Val di Zocca, Punta Allievi (m.3121) - via Erba-Fumagalli
Dettagli
- Accesso stradale: dalla statale che da Colico porta a Sondrio, superato il centro abitato di Morbegno, svoltare a sx all'altezza di un ponte in cemento a tre arcate e seguire le indicazioni per S. Martino in Val Masino. Oltrepassato il centro del paese, prendere una traversa verso dx seguendo i cartelli per la Val di Mello. Seguire la stretta strada, che poi diventa di ciottolato e sterrata nel suo termine, fino al grosso parcheggio, ove si lascia la macchina. (ATTENZIONE: nel periodo estivo questa strada è chiusa al traffico; esiste però un servizio navetta (costo: 1 euro a persona) che in meno di 15 min. porta alla fine di essa. Parcheggio per le auto a S. Martino: in centro a pagamento, gratuito vicino al campo sportivo).
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Avvicinamento:
a questo punto proseguire a piedi su sentiero quasi pianeggiante fino ad incontrare delle baite e il famoso ristoro "Luna nascente". Qui il sentiero si dirama: prendere il ramo di sx fino ad arrivare ad un grosso sasso con le indicazioni per il rifugio Allievi – Bonacossa (Tempo: 3h00 dal grosso sasso e 3h30 dalla macchina).
Dal rifugio seguire il sentiero Roma in direzione del rifugio Ponti per circa 10 minuti. Poco prima di attraversare il torrente, per pietraia, puntare alla parte bassa dello spigolo sud della punta Allievi (dove sale la via Gervasutti). Aggirare lo spigolo e risalire, su neve (abbondante ad inizio stagione), tutto il vallone che costeggia la parete fino ad arrivare ad un canale che delimita la fine della parete. Per roccette (passi di I e II) raggiungere una cengia erbosa ascendente verso sx e seguirla per circa 100 metri fino ad un ometto che identifica l'attacco. - Attacco: la via comincia nei pressi dell'ometto sulla cengia, in corrispondenza di una breve rampa verso dx al di sopra del primo tetto. Un chiodo di sosta con cordino.
- Discesa: dalla sommità scendere la larga cresta di confine fino al largo intaglio che permette di deviare verso sx e per tracce di sentiero segnalate con ometti si ritorna al rifugio lungo canaletti rocciosi e detriti (placche di neve a inizio stagione).
- Difficoltà: VI/VI+.
- Sviluppo: 8 lunghezze, per circa 300 metri di sviluppo.
- Attrezzatura: serie di nuts e serie di friends (fino al 3.5).
- Esposizione: est.
- Tipo di roccia: granito.
- Periodo consigliato: tarda primavera, estate.
- Tempo salita: 4h00/5h00.
- Primi salitori: A. Erba, A. Fumagalli, 28 Luglio 1973.
- Riferimenti bibliografici: Miotti G., Gogna A., Dal Pizzo Badile al Bernina, Zanichelli
- Cartografia: Kompass, foglio 92 - Chiavenna, Val Bregaglia - scala 1:50.000
- Relazione
- Lunghezza 1, IV, V, III, 45 metri: dalla cengia salire verso dx puntando ad una fessura verticale. Salirla ed entrare nel diedro soprastante fino alla sosta posta alla fine di esso. 1 chiodo di sosta e clessidra.
- Lunghezza 2, V, V+, 45 metri, 2 chiodi: salire in verticale seguendo una serie di lame e sostare al loro termine. 2 chiodi di sosta.
- Lunghezza 3, V, IV+, 25 metri, 2 chiodi: spostarsi (a destra) in orizzontale per circa 5mt. fino ad un diedro obliquo verso sx che si risale. 2 chiodi di sosta al suo termine.
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Lunghezza 4, VI, V+/VI, 25 metri, 6 o 7 chiodi:
obliquare verso dx salendo un diedrino molto aperto (2 chiodi), quindi, sempre verso dx, raggiungere un altro diedrino e risalirlo in verticale (4 o 5 chiodi) fino alla sosta. 2 chiodi di sosta.
ATTENZIONE!!! Chiodi non sempre affidabili. Verificarne la tenuta prima di tirarli.
(Suggerimento: la lunghezza 4 conviene concluderla sotto allo strapiombo della successiva lunghezza 5: si è più protetti in caso di scarica e si accorciano i 45m della lunghezza 5. In qualsiasi caso attenzione agli attriti della corda nel superamento del tetto, allungare con cordini il rinviaggio delle protezioni). - Lunghezza 5, V+, IV, 45 metri, 5 chiodi: salire il diedro in verticale fin sotto allo strapiombo che si superara a sx. Salire il diedro successivo fino al suo termine dove si sosta. 2 chiodi di sosta.
- Lunghezza 6, V-, V/V+, 35 metri, 3 chiodi: in orizzontale verso dx, superare, in massima esposizione, uno spigoletto e continuare per circa 6mt. fino a raggiungere un diedro. Risalirlo e sostare al suo termine. 2 chiodi di sosta.
- Lunghezza 7, III/IV, IV+, 30 metri, nessun chiodo: obliquare a sx per placca lavorata ed entrare nel grosso diedro che porta ad una nicchia, sotto ad un camino, dove si sosta. 2 chiodi di sosta.
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Lunghezza 8, VI/VI+, IV/V, 35 metri, 3 chiodi:
salire il fondo del camino (1 chiodo) fin dove è possibile, quindi, per funghetti, spostarsi verso l'estremità esterna del camino. Con faticosa tecnica di camino salire in verticale fino ad incontrare una fessura obliqua con un cordino incastrato (verificare molto bene la tenuta del cordino). Sfruttando la fessura, con passo obbligato (VI/VI+), spostarsi a sx all'interno del diedro soprastante e, con arrampicata più facile e più piacevole, risalirlo fino alla vetta. Sosta su spuntone o clessidre.
(E' anche possibile, invece di salire il fondo del camino, spostarsi a sx di 4-5mt, proteggendosi con nut in fessura, superare un risalto, poi per rampa ascendente verso dx raggiungere il diedro soprastante, e, superato lo stesso, uscire in vetta). - Note: la lunghezza 2 è forse la più bella di tutta la via, mentre la lunghezza 8, anch'essa molto bella, è molto faticosa nei primi 10 metri. Proteggersi molto sul fondo del camino. Nel complesso la via è molto bella e ben proteggibile con protezioni veloci, quindi merita sicuramente una ripetizione.
- Aggiornamento: relazione a cura di Alessio Guzzetti, 22 giugno 2003. Precisazioni a cura di Max, 23 agosto 2004. Foto a cura di Simone Rossin, da una ripetizione del settembre 2011.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.