Presolana Centrale (m.2517), spigolo Longo

Presolana Centrale (m.2517), spigolo Longo

Dettagli

  • Accesso stradale: da Milano, Bergamo, Clusone, Passo della Presolana. Sulla strada che conduce al Passo esistono almeno un paio di punti ove partono sentieri (in corrispondenza dell'albergo Grotta, e più sopra in corrispondnenza dell'Albego Spampatti, proprio di fronte ad una seggiovia. Probabilmente una traccia di sentiero parte anche dal Passo vero e proprio).
  • Avvicinamento: indipendentemente dal punto di partenza, seguire le indicazioni per il sentiero numero 315 e Baita Cassinelli, risalendo un bosco e uscendo poi su prati sulla traccia principale, arrivando così alla baita. Da quì proseguire sul sentiero 315 (indicazioni) che sale ripidamente verso destra, giungendo così in vista del Bivacco Clusone e della Cappella Savina. Senza arrivare al bivacco e alla cappella, oramai quasi sotto la Presolana Centrale, si segue un'evidente traccia di sentiero che si stacca dal sentiero principale, e sale a destra, giungendo alla base della Presolana Centrale. Traversare verso sinistra (viso a monte) aggirando così la base della Presolana Centrale, e appena possible, salire per roccette semplici, fino a reperire un'ulteriore traccia di sentiero che riconduce verso destra, e porta in un'ampia conca, limitata a destra dallo spigolo della Presolana Centrale, più a sinistra da rampe erbose, e a nord da una parete verticale a buchetti. (1h30)
  • Discesa: dalla cima dirigersi verso est (destra, rispetto alla direzione di salita). Abbiamo ignorato dei bolli rossi che scendevano subito verso sud, seguendo invece ometti e poi bolli rossi che portano a percorrere in discesa tratti di cresta e di sentiero che si abbassa un poco sul lato sud: tratti esposti e delicati: fare attenzione! Con una breve doppia (cordini in clessidra) si scende un breve salto arrivando così nel canalone che divide la Presolana Centrale dalla Presolana Orientale. Scendere il canalone, inizialmente molto detritico e franoso, poi un po' più solido e con qualche strozzatura. Da una di queste si scende con una doppia lunga (due corde) su ancoraggio un po' dubbio: non sarebbe male aggiungere un chiodo. Scendendo ancora, un'ulteriore strozzatura si supera spostandosi a sinistra (viso a valle): questo aggiramento è segnalato con dei bolli rossi (non particolarmente visibili: cercare bene). Si ritorna quindi sul fondo del canalone, uscendone poi a destra (viso a valle - bastone su ometto di sassi, il secondo che si incontra) arrivando così su un ripido sentiero che scende il dosso erboso che contorna il lato destro del canalone (viso a valle). In breve si ritorna sul sentiero di avvicinamento, e da quì, volgendo a sinistra, si torna a valle.
    Discesa delicata e complessa, da intraprendere solo con buone condizioni: canalone asciutto e assenza di neve. (2h30, di cui 1h40 per il solo canalone)
  • Difficoltà: V-.
  • Sviluppo: 8 lunghezze, per circa 350 metri di sviluppo. Dal termine delle difficoltà calcolare un ulteriore centinaio di metri dislivello da percorrere in conserva.
  • Attrezzatura: soste attrezzate, in via presenti chiodi da integrare a nut/friend. Se si prosegue fino in vetta, è consigliabile avere con sè anche martello e chiodi, che potrebbero tornare utili (le ultime soste sono da attrezzare).
  • Esposizione: sud, tranne la prima lunghezza, che rimane all'ombra.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: primavera, estate, autunno.
  • Tempo salita: 5h00.
  • Primi salitori: Fratelli G. e I. Longo, 21 giugno 1931.
  • Riferimenti bibliografici: Tomasi Walter, Il massiccio della Presolana, Montagna Viva Edizioni, Bergamo, 1987
  • Cartografia:
    • Meridiani Montagne, Alpi Orobie, scala 1:30.000
