Parete Calva o di Mezzodì (m. 1426) - via Margherita va da Dolcino

Parete Calva o di Mezzodì (m. 1426) - via Margherita va da Dolcino

Dettagli

  • Accesso stradale: da Varallo (VC) seguire le indicazioni per Alagna. Passato l'abitato di Piode svoltare a sinistra su un ponte con indicazioni per Rassa, imboccata la val Sorba dopo alcuni minuti seguire le indicazioni verso destra (tornanti) per la frazione Dughera. Posteggiare nei pressi della chiesa.
  • Avvicinamento: imboccare la stradina a sinistra della chiesa, tra le case, fino ad incontrare il primo segnale dell'it. n° 42 per il Pian dei Gazzarri e seguirlo per circa 20-30 minuti. Giunti a un canale (da noi trovato percorso da un ruscello), risalire le corde fisse presenti sulla sua sinistra orografica (poco visibili e di colore nero), seguire il percorso in salita occasionalmente evidenziato da bollini rossi e ulteriori corde fisse (non in buone condizioni, verificare). Si traversa poi verso sinistra un ghiaione (presenti cunei d'acciaio senza più corde) e ci si porta verso la base della parete, su una placca appoggiata. La si risale leggermente a dx rispetto alla sua metà seguendo il facile (4c) fino a raggiungere una sosta a spit da collegare a circa metà della placca. (0h50 in totale)
  • Discesa: dal pian dei Gazzarri ci si porta seguendo i segnali su di un colle (passaggi su roccia con catene) dove si incontra un segnavia per Quare e per Dughera (it. 42). Seguire il 42 scendendo per prati scoscesi per tracce e segni, fino ad addentrarsi nella boscaglia. Sempre seguendo i segnali (non sempre evidenti) si perde man mano quota finché il sentiero non volge decisamente a sx (faccia a valle) e si reincontra il canale dove si era lasciato il sentiero 42 per l'attacco e si ripercorre la parte iniziale a ritroso fino a Dughera. (1h30 circa, se non ci si perde..)
    E' possibile scendere anche in doppia o dalla via stessa (alcune soste sono attrezzate) o dagli itinerari sportivi. Opzioni da noi non verificate.
  • Difficoltà: 6b+ (6b obb.) RS1/II.
  • Sviluppo: 7 lunghezze, per circa 220 metri.
  • Attrezzatura: due corde da 60 metri, 15 rinvii, cordini, eventualmente qualche protezione veloce.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: gneiss granitoide a grana grossa di qualità eccezionale.
  • Periodo consigliato: tutto l'anno, eccetto i mesi più caldi. Dopo lunghi periodi di pioggia la parete impiega circa 2 giorni ad asciugare.
  • Tempo salita: 6h00/7h00
  • Primi salitori: Martino Moretti e Dino Deiana 9/11/1986.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Alpi Biellesi e Valsesiane, Guida dei Monti d’Italia, C.A.I.-T.C.I
    • Arrampicate sportive e moderne in Ossola e Valsesia, Edizioni Versante Sud
  • Cartografia: Monte Rosa Alagna e Macugnaga, Istituto Geografico Centrale, 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 5b: salire la placca compatta con bei movimenti, poi spostarsi in diagonale a destra su rocce più articolate fino alla sosta su uno spiazzo (targhette delle vie: Margherita, Macarena ed Eretica).
  • Lunghezza 2, 6a: dalla sosta a sx (d'equilibrio), poi per placca sempre a sx con bellissimi movimenti portarsi al piccolo diedro fessurato, dove si sosta in prossimità del traverso (attenzione a qualche blocco mobile nei pressi della sosta).
  • Lunghezza 3, 6a+: si affronta il lungo traverso verso sinistra tra i due tetti (massima esposizione, chiodatura interessante) si esce poi al di là dello spigolo, rimontanto alcune roccette di un diedrino inframezzato da barbe di Papa, più facile ma occorre attenzione se trovato urfido come da noi. Sosta su un terrazzino.
  • Lunghezza 4, 6b, 40 metri: salire il muro continuo e verticale, usando bene i piedi e con bei passaggi di dita, poi traversare a destra. Sosta su cengia comoda, uscita sprotetta.
  • Lunghezza 5, 6a, 20 metri: salire il diedro, poi muro verticale e infine bombé finale con lama rovescia alla base e uscita strapiombante su grossi buchi, atletico, sosta leggermente a dx, scomoda.
  • Lunghezza 6, 6b+, 30 metri: placca verticale con tacche e movimenti d'equilibrio poi muro con bei movimenti in uscita esposti, sosta su cengia erbosa.
  • Lunghezza 7, 5a, 40 metri: salire a destra della sosta per alcuni metri, per gradoni poi traversare a destra (spit distanziati) su difficoltà via via minori, fino a giungere alle prime propaggini del pianoro finché si raggiunge un muretto, (1 spit) aggirabile sulla destra su erba. Sotto un maestoso faggio si trova l'ultima sosta a spit con catena. Si esce infine sul pianoro sovrastante la parete (Pian dei Gazzarri). Addentrandosi per alcuni metri nella boscaglia si raggiunge una cisterna per la raccolta dell'acqua piovana e i resti di quello che fu l'insediamento dei Dolciniani. A lato della targa commemorativa (libro di vetta...manca la penna!!) iniziano i segnali per il sentiero di discesa.
  • Note:

    "Or di’ a fra Dolcin dunque che s'armi,
    tu che forse vedrai lo sole in breve,
    s'ello non vuol qui tosto seguitarmi,
    sì di vivanda, che stretta di neve
    non rechi vittoria al Noarese,
    ch'altrimenti acquistar non saria leve."

    Dante, Inferno, Canto XXVIII, 9a Bolgia gli Eretici

    Bellissima via, su roccia ottima, sembra di stare in Valle dell'Orco! Arrampicata molto varia che alterna placche, diedri e fessure. La linea è logica ed elegante e cerca i punti di debolezza tra i due evidenti strapiombi centrali. Complementi vivissimi agli apritori, se si pensa che la via è stata aperta interamente in ottica classica con chiodi e protezioni veloci, senza l'uso di spit aggiunti solo di recente, ma che mantengono la severa distanza originale. Non può non suscitare sentimenti particolari visitare questi luoghi avvolti dal fascino e dal mistero delle lotte eretiche di Fra Dolcino che trovò, su questo arroccamento naturale, l'ultimo rifugio prima della cattura. Il luogo infatti, selvaggio e severo, è avvolto da un'aura di mistero e di fascino. Sulla parete sono presenti altri interessanti itinerari, zona poco frequentata a TORTO!
  • Aggiornamento: relazione a cura di Gabriele Mainini e Andrea Vitali, da una ripetizione del 23 aprile 2014 con Dario Chiari.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.