Gruppo di Sella, sottogruppo delle Mesules, Piz de Ciavazes (m.2831), Spigolo Sud-Est - via Spigolo Abram
Dettagli
- Accesso stradale: il Piz De Ciavazes è raggiungibile da Canazei (Val di Fassa - Trentino, prendendo la strada per il passo Sella, a cui è molto vicino). Parcheggiare sotto la parete, circa sotto il centro della parete, dove si trovano un paio di slarghi sul lato opposto della strada.
- Avvicinamento: salire un evidente sentiero vicino al posto auto, verso il centro parete. Prendere una traccia a dx e seguirla fino poco prima del termine della parete, poco a sx dell'evidente spigolo. (0h15)
- Attacco: in corrispondenza di un vecchio cordone in clessidra alla base.
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Discesa:
puntare verso la parete superiore seguendo delle evidenti tracce. Senza arrivare alla parete, la traccia si allarga e traversa a sx, seguendo completamente tutta la cengia con saliscendi. Si arriva ad un foro nella roccia dove passare (cavo metallico) e si continua ancora. Si arriva ad un facile canalino detritico da scendere e poi di nuovo per cengia fino ad un salto di roccia che si può scendere con una breve doppia (ancoraggio in loco) , oppure in arrampicata (II/III). Si continua fino ad un altro saltino dove ancora si può effettuare una doppia da ancoraggio in loco, oppure scendere in arrampicata (II/III).
Si arriva così alla base della parete e si seguono tracce che vanno prima a dx e poi ritraversano a sx, fino ad incrociare il sentiero (in corrispondenza circa del centro della parete) che scende fino alla strada . (1h00) - Difficoltà: VI e A0 (VII).
- Sviluppo: circa 400 metri.
- Attrezzatura: serie di friend fino al 3 BD, serie di nut, due mezze corde da 60 metri, consigliabili martello e chiodi per emergenza.
- Esposizione: sud-est.
- Tipo di roccia: dolomia di qualità buona/ottima e ripulita dalle ripetizioni.
- Periodo consigliato: probabilmente fattibile anche in inverno, se le condizioni della cengia lo permettono.
- Tempo salita: 5h00/6h00.
- Primi salitori: Erich Abram, F.Gombocz, 1953.
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Riferimenti bibliografici:
- Favaretto F., Zannini A., Gruppo di Sella - Guida dei Monti d'Italia, CAI-TCI
- Bernardi M., Arrampicare in Val Gardena - Dolomiti Le vie più belle, Athesia ediz.
- Relazione
- Lunghezza 1, IV: salire per placca ammanigliata, puntando ad arrivare alla sx di una evidente cengia. Si traversa quindi a dx su cengia fino al suo termine, dove si sosta su chiodi.
- Lunghezza 2, IV+: salire a sx della sosta, per rocce più articolate, puntando ad un muro verticale che si contorna a dx; attraversare poi verso l'evidente punto debole più sopra, a sx di un altro strapiombetto. Si continua per rocce più facili fino ad una cengetta dove si sosta su clessidre.
- Lunghezza 3, VI-: salire a dx per puntare ad una fessura/lama che si raggiunge e si segue fino ad arrivare ad una sosta su chiodi in una nicchia (sosta scomoda).
- Lunghezza 5, VI-: continuare sopra la sosta prima superando uno strapiombino e poi per fessura, fino ad uscire alla sosta a sx sotto un grosso tetto.
- Lunghezza 6, V+ e A0, VII in libera: traversare a dx, per poi risalire in dulfer una bella lama; traversare quindi a dx e doppiare lo spigolo, dove si trovano due soste. Tiro molto corto e ben chiodato, ma attenzione ai cunei marci a cui preferire un solido friend.
- Lunghezza 7, IV: salire per placca ammanigliata, tendendo verso sx in modo da uscire a sx di uno strapiombo. Si arriva ad una zona più facile e si punta alla placchetta superiore, che termina sotto una paretina. La sosta si trova al termine della placchetta.
- Lunghezza 8, IV+: su per la fessura-spaccatura di dx, per poi andare a sx più in alto; si supera una strozzatura e poco più sopra si trova la sosta.
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Lunghezza 9, IV:
salire ancora direttamente, fino ad aggirare lo spigolo a dx. Qui noi abbiamo erroneamente proseguito a dx per evidente traccia orizzontale, fino a trovare una sosta su roccia.
In realtà le relazioni indicano di salire una fessura strapiombante a dx dello spigolo, per raggiungere un terrazzo (lunghezza 10, V); proseguire lungo lo spigolo per fessure e diedri e poi sostare alla sua dx su cengia (lunghezza 11, IV+).
Di seguito la variante da noi seguita: - Lunghezza 10, VI-: salire facilmente sopra la sosta e andare a prendere un diedrino con due chiodi arancioni. Si sale ancora dopo i chiodi, per poi traversare a dx su buone prese. Si continua ora per rocce più ammanigliate, puntando ad una cengetta più sopra sotto un diedrone giallo.
- Lunghezza 11, IV: non salire il diedro, ma traversare orizzontalmente a dx, anche scendendo leggermente (qualche chiodo presente): si raggiunge così un vago diedro con chiodi da salire fino ad una buona cengia dove si sosta.
- Lunghezza 12, III: traversare ora a sx per cengia e facili rocce, scendere anche un paio di metri a raggiungere un'altra cengetta e fare sosta in questa grossa nicchia. E' qui che arriva la via esatta.
- Lunghezza 13, IV+: salire il diedrino a sx della sosta, quindi continuare per evidente rampa verso dx, fino ad arrivare ad una cengetta dove continuare a sx per lama, arrivando ad una placchetta con due chiodi dove si sosta.
- Lunghezza 14, III: salire per facili roccette, uscendo su pendio erboso e detritico in vista della Cengia dei Camosci, sosta da attrezzare.
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Note:
bellissima via, frequentata ma da non sottovalutare. Chiodatura scarsa (tranne il tiro di VII) e percorso a volte da individuare. Roccia molto buona e ripulita dalle ripetizioni, non ancora "unta".
Nella parte alta abbiamo ripetuto, senza volerlo, una variante più difficile e lunga (un bel tiro, ma due traversi poco interessanti). - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una salita del 2 luglio 2011 con Mattia Guzzetti e Michele Borgonovi, durante una uscita del corso ARG2-2011.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.