Punta Allievi (m.3121), spigolo Sud - via Gervasutti

Punta Allievi (m.3121), spigolo Sud - via Gervasutti

Dettagli

  • Accesso stradale: dalla strada statale che da Colico porta a Sondrio, superato il centro abitato di Morbegno, svoltare a sinistra all'altezza di un ponte in cemento a tre arcate e seguire le indicazioni per S. Martino in Val Masino. Giunti al centro del paese, in corrispondenza di un ponte lasciare la macchina nell'ampio parcheggio a pagamento sulla sinistra (oltre la cabina dell'Enel vicino ai cassoni dell'immondizia è gratuito, ma ci sono pochi posti disponibili).
  • Avvicinamento: dal parcheggio è possibile usufruire del servizio navetta che in circa dieci minuti porta ad un'ampio slargo dove inizia la Valdimello. Se si vuole percorrere il tragitto a piedi calcolare circa 30 minuti. Seguire l'ampio sentiero che attraversa la valle, superare le Baite di Cascina Piana, poco prima della frazione Rasica prendere la deviazione a sinistra per il rifugio Allievi – valle di Zocca (0h20).
    Seguire il sentiero erboso che con numerosi tornanti porta ad un ponte in legno su di un torrente, attraversarlo e salire il sentiero a gradoni fino alla baita denominata Casera di Zocca, visibile sulla destra a pochi metri di distanza dal sentiero (1h30).
    Proseguire lungamente, superare qualche tratto ripido e giungere ad un cancelletto in ferro posto al limite del bosco (2h30).
    Salire per verdi pascoli fino ad un grosso pulpito dove è posta la Croce Parravicini. Ora scendere qualche metro e raggiungere la Piana di Zocca a quota 2070 metri, un'ampio e suggestivo pianoro alla base del grande costone roccioso sulla quale sommità è posto il rifugio Allievi Bonacossa (2h45).
    Attraversare il pianoro e salire il sentiero a tornanti che permette di superare un ripido pendio erboso, superare un piccolo torrente e proseguire per ripide placche, poi ancora per sentiero fino ad un altro torrente, attraversarlo e proseguire in piano fino al rifugio. (3h30 dalla Valdimello).
    Proseguire a ritroso sul sentiero e imboccare la traccia di sentiero segnalata da ometti che sale a sinistra in direzione dello spigolo Sud della Punta Allievi, risalire un breve pendio detritico che permette di aggirare sulla sinistra l'ampia fascia rocciosa posta sulla verticale del caratteristico Dente. Giunti alla base della parete sud-ovest della Punta Allievi scendere in direzione della cengia erbosa posta in prossimità dello spigolo dove attacca la via. (0h50 dal rifugio)
  • Discesa: dalla vetta scendere sulla cresta Ovest percorrendo a ritroso l'itinerario di salita, oltrepassare il canalino d'uscita della via e proseguire su grossi blocchi in direzione di una marcata sella rocciosa (grosso ometto). Scendere verso Sud (sinistra faccia a valle), immettersi in un canalone e seguire ometti e bolli rossi, superare qualche facile salto di roccia, dopo una serie di cenge e stretti tornanti si giunge alla base della parete sud-ovest della Punta Allievi, per tracce di sentiero segnalate da ometti si giunge al rifugio Allievi Bonacossa.
  • Difficoltà: TD- (V+ un passo di VI).
  • Sviluppo: circa 600 metri.
  • Attrezzatura: serie di friend (fino al n°4 BD) necessari per integrare la chiodatura. Soste attrezzate a chiodi normali collegati da cordini, molte soste sono su spuntoni e clessidre. Utilizzare due mezze corde da 60m.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: granito.
  • Periodo consigliato: estate.
  • Tempo salita: 6h00/8h00.
  • Primi salitori: G. Gervasutti e C. Negri ai quali si aggiunse A.Bonacossa che raggiunse la cordata oltre la metà dello spigolo salendo per il facile canale che solca la parete sud-ovest, il 16 Settembre 1934.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Miotti G., Mottarella L., Sul granito della Valmasino - Ascensioni ed escursioni scelte, Editore Melograno, Aprile 1982.
    • Sertori M., Lisignoli G., Solo Granito - Masino Bregaglia Disgrazia. Arrampicate classiche e moderne, Edizioni Versante Sud, Luglio 2007.
