Pizzo Boga (m.865) - via Ania

Pizzo Boga (m.865) - via Ania

Dettagli

  • Accesso stradale: a Lecco prendere la strada che sale in Valsassina, raggiungendo la frazione di Laorca. Al secondo marcato tornante (ampio slargo) svoltare a sinistra e seguire la strada per 200/300 metri, e parcheggiare in prossimità di una svolta che sale, segnalata sulla destra da una palina indicatrice Pizzo Boga.
  • Avvicinamento: seguire la strada asfaltata (strada chiusa da una stanga), dopo qualche tornante all'altezza di una curva a sinistra, imboccare sulla destra (palina indicatrice) il ripido sentiero che costeggia una piccola canalizzazione in cemento. All'altezza di una rete parasassi seguire il sentiero che devia a sinistra, ben segnalato da bolli rossi. In breve si raggiunge la base del primo salto roccioso. (0h20)
  • Attacco: diverse possibilità di salita: la via R2 Monza attacca circa in centro, una variante a sinistra ed una a dx, più difficili. (0h20)
  • Discesa: dall'uscita della via percorrere la facile crestina di vetta fino ad una piccola sella. Scendere a sinistra nel ripido canale erboso attrezzato con cavi d'acciaio e corde fisse fino alla base del secondo salto roccioso. Proseguire per detriti e tracce di sentiero fino al primo salto. Percorrendo a ritroso l'itinerario di avvicinamento si raggiunge il parcheggio. (0h30)
  • Difficoltà: IV.
  • Sviluppo: circa 90 metri. Se si raggiunge l'attacco scalando le prime lunghezze della via Erredue-Monza lo sviluppo, compresi alcuni tratti su sentiero, è di circa 250 metri.
  • Attrezzatura: la via non è chiodata: portare nut e friend medio piccoli e un buon assortimento di cordini. Il materiale è più che sufficiente anche per salire le prime lunghezze della via Erredue-Monza e le varianti di uscita dell'ultimo risalto roccioso.
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: primavera, autunno ed inverno. Troppo caldo in estate.
  • Tempo salita: 2h00/3h00 tutti i risalti.
  • Primi salitori: Ivan Guerini, Beppe e Mario Villa, Antonio Stellato il 17/10/1974.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Pesci E., Le Grigne, Guida dei Monti d'Italia, CAI-TCI 1998
    • Uno schizzo fatto bene, utile per orientarsi tra il dedalo di itinerari tracciati sulla parete, è rintracciabile sul sito http://www.rammellasergio.it
  • Cartografia: Kompass n° 105: Lecco-Valle Brembana.
  • Relazione
  • Prime lunghezze via Erredue-Monza
  • Lunghezza 1, 3a, 4a, 4b, 30 metri: salire un gradone fino ad uno spit, proseguire per una serie di diedrini fessurati fino alla sommità della parete. Sosta su vecchia catena con maillon di calata.
  • Lunghezza 2, II, I, 40 metri: superare dei gradoni, obliquare a sinistra e raggiungere quasi camminando una pianta dove è possibile attrezzare la sosta.
  • Lunghezza 3, in conserva, I, poi sentiero di circa 80 metri: obliquare a sinistra (faccia a monte) fino a dei gradoni, superarli e raggiungere una traccia di sentiero, seguirla verso sinistra in discesa e raggiungere la base del secondo salto roccioso. Portarsi all'estremità sinistra e sostare alla base di un netto diedro protetto a spit (indicazione R2-Monza alla base).
  • Lunghezza 4, 4a, 25 metri: salire il diedro, consunto dalle innumerevoli ripetizioni, uscire su un terrazzino alla base di un muro fessurato, scalarlo sulla destra e raggiungere la sommità del salto roccioso. Sosta solo su uno spit, gli altri 2 sono stati rimossi.
  • Lunghezza 5: camminare su detriti in direzione del salto roccioso successivo, obliquare a destra e scendere per qualche metro fino alla base di una paretina rocciosa. Sosta da attrezzare su una piccola clessidra.
  • Lunghezza 6, III+, 20 metri: salire la breve paretina fessurata collegando buchi e piccole lame. Giunti sulla sommità traversare a destra e raggiungere una grossa pianta dove è possibile attrezzare la sosta.
  • Via Ania

