e qualche chiodo per emergenza, cordini kevlar per le clessidre (anche qualcuno aperto).
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: calcare-dolomia quasi sempre di ottima qualità.
  • Periodo consigliato: estate, autunno.
  • Tempo salita: 9h00/10h00 per la via, più 0h30 per raggiungere la cima. Tenersi un po' di margine, in caso di errori di percorso si può perdere del tempo...
  • Primi salitori: S. Campagnola, S. Coltri e B. Vidali, 1997.
  • Riferimenti bibliografici:
    • De Franceschi L., Pale di San Martino Est, Guida dei Monti d'Italia
    • Iacopelli R., Climbing Trips, Cierre Edizioni
  • Relazione
  • noi abbiamo sbagliato l'attacco, salendo per un diedro con lame e per dei tetti a dx, e poi collegandoci all'itinerario originale alla sua terza sosta, tramite un lungo traverso. Si tratta di due tiri non relazionati, forse frutto di altri errori. Soluzione sconsigliata, comunque li riporto:
  • Lunghezza 1, IV, 40 metri: salire per un diedro con lame, tra due placconate. Si arriva ad una zona facile dove si attraversa a dx per diversi metri, fino alla sosta con cordoni su grossa clessidra.
  • Lunghezza 2, VI, 50 metri: dritto sopra la sosta a raggiungere una zona verticale dove si trova un chiodo. Si continua per zona con roccia delicata (una lama che "suona" un po') e poi si traversa verso dx a raggiungere uno strapiombetto con fessurina. Lo si supera e si arriva sotto ad un tettino, da superare verso dx, arrivando così a rocce più facili. Dopo qualche metro di arriva in sosta, su clessidre.
  • Lunghezza 3, III+, 40 metri: traversare a sx, superando anche un canale-diedro. Continuare lungamente fino a trovare una sosta con cordoni su grosso spuntone. Possibile anche riallacciarsi direttamente al tiro 4.
  • qui di seguito invece i tre tiri originali corretti (non verificati, info dalla guida Pale di San Martino Est, CAI-TCI):
  • Lunghezza 1, IV, 40 metri: si sale al centro della placca grigia fino ad un ripiano con la sosta.
  • Lunghezza 2, VI, 50 metri: salire a sx della sosta su un pilastrino, superare la successiva placca per 15 metri e traversare a dx per altri 15 metri (chiodo), fino ad un tettino che si supera, andando poi a dx alla sosta.
  • Lunghezza 3, V, 35 metri: ci si sposta qualche metro a sx e si supera la placca fin sotto una fascia di rocce gialle chiusa da un tetto a mezzaluna, sosta su grosso spuntone.
  • di seguito il percorso corretto della via, seguito anche da noi:
  • Lunghezza 4, VI, 40 metri: andare a dx, salendo poi sullo spigolo di dx (cordino). Si sale verso sx ora su parete verticale (chiodo) arrivando a dei gialli. Si sale ad una nicchia e si traversa verso sx, per superare il tetto ad arco nel suo punto debole. Ancora a sx e si arriva alla sosta su clessidra e chiodo, alla base del bellissimo muro nero a buchi.
  • Lunghezza 5, IV+, 30 metri: salire stando a sx della sosta, utilizzando inizialmente un pilastrino, per poi tendere di nuovo leggermente a dx. Si arriva alla sosta su clessidre, che è circa sulla verticale della sosta precedente.
  • Lunghezza 6, IV+, 50 metri: su ancora per il muro lavorato, fino alla sosta su clessidra.
  • Lunghezza 7, IV+, 30 metri: ancora muro bellissimo lavorato, fino ad un diedrino da seguire, per arrivare alla sosta su clessidra sotto una zona giallastra.
  • Lunghezza 8, V+, 30 metri: si sale a sx della sosta, in obliquo verso sx per la fascia strapiombante ma con belle prese, fino alla sosta su clessidre.
  • Lunghezze 9-10-11, max III, 150 metri: si prosegue su terreno più abbattuto, cercando i punti deboli ed arrivando alla sosta 11 su due chiodi alla base del muro successivo, a sx di uno speroncino che forma un diedro-fessura con la parete.
  • Lunghezza 12, V+, 50 metri: lunghezza 12: su per diedrino a sx della sosta, quindi per parete, cercando i punti più facili, fino alla sosta su spuntone (50m, V+);
  • Lunghezza 13, VI-, 45 metri: salire per fessura con due cordini visibili, quindi si prosegue su muro ammanigliato e diedrino, per trovare poi la sosta su chiodo e clessidra, a dx.
  • Lunghezza 14, VI, 35 metri: su per il muro successivo, leggermente da dx a sx, si arriva ad uno strapiombo che si evita verso dx, per poi superare un altro strapiombo, continuando poi più facilmente fino alla sosta su chiodo + clessidra (35m, VI);
  • Lunghezza 15, V+, 40 metri: muro ammanigliato, dove si cercano i punti deboli. Sosta su spuntone e clessidra.
  • Lunghezza 16, IV, 50 metri: su per muretto, andare a sx per aggirare una fascia difficile, quindi di nuovo verso dx, salendo fino alla sosta.
  • Lunghezze 17-18, III, 100 metri: si sale a sx entrando in un diedro e lo si segue fino al suo termine, arrivando a terreno abbattuto dove si seguono i punti deboli e si va tendenzialmente verso sx, arrivando infine ad una crestina dove si sosta su spuntoni/friend, poco sopra una forcella.
  • da qui si procede slegati, con attenzione. Indicazioni faccia a monte.
    Si scende alla forcella sotto la crestina raggiunta e poi da qui si continua per canalino a sinistra in discesa, fino ad una cengia. La si percorre fino ad un evidente canale a sinistra, che deve essere salito tutto (passi II/III), fino a raggiungere una cresta. Si segue la cresta verso monte (destra), con facili passi di arrampicata e si arriva così alla cima.
  • Note: bellissima via, di un certo impegno globale per avvicinamento, numero di tiri e discesa. L'ambiente dove si trova è affascinante e selvaggio, merita sicuramente una visita!
    Roccia per lo più ottima, con alcuni tiri veramente super per la conformazione.
    Data la complessità dell'itinerario, fare riferimento anche ad altre relazioni e guide.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 27 agosto 2016 con Alessandro Pelo.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.