    • Gaddi A., Masino Bregaglia - Regno del Granito, Giugno 2007.
    • Miotti G., Gogna A., Dal Pizzo Badile al Bernina - le 100 più belle ascensioni ed escursioni in Valmasino e Bregaglia, Disgrazia, Bernina, Egandina, Editore Zanichelli, Ottobre 1986.
  • Cartografia: Kompass, Foglio 92 – Chiavenna, Val Bregaglia, scala 1:50.000.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, V-, 40 metri: portarsi all'estremità destra della cengia e salire un breve diedrino erboso, traversare a destra su placca per circa 5 metri fino ad un chiodo, rimontare una lama leggermente strapiombante obliquando a sinistra fino ad una sosta, proseguire in verticale su placca impegnativa per circa 8 metri fino ad un piccola lama dove è possibile proteggersi con un friend piccolo, traversare poi a destra per altri 5 metri circa e sostare su chiodi su un'esile cengetta erbosa posta immediatamente a sinistra di un diedro poco marcato.
  • Lunghezza 2, IV, IV+, 50 metri: obliquare a destra per placche e raggiungere il diedro molto marcato sulla verticale dello spigolo. Salirlo con ampi movimenti (1 chiodo) fino ad un piccolo terrazzino, sosta su 3 chiodi.
  • Lunghezza 3, IV, IV+, IV, 60 metri: dalla sosta spostarsi a sinistra e salire il diedro a tratti molto erboso sfruttando le lame longitudinali del lato sinistro, con un passo delicato aggirare un grosso masso sporgente sulla sinistra (2 chiodi), proseguire in verticale con bellissima Dulfer su due nette lame parallele fino ad una piccola cengia (chiodo con fettuccia), proseguire ancora in verticale per diedro e sostare scomodamente su chiodi alla base del camino.
  • Lunghezza 4, VI, V+, 50 metri: tiro chiave della via. Salire il camino rimanendo piuttosto esterni (2 chiodi vicini), uscirne a destra per fessura e proseguire per un diedro molto marcato solcato al centro da due fessure svasate. Raggiungere l'intaglio a monte del Primo Dito (molti chiodi), rinviare su un grosso spuntone e scendere sul versante Ovest per circa 10 metri e sostare sulla cengia sottostante.
  • Lunghezza 5, IV+,IV, 35 metri: non proseguire sulla cengia invitante a sinistra ma salire verticalmente la parete a lame sopra la sosta riguadagnando velocemente lo spigolo. Con un passaggio in leggero strapiombo superare la lama sopra la sosta, proteggersi su una piccola clessidra e collegare una serie di piccole lame obliquando a sinistra, giunti in prossimità di una fessura erbosa traversare a destra e raggiungere lo spigolo. Sosta su spuntoni, lunghezza non chiodata e parzialmente integrabile.
  • Variante dalla S4: dalla sosta attrezzata sulla cengia oltre il Primo Dente parte una variante della via che percorre in diagonale a sinistra la parete sud-ovest e dopo circa 5 lunghezze si riporta sullo spigolo poco sotto il Secondo Dito. Soluzione verificata in un tentativo di salita precedente; difficoltà IV+ e V, chiodatura parziale o assente, soste da attrezzare e rinforzare, il diedro dell'ultima lunghezza è sovrastato da grossi massi instabili. Sconsigliabile!
  • Lunghezza 6, III, IV, 40 metri: traversare a destra portandosi sul lato orientale dello spigolo, salire per placche fessurate, infine aggirare a destra un muretto (chiodo inutile) e sostare dietro uno spigolino su 2 chiodi distanti.
  • Lunghezza 7, III, IV+, IV, 40 metri: salire per una decina di metri l'ampio diedro molto abbattuto ben visibile dalla sosta, quando diventa liscio e verticale con un passo delicato verso sinistra rimontare un gradone liscio e portarsi in prossimità dello spigolo, proseguire sfruttando le belle lame di sinistra, poi per placca abbattuta ed infine aggirare a destra un muretto fino ad una comoda cengia dove si sosta su 2 spit (unica sosta attrezzata a spit in tutta la via).
