Mur de Pissadù Orientale (m.2530) - via Dalla Chiesa (sperone Nord-Est)

Mur de Pissadù Orientale (m.2530) - via Dalla Chiesa (sperone Nord-Est)

Dettagli

  • Avvicinamento: dal passo Gardena scendere in direzione di Colfosco fino a raggiungere il parcheggio della via ferrata "Tridentina" e seguire il sentiero 651 che parte dall'area di sosta e segue la parete praticamente in piano. All'imbocco della Val di Mezdì obliquare a destra per prati, vero la base dello sperone Nord-Est. La via attacca in corrispondenza di una selletta alla sommità di un ripido un canale detritico, in corrispondenza di una clessidra con cordino. (0h45 minuti dal parcheggio). E' possibile arrivare quì anche partendo da direttamente da Colfosco seguendo il sentiero 651 che parte in corrispondenza della funicolare che porta ai piedi del Grande Cir.
  • Discesa: giunti in vetta portarsi per balze erbose fino alla sommità della montagna, da dove sono possibili due alternative di discesa:
    1. deviare a sinistra fino ad incrociare il sentiero 664 che porta in Val de Mezdì, ripassando in corrispondenza dell'attacco della via; (2h00 circa)
    2. raggiungere il rifugio Cavazza al Pisciadù (visibile dalla sommità della vetta) e imboccare la val Setuss (sentiero attrezzato con cavo metallico, molto frequentato) ritornando al parcheggio della via ferrata Tridentina da cui si è partiti (sentiero 666 e 666a, ore 2h00 circa).
  • Difficoltà: III e IV.
  • Sviluppo: 8/10 lunghezze, per circa 450 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: soste attrezzate con chiodi e cordini su clessidre. In via non abbiamo visto altri chiodi oltre a quelli delle soste, ma sono presenti numerose clessidre, talvolta contrassegnate da vecchi cordini che invitiamo a verificare. (Kevlar consigliati).
  • Esposizione: nord-est.
  • Tipo di roccia: dolomia.
  • Periodo consigliato: primavera, estate, autunno.
  • Tempo salita: 3h30/4h00.
  • Primi salitori: Manfredo Torretta, Diego Zanesco, 20 Agosto 1983.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Bernardi M., Arrampicare in Val Gardena - Dolimiti - Le vie più belle, Athesia Touristik, 2002
    • Favaretto F., Zannini A., Gruppo di Sella, CAI-TCI, 1991
    • Primi passi da capocordata, a cura della scuola di Alpinismo e Scialpinismo 'Cesare Capuis' - CAI Mestre, 1995
  • Cartografia:
    • Tabacco - Val di Fassa e Dolomiti Fassane - scala 1:25.000
    • Kompass n° 624 - Alta Badia - scala 1:25.000
    • Kompass n° 59 - Gruppo del Sella - Marmolada - scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, IV, 45 metri: dalla clessidra di sosta salire obliquando verso destra (faccia a monte) fino ad oltrepassare lo spigolo. Proseguire quindi in verticale fino a raggiungere la sosta composta da due chiodi (di cui uno difficilmente moschettonabile) e da un cordone incastrato su spuntone. Nessun chiodo sul tiro.
  • Lunghezza 2, IV, 45 metri: dalla sosta risalire in verticale oltrepassando un leggero strapiombo ben appigliato. Nessun chiodo sul tiro ma ottima proteggibilità su clessidre. Sosta su un piccolo terrazzino su due chiodi collegati da vecchi cordoni. Noi risaliamo ancora di circa 10 metri e sostiamo su una clessidra su una cengia comoda.
  • Lunghezza 3, IV-, 45 metri: risalire in verticale sfruttando le numerose clessidre con cordini vecchi predisposti. La sosta (clessidra + chiodo) si trova circa dieci metri a destra rispetto alla verticale di salita ed è su terrazzino comodo.
  • Lunghezza 4, IV, 30 metri: salire ancora in verticale, molte clessidre sono segnalate ma cercando bene è possibile trovarne ulteriori. Sosta esposta su clessidrone.
  • Lunghezza 5, III, 35 metri: superare a destra lo spigolo arrotondato e risalire lungo il canalino alla cui metà sono presenti due chiodi vecchi dove si sosta.
  • Lunghezza 6, III+, 40 metri: proseguire in verticale deviando verso sinistra. Sosta su due clessidre affiancate con cordini predisposti. Noi risaliamo ancora di circa 10 metri e sostiamo su uno spuntone.
  • da questo tiro in poi le difficoltà della via diminuiscono ulteriormente, consigliamo di continuare ad arrampicare puntando verso sinistra, dove le difficoltà sono visibilmente minori. Noi decidiamo di puntare verso la vetta seguendo una linea diretta e leggermente più impegnativa.
  • Lunghezza 7, III, 45 metri: puntare verso la cima, prestando attenzione nel muoversi su terreno composto da zolle erbose e sassi talvolta instabili. Sosta su spuntone.
  • Lunghezza 8, II+, 50 metri: risalire fino a raggiungere la sommità camminando su terreno sempre più compatto ed erboso.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Mauro Luinetti, Olindo Fioretto e Daniela Piuri; ripetizione avvenuta nell'agosto 2007.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.