Poncione di Ruino (m.2669) - via Danielli-Pohl

Poncione di Ruino (m.2669) - via Danielli-Pohl

Dettagli

  • Accesso stradale: prendere l'autostrada svizzera in direzione del Gottardo, uscendo per la Val Bedretto. Circa a metà valle, alla frazione All'Acqua (m.1614) parcheggiare di fronte ad un bar molto evidente.
  • Avvicinamento: subito dopo il bar si trova il cartello che indica il sentiero per la Capanna Piansecco, a dx. Salire per esso; dopo circa 0h45 si arriva al rifugio (m.1982). Ora continuare per sentiero a sx del rifugio (lasciare perdere un cartello che indica "Ruino" verso dx). Il sentiero sale prima agevole, va verso dx e poi diventa ripido. Si arriva alla parte superiore di un ripido pendio, e qui la traccia va a dx, fino a passare in uno stretto intaglio. Si arriva così nella conca dove si trova il Poncione di Ruino. Seguire ora con attenzione i vari ometti presenti, che attraversano pietraie e con qualche saliscendi portano verso dx, fino sotto la direttiva della parete, che si raggiunge poi direttamente. Anche in caso di perdita della traccia, la parete da raggiungere è evidente. Circa 2h00 dal parcheggio.
  • Attacco: alla base della placconata, in corrispondenza di una scritta sbiadita "DP".
  • Discesa: si effettua in corda doppia sulla via Ten years after.
    Si tratta di 6 doppie lineari. Il primo ancoraggio è quello dove si arriva col tiro 7. Prima doppia breve, poi altre 5 doppie più lunghe.
    Se non si arriva in cima è probabilmente possibile calarsi su altre vie (soluzione non verificata).
    E' altresì possibile calarsi sul versante opposto, dalla selletta che si incontra lungo il tiro 7, con 2-3 doppie (soluzione non verificata).
  • Difficoltà: max 6c+, 6a+ e A0 obbligato.
  • Sviluppo: circa 250 metri.
  • Attrezzatura: una serie di friend fino al numero 3 BD, 15 rinvii. Soste sempre attrezzate a fix, sui tiri quasi sempre presenti numerosi fix, ma meglio avere dei friend per integrare.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: granito di ottima qualità.
  • Periodo consigliato: primavera (attenzione alla quantità di neve presente), estate, autunno.
  • Tempo salita: 3h30.
  • Primi salitori: A.Balestra, L.Petazzi, G.Brenna, 1975
  • Riferimenti bibliografici: Cugini G., Ticino e Moesano, Club Alpino Svizzero
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 6c+ o 6a+ e A0, 40 metri: salire direttamente la placchettina compatta in corrispondenza della scritta sbiadita "DP", oppure più facilmente a dx. Salire verso sx seguendo la roccia ammanigliata e lame, raggiungendo la fessura centrale nella placconata sovrastante. Ora seguire la fessurina, che obbliga ad alcuni movimenti difficili, per poi fare sosta su un ripiano leggermente a sx.
  • Lunghezza 2, 6a+, 25 metri: ritornare a dx nella fessura, ora più larga, e seguirla fino ad un altro ripiano dove si trova la sosta.
  • Lunghezza 3, 5a, 15 metri: traversare a sx seguendo la lama che sale, quindi scendere leggermente e traversare ad un terrazzino con grosso spuntone cordonato, sopra il quale si trova la sosta.
  • Lunghezza 4, 6b, 40 metri: traversare a sx per entrare in un magnifico diedro che deve essere seguito, quindi per fessure verso sx e uscita su strapiombo fessurato, sosta a sx.
  • Lunghezza 5, 5c, 30 metri: salire e traversare verso dx, doppiare uno spigolo ed entrare in un bel diedro da proteggere a friend. Si arriva ad un secondo diedro più stretto dove ci sono un paio di fix, quindi prima del suo termine traversare a sx ad un gradone, salire per roccette ed arrivare ad un grande ripiano dove si trova la sosta su un solo fix, da rinforzare. Dalla sosta è possibile anche salire direttamente seguendo dei chiodi (inizialmente A0) e con difficoltà maggiori arrivare alla stessa sosta (soluzione non verificata).
  • Lunghezza 6, 5b, 50 metri: salire verso sx per blocchi, quindi dritti per muro (tralasciare un chiodo visibile più a sx), sfruttando un sistema di fessure e lame (attenzione a diversi blocchi instabili). Si arriva così ad una zona di grossi blocchi, da salire verso sx, fino ad arrivare ad un terrazzo con la sosta.
  • Lunghezza 7, 4a, 50 metri: salire a dx della sosta, facendo attenzione ai blocchi instabili, quindi traversare a dx e poi salire per fessure verso la parte finale della parete. Si traversa a dx, si scende ad una selletta, si risale per altre rocce facili e si arriva così poco a dx della vetta del Poncione, dove si trova la sosta; attenzione agli attriti della corda.
  • Note: la lunghezza dei tiri è indicativa.
    Bella via, quasi sempre ben protetta a fix. La roccia è simile a quella dei satelliti del Monte bianco!
    Presenti molte vie che si intersecano, la struttura è forse troppo sfruttata.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione dell'11 luglio 2015 con Matteo Nasty Boy Filippini.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.