Catinaccio Centrale, Punta Emma (m.2617) - via Steger

Catinaccio Centrale, Punta Emma (m.2617) - via Steger

Dettagli

  • Avvicinamento: dal rifugio Vaiolet, in val di Fassa, raggiungere la base dell'evidente rampa-canale che risale obliquamente da destra verso sinistra. (0h10)
  • Discesa: seguire gli ometti: guardando le torri si segue la cresta verso sinistra, per poi abbassarsi a svolte sul versante delle torri. Con un passo molto esposto (fare un tiro di corda) si scende a sinistra verso la forcella della Punta Emma. Ancoraggio per doppia (anelli cementati): una calata da 25 metri. Scendere poi il canale sottostante fino al sentiero. Quasi al termine del canale, per evitare un salto, uscire per placche a destra - faccia a valle. (0h45)
  • Difficoltà: D+/TD-. Max V.
  • Sviluppo: 7 lunghezze per 250 metri di sviluppo + 100 metri facili alla vetta.
  • Attrezzatura: soste attrezzate, chiodatura lunga. Utili i dadi.
  • Esposizione: est (all'inizio di agosto sole dalle 9.00).
  • Periodo consigliato: estate.
  • Tempo salita: 4/5 ore.
  • Primi salitori: H. Steger, P. Wiesinger, 1929.
  • Riferimenti bibliografici:
    • A. Bernard, Catinaccio, Edizioni Mediterranee, 1996 - (relazione e schizzo molto dettagliato)
    • Koheler A., Memmel N., Dolomiti - Arrampicate classiche III-VI, Freytag & Berndt Rother Italia, 1994 - (schizzo un po' più impreciso)
  • Cartografia: Kompass n° 59 - Gruppo del Sella - Marmolada
  • Relazione
  • Lunghezza 1, II/III, 50 metri: salire nel canale per facili rocce. Sosta su chiodone ad espansione
  • Lunghezza 2, II/III, 50 metri: proseguire come nel tiro precedente, stando un po' più esterni. Sosta su due chiodoni cementati.
  • Lunghezza 3, II, IV-, III+, 45 metri: attraversare orizzontalmente per una decina di metri e risalire l'evidente diedro, meno semplice di quanto sembri. Al termine del diedro proseguire obliquando a sinistra per terreno più semplice fino a raggiungere la cima di un pilastro. Sosta su un chiodo e clessidra.
  • Lunghezza 4, IV/V, 20/25 metri: in obliquo salendo verso destra fino ad un chiodo. Da lì proseguire traversando orizzontalmente verso destra: qualche chiodo e grandissima esposizione. Dall'ultimo chiodo salire verticalmente o traversare ancora a destra e salire poi. Sosta molto aerea, su due chiodi e spuntone.
  • Lunghezza 5, IV+/V, 20 metri: salire per rampa esposta verso sinistra fino ad una nicchia (chiodi). Da lì uscire in sosta verso destra con passo delicato su placca esposta. Sosta comoda.
  • Lunghezza 6, V-, V-, IV, 25/30 metri: lunghezza molto bella, su roccia magnifica. Dalla sosta uscire a destra e superare un diedrino con un passo in dulfer. Da lì rimontare, piegando un po' a sinistra, una magnifica placca bianca, con maniglie e appoggi da raccordare obliquamente. Dopo la placca traversare a sinistra per un paio di metri e risalire un fessurone verticale e ben appigliato. Due soste: saltarle e uscire su un comodo terrazzino: clessidra e fittone, sosta da rinforzare.
  • Lunghezza 7, III, IV, 40 metri: traversare a sinistra fino alla base di un canale camino che si risale integralmente. Qualche sasso mobile. Sosta su spuntone.
  • uscire in vetta per roccette e detriti: 100/150 metri, qualche ometto.
  • Note: via breve, su roccia a tratti ottima, con alcune lunghezze molto esposte. La via è ben chiodata, ma la chiodatura è "dolomitica": lunga, essenziale: richiede sicurezza e padronanza del grado.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 4 agosto 1999.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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