Gruppo di Sella, sottogruppo delle Mesules, Piz de Ciavazes (m.2831) - via Rossi

Gruppo di Sella, sottogruppo delle Mesules, Piz de Ciavazes (m.2831) - via Rossi

Dettagli

  • Avvicinamento: parcheggiare lungo la strada che dalla val di Fassa sale verso il passo Sella, al cospetto della parete, che si raggiunge per sentierini in 15/20 minuti. L'attacco della via è posto all'estremità sinistra del settore centrale della parete. Più precisamente attacca sul lato destro della gola posta a destra dello spigolone percorso dalla via Italia '61, spigolo che delimita il lato sinistro del settore centrale. Data la concentrazione di vie sulla parete è opportuno consultare la guida indicata nei riferimenti bibliografici, che presenta chiare fotografie con le indicazioni dei tracciati delle vie.
  • Discesa: le salite al Ciavazes terminano di solito a metà parete, in corrispondenza di un'ampia cengia ("Cengia dei Camosci") anche se alcune (come questa) hanno proseguimenti anche nella parte superiore, che vengono percorsi più raramente.
    Usciti sulla panoramica cengia seguirla verso sinistra. Qualche tratto di roccette, uno più consistente (20 metri, II: eventualmente un cordino in loco per una doppia). Per tracce di sentiero scendere direttamente verso sinistra, ritornando verso la strada. (0h45/1h00)
  • Difficoltà: III, IV, max IV+.
  • Sviluppo: 8 lunghezze, per 200 metri di dislivello.
  • Attrezzatura: soste attrezzate con anelli cementati, tranne l'ultima (spuntone). In via un po' di chiodi da integrare (dadi e friend).
  • Esposizione: sud.
  • Periodo consigliato: estate (ma data l'esposizione e la vicinanza della strada anche in primavera e autunno).
  • Tempo salita: 3h30.
  • Primi salitori: B. Rossi, A. Tomasi, 2/9/1945.
  • Riferimenti bibliografici: Favaretto F., Zannini A., Gruppo di Sella, CAI-TCI, 1991 - (relazione abbastanza precisa e foto con itinerario)
  • Cartografia: Kompass n° 59 - Gruppo del Sella - Marmolada
  • Relazione
  • (nota: difficoltà e lunghezze sono per lo più riprese dalla relazione indicata)
  • Lunghezza 1, II, 45 metri: salire nel canale a destra dello spigolo per roccette semplici, fino a raggiungere il primo anello cementato. Questa lunghezza non è conteggiata nella relazione indicata.
  • Lunghezza 2, II, IV, 45 metri: salire a destra per muretto e terreno più semplice, fino alla base di un lamone obliquo, staccato di quasi un metro dalla parete, che si risale fino alla sosta.
  • Lunghezza 3, III, 30 metri: il lamone diventa una costola gialla un po' friabile, da rimontare direttamente (o stando nel caminetto a destra). Al suo termine traversare a sinistra riportandosi verso il fondo della gola.
  • Lunghezza 4, III, III+, 35 metri: salire per canalino, poi cengia, infine diedrino/caminetto.
  • Lunghezza 5, IV, IV+, 40 metri: salire per un muretto per alcuni metri (chiodo) e affrontare il diedro, che sale piegando un po' sinistra. Molto continuo, qualche chiodo. Il diedro termina sotto uno strapiombo: uscire a sinistra su un terrazzino. Il diedro è molto appigliato: salire in spaccata o sulla parete di destro. Bello e continuo.
  • Lunghezza 6, IV-, II, 20 metri: salire verticalmente per fessura e traversare a sinistra, orizzontalmente, sotto uno strapiombo, rientrando nella gola. Volendo, all'inizio della lunghezza, si può traversare direttamente salendo obliquamente a sinistra.
  • Lunghezza 7, IV, 35 metri: traversare a destra per placche gradinate, salendo fino ad una cengia più ampia: seguirla a destra e salire verticalmente per fessura (due chiodi). Iniziare quindi un traverso orizzontale verso destra di circa 15 metri, esposto e delicato, ma semplice e ben protetto. Non alzarsi troppo. Sosta sotto un camino.
  • Lunghezza 8, IV-, II, 30 metri: salire in spaccata nel caminetto, poi portarsi sulla parete di sinistra (strapiombante ma a buconi) rientrando poi nel camino (chiodo). Uscire per rocce più semplici e sostare su uno spuntone, senza salire direttamente alla cengia.
  • per rocce semplici raggiungere il sentiero sulla cengia.
  • Note: bella via, su roccia buona, in ambiente notevole. Alcune lunghezze spettacolari.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 19 agosto 1996.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.