Cima del Pisciadù (m.2985) - via Dillmaier (spigolo Nord-Ovest)

Cima del Pisciadù (m.2985) - via Dillmaier (spigolo Nord-Ovest)

Dettagli

  • Avvicinamento: dal parcheggio poco sotto il passo Gardena (lato Alta Badia), da dove parte la Ferrata Tridentina, salire al rifugio Cavazza per la Val Setus seguendo il sentiero numero 666. (1h10/1h30)
    Dal rifugio si raggiunge in pochi minuti l'attacco risalendo un cono di ghiaie (cfr. foto).
  • Discesa: seguendo il sentiero della via normale alla Cima del Pisciadù che conduce alla Sella di Val de Tita e poi al Rifugio Cavazza (0h30). Calcolare poi in totale 1h40 per scendere fino al parcheggio.
  • Difficoltà: III, IV, IV+, forse V-.
  • Sviluppo: 6 lunghezze, per circa 200 metri di dislivello e 250 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: soste su chiodi, clessidre e spuntoni, qualche chiodo in via. Utili dadi e friend.
  • Esposizione: nord-ovest.
  • Periodo consigliato: estate.
  • Tempo salita: 4 ore.
  • Primi salitori: H. Dillmaier, K. Heim, 9 Agosto 1927.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Favaretto F., Zannini A., Gruppo di Sella, CAI-TCI, 1991
    • Dragosei F., Dolomiti. Itinerari scelti di croda, Vivalda Editori, 1999
    • Iacopelli R., Dolomiti & dintorni, CIERRE Edizioni, 2000
  • Cartografia: Kompass n° 616 - Val Gardena - Sella - Canazei - scala 1:25.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, II, III, 50 metri circa: salire un camino superficiale (una rampa/canale più che un camino vero e proprio) che piega leggermente a sinistra. Roccia friabile. Piegare poi a destra per evitare uno strapiombo spostandosi su una cengia, e salire il camino che sale obliquamente da destra verso sinistra. Roccia friabile. Sosta (da attrezzare) in una specie di conca.
  • Lunghezza 2, IV, II, 50 metri circa: uscire dalla conca per paretina/camino di 5/6 metri piuttosto impegnativa, arrivando ad una cengia. Un po' a destra superare con percorso libero un gradone, accedendo ad un'ulteriore cengia che corre alla base di una parete di roccia finalmente compatta. Spostarsi a sinistra oltre un ometto di tre pietre fino ad alcuni massi incastrati, sui cui è possibile attrezzare una sosta. Ignorare invece un chiodo in parete posto più a sinistra.
  • Lunghezza 3, IV, III, 40 metri circa: tornare all'ometto di tre pietre che è sulla verticale di un tetto giallastro. Salire dritti per roccia lavorata e ben fessurata (nut) prendendo anche una fessura/lama e lasciando a destra la parete più compatta. Evitare lo strapiombo a destra per rocce che diventano un po' più semplici ed articolate. Sosta su chiodo e clessidra.
  • Lunghezza 4, IV, forse V-, IV+, III+, 40 metri circa, 6 chiodi: salire per gradoni, spostarsi poi a sinistra e salire una specie di canale, arrivando sopra alcuni blocconi/lamoni staccati dalla parete vera e propria. Ignorare un chiodo che porta verso un leggero strapiombo verso lo spigolo di destra, e spostarsi invece di 7/8 metri a sinistra (cengia) fino ad un vecchio chiodo. Dal chiodo salire in verticale (difficile): chiodo dopo 3/4 metri, non visibile dal basso. Segue una lama atletica fino ad un terrazzino comodo (chiodo con anello). Salire a destra per uno stretto camino a lama (chiodo con anello): inizialmente in parete poi nello stretto camino e infine uscire sopra la lama che forma il camino stesso (chiodo lasciato). Da qui si arriva, verso destra, ad una conca di roccia compatta (chiodo). Salire sulla verticale del chiodo di mezzo metro e spostarsi poi a destra, superando un tratto di roccia compatta. Segue un tratto più articolato fino ad un ampio terrazzo sotto una parete gialla (2 chiodi di sosta).
  • Lunghezza 5, III+, IV, 40 metri circa: uscire a sinistra su parete di roccia grigiastra, articolata e solida, stando a uno/due metri dallo spigolo: chiodo giallo dopo 4/5 metri, poi grossa clessidra, cui seguono alcuni passi strapiombanti. Da qui in poi la parete si abbatte leggermente e la roccia rimane molto lavorata e abbastanza solida. Sosta su spuntone.
  • Lunghezza 6, II, 40 metri: per rocce sempre più semplici fino ad una cengia. Sosta su piccole clessidre.
  • da qui uscire a destra per tracce di sentiero ad un'ampia spianata.
    Per ghiaie e roccette si raggiunge la cima in 30 minuti. In particolare salire superando una prima strettoia e piegando poi a destra (ometti) salendo e poi rientrando a sinistra, evitando così un tratto di parete verticale. Salire ancora ed in ultimo piegare verso destra fino a raggiungere il sentiero che conduce in pochi minuti alla vetta.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 15 Agosto 2002.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.