    • Kompass, foglio 104, Foppolo - Valle Seriana, 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, III, III+: salire la rampa un po' erbosa: il percorso non è obbligato, ma come riferimento si può prendere una sosta di cui si scorgono alcuni cordoni. Se si sale sotto la sua verticale, si incontrano alcuni chiodi. Arrivati alla sosta ci si accorge che si tratta in realtà di un ancoraggio di calata. Non fermarsi, ma proseguire verso destra, riprendendo a salire non appena possibile (chiodi) fino ad arrivare ad una sosta su spit. Saltare anche questa sosta e proseguire fino ad un'ulteriore sosta sullo spigolo. Ci si può anche fermare alla sosta su spit: valutare in base all'"affollamento" della via.
  • Lunghezza 2, IV, V-: in verticale sopra la sosta salendo una magnifica placca bianca lavorata a buchi, spesso profondi (delle maniglie inattese!). Chiodi. Uscire dritti sulla placca o deviando un poco sinistra, fino alla sosta successiva. Questa lunghezza, peraltro magnifica, costituisce in realtà una variante: il percorso originale sale più a sinistra (viso a monte) lungo un diedro erboso.
  • Lunghezza 3, IV+, V-: salire in obliquo a sinistra raggiungendo un evidente diedro. Risalirlo fino ad un chiodo da cui occorre traversare in obliquo in salita a destra, verso un ulteriore chiodo ed una netta lama: tratto delicato (ho usato un cordino in una piccola clessidra ed un friend piccolo in un buco). In realtà guardandosi indietro dalla lama, sembrerebbe che fosse possibile salire ancora un paio di metri nel diedro, per prendere la lama sin dall'inizio. Seguire la lama verso destra quasi in orizzontale per salire infine alla sosta. Il tratto di lama è discretamente chiodato, mentre lo è poco niente il diedro fino all'inizio della lama.
  • dalla sosta occorre scendere a destra di 3/4 metri fino ad un ulteriore sosta su cengia. Il modo più rapido è calare il secondo a tale sosta, e farsi poi assicurare mentre si scende arrampicando. Nulla vieta comunque di effettuare una breve doppia.
  • Lunghezza 4, IV, IV+: spostarsi un poco a destra salendo poi un pilastrino (chiodo) e spostandosi leggermente a sinistra (difficile) per superare alcuni passi in strapiombo, che risultano in realtà abbastanza semplici (ottime maniglie). Da quì si prosegue salendo in obliquo verso destra, con percorso abbastanza logico, uscendo infine per un diedrino verticale. Sosta. In caso di affollamento è possibile salire ad un'ulteriore sosta, posta 7/8 metri più in alto, appartenente ad una via a spit che sale da destra.
  • la maggior parte dei ripetitori termina quì la salita, rientrando a doppie sulle soste della via. In effetti queste quattro lunghezze sono sicuramente quelle più interessanti e su roccia migliore. In alternativa (ed è stata la nostra scelta) è possibile proseguire fino in vetta, scendendo poi per la via normale, come descritto al paragrafo discesa.
  • Prosecuzione per la vetta: dall'ultima sosta attrezzata salire per un canale, proseguendo poi a sinistra in un'evidente diedro erboso. Si sale complessivamente per quattro lunghezze, di circa cinquanta metri ciascuna, con percorso abbastanza libero, su difficoltà di II/III, trovando qualche cordino in clessidra ed una sosta (che peraltro non abbiamo utilizzato). Le difficoltà sono contenute, occorre cercare il percorso più agevole (impossibile dare una descrizione dettagliata!) tenendo presente che le soste sono per lo più da attrezzare (e che non sempre si trovano solidi spuntoni).
    Al termine delle quattro lunghezze siamo usciti su una crestina (comodi spuntoni di sosta) delimitata a sinistra da un profondo canale. Da quì la vetta appare ben distante, ma in realtà ci si arriva in mezz'ora: proseguire in conserva lungo la crestina (qualche saliscendi) traversando poi progressivamente verso sinistra fino ad entrare in un ampio canalone, che si risale agevolmente per roccette e detriti, fino ad uscire alla cresta di vetta, da cui in breve, verso destra, si raggiunge la croce di vetta.
  • Note: la prosecuzione fino in vetta rende sicuramente la salita più completa ed interessante. Nel caso, fare attenzione a non smuovere pietre, e prestare attenzione nella discesa, a tratti delicata.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 23 settembre 2007.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.