Gruppo di Sella, sottogruppo delle Mesules, Piz de Ciavazes (m.2831) - via della Rampa
Dettagli
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Avvicinamento:
parcheggiare lungo la strada che dalla val di Fassa sale verso il passo Sella, al cospetto della parete, che si raggiunge per sentierini in 15/20 minuti. La via attacca sul lato destro della parete, in corrispondenza di una rientranza, sopra un cumulo solido di detriti, e segue la rampa che incide la parete fino alla Cengia dei Camosci.
Data la concentrazione di vie sulla parete può essere utile consultare i riferimenti bibliografici indicati, che presentano chiare fotografie con le indicazioni dei tracciati delle vie. -
Discesa:
le salite al Piz Ciavazes terminano di solito a metà parete, in corrispondenza di un'ampia cengia ("Cengia dei Camosci") anche se alcune hanno proseguimenti nella parte superiore, percorsi più raramente.
Usciti sulla panoramica cengia seguirla verso sinistra per sentierino agevole, ma a tratti esposto (in un punto vi sono anche dei cavi metallici come se fosse una ferrata). Il sentiero percorre tutta la cengia fino a raggiungere il versante di discesa dalla Seconda Torre, e nell'ultimo tratto presenta la possibilità di una corda doppia (consigliata). Si prosegue poi per tracce di sentiero verso valle, quindi a sx (viso a valle), ritornando verso la strada. (0h45/1h00) - Difficoltà: III e IV.
- Sviluppo: 10 lunghezze, per circa 300 metri di dislivello (fino alla Cengia dei Camosci).
- Attrezzatura: soste attrezzate con anelli cementati. In via rari chiodi da integrare (friend e dadi).
- Esposizione: sud.
- Periodo consigliato: estate (ma data l'esposizione e la vicinanza della strada anche in primavera e autunno). Si tenga comunque presente che una buona sezione della parte bassa della via rimane all'ombra durante la mattinata (a fine giugno).
- Tempo salita: 4h00.
- Primi salitori: S. del Torso, E. Lezuo, 14/08/1935.
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Riferimenti bibliografici:
- Bernardi M., Arrampicare in Val Gardena, Athesia Touristik, 2002 - (schizzi dettagliati, guida molto consigliabile)
- Favaretto F., Zannini A., Gruppo di Sella, CAI-TCI, 1991 - (relazione abbastanza precisa e foto con itinerario)
- Cartografia: Kompass n° 59 - Gruppo del Sella - Marmolada
- Relazione
- Lunghezza 1, IV-, 25 metri: salire per fessura verticale, poi per lastronate più semplici. Un chiodo di passaggio, sosta a sx rispetto alla direzione di salita. Non difficile, ma la roccia è sfuggente, tondeggiante, spesso priva di appigli netti.
- Lunghezza 2, IV, 30 metri: si prosegue con percorso logico, seguendo una fessura leggermente appoggiata, con un passo strapiombante in uscita (prima del passo chiodo a sx, un po' fuori via). All'epoca della nostra ripetizione erano inoltre presenti, lungo il tiro, alcuni utili friend incastrati. Lunghezza continua e impegnativa.
- Lunghezza 3, IV-, 35 metri: salire inizialmente per un canale appoggiato (cordone in clessidra) che si raddrizza poi a formare un caminetto.
- Lunghezza 4, IV-, 35 metri: ancora per caminetto uscendone poi a dx prima di arrivare ad un netto tetto. Si sosta appena a dx di una nicchia gialla, poco scavata.
- Lunghezza 5, IV, 40 metri: salire la placca, terrazzo, poi camino, con due piccoli strapiombi (due chiodi in basso).
- Lunghezza 6, IV, 40 metri: camino continuo e verticale, formato da una costola addossata alla parete, da salire evitando di incastrarsi troppo profondamente. Superato il tratto più stretto il camino si abbatte progressivamente, ma è anche possibile uscire decisamente a sx, e proseguire su rocce più piacevoli. Sosta qualche metro a sx rispetto alla direttrice del camino.
- Lunghezza 7, passi di IV, 35 metri: proseguire per rocce articolate (brevi saltini) fin sotto ad una liscia placca verticale, che si evita traversando a dx (subito la sosta).
- Lunghezza 8, I, II, passo di III+, 30 metri: salire a dx e poi proseguire per logico canale di roccette, semplici (solo un passo più difficile).
- Lunghezza 9, I, II, passo di III, 30 metri: proseguire per rocce semplici e molto lavorate.
- Lunghezza 10, II: roccette, poi prato inframezzato da roccette, fino a incrociare un sentierino orizzontale. Volendo si può salire ancora per prato (una lunghezza) fino al culmine, arrivando nei pressi di una cresta, dietro cui si apre un vallone selvaggio.
- Note: via discreta su roccia buona (qualche detrito), discesa molto panoramica, a tratti esposta ma non difficile.
- Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 29 giugno 2008.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.