Presolana Occidentale, Torrione Sud (m.2521) - via Il tramonto di Bozard
Dettagli
- Accesso stradale: da Bergamo seguire le indicazioni per la Val Seriana e per il Passo della Presolana, fino ad arrivare ad un grosso parcheggio di fronte alle piste da sci, con un brutto edificio anni '70 che dà sulla strada (Casa per ferie Neve), poco prima del passo.
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Avvicinamento:
dal parcheggio prendere una strada sterrata che sale verso il versante Presolana (cartelli) e
seguirla. Continuare fino a quando, in corrispondenza di una curva, c'è un sentiero che parte (cartelli per la Baita Cassinelli e la Presolana). Seguire il sentiero lungamente con lieve pendenza, fino ad arrivare ad una zona senza alberi con una traccia che sale a dx su dosso erboso (è possibile arrivare qui più direttamente prendendo un sentiero ripido che parte più a valle del parcheggio usato). Salire per la traccia erbosa o il sentiero a sx di essa, continuando fino ad incontrare poco dopo la Baita
Cassinelli.
Salire ora più faticosamente su pendii ripidi e a zone ghiaiosi, fino ad arrivare sotto la direttiva della parete Sud della Presolana Centrale. Si continua ancora, lasciandosi a sx la cappella Savina e il Bivacco Città di Clusone (buon posto per eventuale bivacco). Si segue il sentiero per la Grotta dei Pagani e poco dopo una traccia che sale ripida sulle ghiaie che portano alla base del torrione. (1h30/2h00) - Attacco: in corrispondenza di un chiodo verniciato in rosso e della scritta rossa Tramonto, circa 50 metri a sx di due evidenti lapidi.
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Discesa:
discesa in corda doppia:
- doppia alla sosta 4;
- doppia alla sosta 2;
- doppia alla base.
Se si sale sulla vera e propria cima del torrione, per facili roccette, pare si possa scendere alla forcella che separa il torrione dalla parete e imboccare il facile canale che scende a sx (faccia a monte). Si percorre il canale, fino ad una sosta di calata, con una doppia da 25 metri si supera un muro verticale, per poi continuare nel canale fino alla base (soluzione non verificata).
- Difficoltà: VI- max.
- Sviluppo: circa 180 metri.
- Attrezzatura: serie di friend fino al n°3 BD. Soste su chiodi e vecchi golfari. Sui tiri qualche chiodo e cordini in clessidre.
- Esposizione: sud-ovest.
- Tipo di roccia: calcare di ottima qualità.
- Periodo consigliato: fine primavera, estate, autunno, a seconda dell'innevamento. L'avvicinamento in caso di neve presente (molto probabile in primavera) può dare qualche problema sui ripidi pendii (attenzione al pericolo di valanghe).
- Tempo salita: 2h00.
- Primi salitori: Ennio Spiranelli, A. Moioli, V. Bergamelli ed M. Fassi, 1983.
- Riferimenti bibliografici: Cisana M., Nel Giardino di Pietra. Arrampicate tra il lago di Como e il Lago d'Iseo, Edizioni Idea Montagna, Editoria ed Alpinismo, ottobre 2015.
- Relazione
- Lunghezza 1, V, 35 metri: salire facilmente a raggiungere un chiodo visibile, stando a sx dell'evidente fessura. Ci si sposta sul bel muro verticale a buchi a sx e si continua, sempre stando a sx della fessura, fino alla sosta.
- Lunghezza 2, VI-, 30 metri: salire direttamente al chiodo sopra la sosta per bella roccia compatta, quindi spostarsi a dx e poi raggiungere una fessura, da seguire sul muretto alla sua dx, fino ad arrivare alla sosta.
- Lunghezza 3, V+, 20 metri: su per la fessura sopra la sosta e poi per la successiva placca a buchi a sx, fino alla sosta.
- Lunghezza 4, VI-, 45 metri: andare in traverso a dx, quindi salire ad un chiodo e poi cercare i punti deboli del muro verticale, andando un po' a sx e poi di nuovo a dx. Si arriva ad un ripiano con una sosta: continuare per rocce più facili fino alla sosta successiva.
- Lunghezza 5, III, 30 metri: salire per facili roccette (ma attenzione perché meno compatte), obliquando a dx e poi a sx, per arrivare alla sosta posizionata qualche metro sotto la cima.
- Note: via classica con roccia stupenda. Protezioni a volte distanziate, ma prese molto buone. Peccato il breve sviluppo...
- Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione del 22 agosto 2016 con Nicola Rizzato e Ivan Moscardi.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.