    La via Erredue-Monza prosegue a destra, mentre per attaccare la via Ania è necessario salire il sentiero a monte che porta alla base di una marcata fessura. L'attacco è segnalato da una freccia verticale di colore blu. La via percorre un po' a sx dello spigolo il salto roccioso terminale caratterizzato da una placca bianca molto liscia.
  • Lunghezza 1, IV, 30 metri: salire la fessura fino ad una piccola clessidra, salire poi un diedro erboso ed uscire su una buona cengia. Sosta da attrezzare su una pianta alla base di un diedro molto marcato. La via Ania prosegue nel diedro camino per altre due lunghezze.
  • Lunghezza 2, variante Ania 2, attrezzata dall'alto da Aldo Travagliati nel 1993, 5c, 35 metri: traversare tre metri a destra e portarsi alla base della placca grigia attrezzata a spit. Salire in verticale la placca sfruttando delle buone lame sulla sinistra, superare una breve fascia rocciosa aggettante (chiodo) e proseguire per una bella placca rugosa. Sosta su spit all'estremità sinistra della caratteristica placca bianca, in comune con la via Erredue-Monza.
  • Lunghezza 3, via Ania, IV, 15 metri: doppiare verso sinistra lo spigolo della parete (freccia blu) e salire un diedro erboso, superare una piantina e raggiungere un piccolo pulpito roccioso alla base di una placca molto compatta. Sosta su tre chiodi impastati di resina collegati da un cavo metallico. Scritta sbiadita arancione Ultima Placca.
  • Lunghezza 4, variante Ultima Placca, aperta da Ivo Mozzanica ed Aldo Tagliabue nel 1984, 6a, 45 metri: salire per circa 6 metri nel camino a destra fino ad una scritta NO che indica di abbandonare il camino ora ostruito da alcuni massi precari. Traversare a sinistra per circa due metri e portarsi in placca sulla verticale degli spit (passaggio delicato), proseguire in verticale con arrampicata tecnica e delicata fino ad una comoda cengia. Sosta su catena alla base di un grosso masso fessurato.
  • Variante via Mozzanica-Tagliabue, 6a+, 45 metri: come per la lunghezza 3, doppiare verso sinistra lo spigolo della parete (freccia blu) e salire un diedro erboso, superare una piantina e raggiungere verso sx un chiodo con grosso fil di ferro arrugginito. Qui salire, andare leggermente a dx e poi a sx, raggiungendo un buon buco con passaggio delicato. Si continua più facilmente raccordando provvidenziali lame e buchi, si sale in dulfer una stupenda lama e si raggiungono delle cannelleurs da salire con arrampicata tecnica. Si raggiunge uno strapiombino che si evita a dx arrivando a comoda cengia. Sosta su catena alla base di un grosso masso fessurato.
  • Lunghezza 5, II, 15 metri: salire il canalino erboso e raggiungere la crestina di vetta. Sosta su uno spit in prossimità di una piccola targa. E' anche possibile salire la fessura sopra la sosta e proseguire per facili gradoni erbosi fino alla vetta (un passo in strapiombo, probabilmente V+).
  • Note: nel complesso bella via, la roccia è buona, a tratti ottima, specialmente sulle due varianti in placca contemplate nella relazione. Attenzione ai vari massi mobili e alle cengie sassose.
    Il Pizzo Boga è molto frequentato, pertanto conviene raggiungere gli attacchi delle vie con largo anticipo per evitare di accodarsi a numerose cordate.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin e Walter Polidori, da un'ascensione effettuata con allievi del corso A1-2012 il 27 maggio 2012.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.