Gruppo di Sella, sottogruppo delle Mesules, Piz de Ciavazes (m.2831) - via Diedro Buhl

Gruppo di Sella, sottogruppo delle Mesules, Piz de Ciavazes (m.2831) - via Diedro Buhl

Dettagli

  • Accesso stradale: da Canazei percorrere la SS 48 in direzione Passo Pordoi. Quando la strada si biforca, seguire per il Passo Sella (SS 242) fino a raggiungere il Piz Ciavazes. Lungo la strada si trovano alcune piazzole dove è possibile lasciare l'auto.
  • Avvicinamento: dalle piazzole di sosta imboccare uno dei sentieri che si inoltra nella vegetazione e sale fino alla base della parete puntando al grande diedro che ne incide la sezione centrale. (0h15)
  • Attacco: in comune con la via Micheluzzi, qualche metro a sinistra rispetto alla verticale del grande diedro (scritta con freccia bianca, sbiadite).
  • Discesa: percorrere la Cengia dei Camosci verso sinistra viso a monte seguendo un sentiero attrezzato a cavi metallici che riporta, con un paio di tratti di disarrampicata (eventualmente evitabili con calate attrezzate), alla base della parete. Da qui seguire il sentiero che va a sinistra viso valle fino a ritornare sulla strada asfaltata quindi alle piazzole di sosta.
  • Difficoltà: VI+ (VI e A0).
  • Sviluppo: 250 metri.
  • Attrezzatura: soste attrezzate a fix e chiodi normali lungo i tiri. Sufficienti 8 rinvii, nut e friend fino al #3 BD, corde da 60 metri.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: estate.
  • Tempo salita: 5h30.
  • Primi salitori: Hermann Buhl e Walter Streng nell'estate del 1949.
  • Riferimenti bibliografici: Cima C., Sella arrampicate scelte, Edizioni Mediterranee, 1993.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, V-, 35 metri: salire alcuni metri a un chiodo poi proseguire fino alla cengia di sosta (fittoni resinati).
  • Lunghezza 2, VI-, 35 metri: obliquare verso sinistra per placca e aggirare un tettino sulla sinistra, poi seguire un diedrino e uscirne a destra alla sosta.
  • Lunghezza 3, V, 35 metri: salire per alcuni facili metri ad una cengia, quindi traversare verso sinistra a un diedro e risalirlo fino alla sosta sulla sinistra.
  • Lunghezza 4, VI, 40 metri: proseguire a destra della sosta verso un resinato, dal quale, con passo delicato, ci si sposta ancora più a destra per poi rientrare a sinistra in un diedro che si risale fino al suo termine. Sosta sulla sinistra.
  • Lunghezza 5, III, 25 metri: traversare verso destra fino alla sosta sotto al pilastro giallo fessurato.
  • Lunghezza 6, VI+ (VI e A0), 35 metri: la via Micheluzzi continua a destra con il famoso traverso di 90 metri. Per il Diedro Buhl alzarsi lungo il diedrino fessurato per alcuni metri, poi traversare a destra e risalire un muretto verticale che conduce a un pulpito. Da qui superare un breve diedro e sostare su chiodi.
  • Lunghezza 7, V+, 35 metri: continuare per il diedro fessurato sopra la sosta, al suo termine traversare qualche metro a destra su cornice, poi proseguire verticalmente su un muretto a buchi fin sotto un tettino e obliquare a destra fino a una fessura che conduce alla sosta su spit.
  • Lunghezza 8, V-, 35 metri: spostarsi a destra su rocce facili, entrare nel diedro e salirlo fin sotto un grosso masso incastrato dove si sosta (spit).
  • Lunghezza 9, VI+ (VI e A0), 35 metri: aggirare il masso sulla destra poi rientrare nel diedro e proseguire fino a una grossa clessidra attrezzata per la sosta.
  • Lunghezza 10, V+, 25 metri: superare uno strapiombo ben appigliato proteggendosi su clessidre fino a uscire sulla Cengia dei Camosci dove si incontra una sosta attrezzata.
  • Note: bella via classica su roccia buona, a tratti unta. Offre un'arrampicata piacevole su difficoltà omogenee, con passaggi interessanti e talvolta esposti, nonché una splendida vista sul Sass Pordoi.
    È anche possibile raggiungere la via di Buhl percorrendo la prima parte della via Roberta 83, di stampo decisamente più moderno rispetto alla Micheluzzi e chiodata a spit.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Nicola Rizzato, da una ripetizione effettuata il 18 luglio 2016 con Alessandro Ceriani.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.