  • Lunghezza 8, III, IV, IV+, II, 35 metri: aggirare a destra il masso dove è stata attrezzata la sosta e salire per placca fessurata, poi dritti per ampia fessura verticale, superare un facile strapiombino e raggiungere la sommità del torrione, in discesa diagonalmente a sinistra per circa 3 metri fino ad una cengia sul versante occidentale, sosta su spuntoni alla base del gendarme denominato Secondo Dito.
  • Conserva, II, III, circa 150 metri: procedere in conserva lunga sul versante occidentale dello spigolo collegando facili cengette erbose fino a che si esauriscono alla base di un breve muretto di roccia grigia, scalare il muretto (attenzione a qualche lama instabile) e raggiungere l'intaglio, scendere qualche metro portandosi sul lato orientale dello spigolo, salire per facili gradoni e sostare su piccolo spuntone sulla verticale di un ampio camino verticale.
  • Lunghezza 9, III, III +, 30 metri: salire il camino fino in prossimità di un foro molto stretto, impossibile oltrepassarlo, salire ancora e sostare su spuntone sulla sommità del camino (vecchio cordone in posto).
  • Lunghezza 10, III, IV, 20 metri: scendere qualche metro su una buona cengia, facendo attenzione ad un grosso masso pericolante sotto la sosta, scalare un diedrino e proseguire qualche metro su crestina aerea fino ad una buona cengia posta sotto un piccolo tetto alla base dell'imponente torrione denominato Salto Giallo,sosta già attrezzata con vecchio cordone su una grossa clessidra.
  • Lunghezza 11, IV, V+, V, 35 metri: traversare 1 metro a destra e salire una serie di fessure verticali, i primi 10 metri sono facili, successivamente la progressione diventa più impegnativa, aumenta di conseguenza anche la chiodatura. Appena possibile effettuare un breve traverso a destra e raggiungere una fessura erbosa, scalarla interamente fino ad un piccolo terrazzino posto al limite sinistro del grande tetto aggettante. Sosta su 2 chiodi distanziati.
  • Lunghezza 12, III, IV, 30 metri: proseguire per circa 3 metri in massima esposizione su una stretta cengia erbosa sul versante occidentale dello spigolo, rimontare un breve muretto fessurato, poi a sinistra fino sulla crestina, superare un piccolo torrione e portarsi sul versante orientale fino ad una piccola nicchia caratterizzata da uno stretto foro passante lo spigolo, sosta su grossa clessidra già attrezzata da un vecchio cordone.
  • Lunghezza 13, III, III+, 30 metri: rimontare lo spigolo per buona fessura, proseguire poi su crestina e sostare su 2 chiodi distanziati su comoda cengia alla base di una placca fessurata molto abbattuta sovrastata da un grande muro strapiombante di colore rossastro.
  • Lunghezza 14, IV, 10 metri: obliquare a destra e raggiungere in breve la sosta (2 chiodi) posta alla base di uno stretto camino verticale.
  • Lunghezza 15, III, IV +, 35 metri: non salire il camino sopra alla sosta, ma traversare 2 metri a destra e salire obliquando a destra un vago diedrino a lame abbattuto, giunti alla base di un muro verticale (chiodo rosso in posto) traversare 5 metri a sinistra per una stretta cornice fino ad un terrazzino posto alla base del canalino d'uscita. Sosta su singolo chiodo con anello da rinforzare con una vicina piccola clessidra sulla sinistra.
  • Lunghezza 16, III, III +, II, 60 metri: salire il canalino caratterizzato da grosse lame verticali, infine un diedrino erboso porta ad un'ampia cengia sulla cresta sommitale dove termina la via. Sosta attrezzata con vecchio cordone su grossa clessidra.
  • proseguire su facile cresta per circa 60 metri fino in vetta alla Punta Allievi.
  • Note: bellissima via su placche, diedri e fessure di roccia ottima, complessivamente di difficoltà contenute, ma da non sottovalutare per via del notevole sviluppo e della chiodatura sporadica o assente sulla maggior parte dell'itinerario, qualche chiodo in più è presente nei tratti più impegnativi. Difficoltà di orientamento nella parte mediana a monte del Primo Dito.
    Via classica molto frequentata, è consigliabile attaccarla presto al mattino, ricordarsi di portare un'abbondante scorta d'acqua.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin, da un'ascensione effettuata con Isidoro Castelli il 12 Agosto 2009.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità, se vuoi saperne di piu` o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie clicca qui.
Chiudendo questo banner o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.