Presolana Centrale (m.2517) - via Bramani (spigolo SSO)
Dettagli
- Accesso stradale: da Bergamo seguire le indicazioni per la Val Seriana e per il Passo della Presolana, fino ad arrivare ad un grosso parcheggio di fronte alle piste da sci, nei pressi del bar Neve.
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Avvicinamento:
dal parcheggio prendere una strada sterrata che sale verso il versante Presolana (cartelli) e seguirla. In corrispondenza di una curva, c'è un sentiero che parte (cartelli), seguirlo fino alla Baita Cassinelli.
Oltre la baita continuare per il sentiero estivo che conduce fino alla cappella Savina ed il Bivacco città di Clusone. Poco prima di raggiungerli, deviare verso destra, in direzioni delle pareti, risalendo ghiaioni e prati ripidi, salire un canale roccioso e traversare a destra su prati ripidi in direzione dell’evidente canale che divide il pilastro a sinistra (dove sale la via) e lo spigolo Sud. Salire il ripido zoccolo roccioso tenendo sulla destra il canale, puntando la base del pilastro e raggiungere una comoda cengia erbosa dove attacca la via (1h 30). - Attacco: l'attacco (due soste con cordoni) si trova alla base dell'evidente spigolo (quello più a destra è lo spigolo S, dove passa la via Longo).
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Discesa:
in doppia sulla via, con corde da 60 metri. Tutte le soste sono state riattrezzate a fix con catena e anello di calata:
- Da S8 a S7, 40 metri, nel recuperare, attenzione ad eventuali sassi mobili sul pulpito di arrivo;
- Da S7 a S6, 30 metri;
- Da S6 a S3, 55 metri, in buona parte nel vuoto;
- Da S3 a S2, 20 metri, attenzione al traverso;
- Da S2 a terra, 58 metri (ATTENZIONE SE AVETE TAGLIATO LE CORDE), il fix basso della sosta risulta parzialmente fuoriuscito.
Noi abbiamo poi fatto una calata di 25 metri da S0 fino i prati ripidi, per evitare di scendere lo zoccolo roccioso disarrampicando. - Difficoltà: max VI (V+ e A0 obbligato).
- Sviluppo: 8 lunghezze, per circa 270 metri di sviluppo.
- Attrezzatura: portare 12 rinvii, serie di nut e friend (da 0.2 a 3 BD), due mezze corde da 60 metri.
- Esposizione: sud, sud-ovest.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: fine primavera, estate, autunno, a seconda dell'innevamento; l'avvicinamento in caso di neve presente (in primavera molto probabile) può dare qualche problema sui ripidi prati dello zoccolo (attenzione al pericolo di valanghe).
- Tempo salita: 4h00/5h00.
- Primi salitori: Vitale Bramani, Vittorio Ratti 1943.
- Riferimenti bibliografici: Savonitto A., Scalate scelte nel Bergamasco, Melograno Edizioni
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Cartografia:
- Meridiani Montagne, Alpi Orobie, scala 1:30.000
- Kompass, foglio 104, Foppolo - Valle Seriana, 1:50.000
- Relazione
- Lunghezza 1, V-, 30 metri, 4 chiodi (due vicini): salire a destra della sosta (chiodo), fino ad una fessura strapiombante, superarla, uscire a sinistra, e per una semplice placchetta si arriva in sosta (due fix con catena e anello di calata).
- Lunghezza 2, IV+, 45 metri, 5 chiodi: dalla sosta puntare dritto ai due chiodi con cordone, quindi portarsi poco sotto uno spigolo, salire rimanendo a sinistra dello spigolo fino alla sosta attrezzata sulla sommità del primo torrione (due fix e spuntone con catena e anello di calata, ATTENZIONE fix basso parzialmente fuoriuscito).
- Lunghezza 3, III+, 1 chiodo, 20 metri: scendere all'intaglio affilato e rimontare la parete seguente fino ad un ripiano con sosta (due fix con catena e anello di calata).
- Lunghezza 4, IV, 35 metri, 2 chiodi: dalla sosta obliquare verso sx (chiodo) (se invece si continua a traversare a sx sulla cengia si arriva ad una sosta della via Sa.Vi.An), fino ad incontrare un'esile lama che sale a destra, seguirla (chiodo), al termine rimontare il muretto e la sosta si trova a sinistra, alla base di un diedro rossastro (che conduce alla evidente lamona sotto il grande strapiombo). Sosta su due fix con catena e anello di calata.
- Lunghezza 5, V+, 35 metr35 metri, 4 chiodi, 1 nut incastrato: salire il bel diedro rossastro fessurato, a sinistra della sosta, quindi una placca a buchi che porta alla lama sotto il grande strapiombo. Seguire la lama verso dx, proteggendosi con friends n°2-3 (misure Camalot), clessidre e un nut incastrato. Attenzione ad alcune zone sulla lama inizialmente friabili e unte, poi la lama diventa più facile, e si arriva alla sosta (due fix con catena e anello di calata).
- Lunghezza 6, V+, 30 metri: rimontare la sosta (chiodo) e traversare a dx fino sotto una fessura strapiombante sita oltre lo spigolo destro della parete, non visibile dalla sosta. Salire la fessura e poi per rocce più facili andare verso sx alla sosta, posizionata sopra il grande strapiombo e sulla verticale della sosta precedente (due fix con catena e anello di calata). Lungo il tiro: 2 chiodi, 2 clessidre cordonate, 1 friend incastrato.
- Da qui inizia la variante Scandella
- Lunghezza 7, VI oppure V+ e A0, 40 metri, 8 chiodi (2 vicini): tiro chiave: salire la bella placca a buchi leggermente a sx della sosta, puntando ad un chiodo cordonato ben visibile dal basso (prima di quello si trova comunque un altro chiodo). Si arriva ad un piccolo pilastrino con fessura sulla faccia di dx, da seguire per poi andare verso dx ad un diedro da risalire fino al suo termine (passaggio stretto per superare il gendarme) e sostare. Attenzione agli attriti delle corde. Sosta su due fix con catena e anello di calata.
- Lunghezza 8, V+, 45 metri: salire per rocce facili fino ad una paretina verticale con sosta a chiodi, rinviarla e salire verso destra su un torrioncino da cui si doppia lo spigolo della parete per passare ad una placca ammanigliata al cui termine c'è un diedrino (primo chiodo nella fessura non rinviabile) e poi uno strapiombino (chiodo) da cui si esce più facilmente a sx, per arrivare sul torrione finale dove si sosta (due fix con catena e anello di calata). Lungo il tiro: 2 chiodi, 2 clessidre, 1 sosta intermedia (3 chiodi).
- Note: via alpinistica molto bella, classica ma non da sottovalutare, di tipo dolomitico e con roccia buona.
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Aggiornamento:
relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione effettuata l'11 novembre 2006 con Mauro Luinetti.
Aggiornata da Pietro Ceriani e Simone Rossin, a seguito di una ripetizione del 20 agosto 2022. -
Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.