Resegone, Parete Stoppani (m.1150) - via Eta Beta
Dettagli
- Accesso stradale: da Lecco al parcheggio della funivia per i Piani d'Erna.
- Avvicinamento: dal parcheggio imboccare il sentiero numero 1, seguendolo fino al rifugio Stoppani, da cui la parete è ben visibile. Imboccare un sentierino sulla sinistra (indicazioni per la ferrata) e seguirlo, in parte nel bosco e in parte su pietraia) fino alla base della parete, andando poi verso sinistra fino all'attacco della via (scritta alla base). (0h45)
- Discesa: a corde doppie: probabilmente si riesce a scendere con due sole doppie da 55 metri, usando la sosta al termine della terza lunghezza, altrimenti 3/6 doppie da 20/40 metri.
- Difficoltà: max 6c+.
- Sviluppo: 6 lunghezze, per circa 105 metri di sviluppo.
- Attrezzatura: via ottimamente attrezzata a spit.
- Esposizione: sud, la parete rimane al sole tutto il giorno.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: la Stoppani è una falesia tipicamente invernale, data l'ottima esposizione.
- Tempo salita: 3h00.
- Riferimenti bibliografici: Corti P., Arrampicate sportive e moderne fra Lecco e Como, Edizioni Versante Sud, 2001
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Cartografia:
- TCI - Gruppo delle Grigne - scala 1:20.000
- Multigraphic - Brianza, Prealpi Lombarde - scala 1:25.000
- Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000
- Relazione
- Lunghezza 1, 6b+: primi metri per superare un semplice zoccolo di rocce rotte, fino alla base del muro del primo tiro, in più punti leggermente strapiombante. Inizio su prese piatte, con percorso non sempre intuibile, fino ad una pancetta verticale, che si supera a sinistra (presa nascosta sopra...). Segue un tratto più verticale, con una evidente lama, fino all'uscita su roccia molto lavorata.
- Lunghezza 2, 5c: leggermente a sinistra rispetto alla sosta, salire per rocce un po' rotte (attenzione) fino alla comoda sosta successiva.
- Lunghezza 3, 5c: a sinistra, rispetto alla sosta, per un vago diedro non difficile ed un successivo muretto un po' più complicato.
- Lunghezza 4, 6a: dalla sosta a sinistra fino a prendere una magnifica lama, che sale leggermente verso destra, e che si supera con bei passaggi in dulfer. Poi la parete si abbatte per un breve tratto fino ad un muretto più difficile.
- sulla relazione è indicata una sosta di meno, nel senso che le lunghezze 3 e 4 sono mostrate come un unico tiro (in effetti si tratta di lunghezze corte) e la sosta al termine della terza lunghezza è probabilmente pensata per scendere a terra con due sole doppie da 55 metri (soluzione non verificata).
- Lunghezza 5, 6c: dalla comoda sosta si affronta direttamente un compattissimo muro a buchi, ottimamente chiodato, e leggermente strapiombante. La parete si abbatte leggermente fino ad un nuovo muro. Si sale lo stesso con passi difficili raggiungendo la sosta.
- Lunghezza 6, 6c+: dalla sosta (abbastanza scomoda) si sale su roccia un po' più delicata, probabilmente ripulita durante l'attrezzatura. Il tiro è costituito da quattro sezioni: una prima sezione abbastanza varia (attenzione ad alcuni blocchi) cui segue una rientranza con alcune grosse maniglie (seconda sezione, semplice). Da qui la parete si impenna nuovamente (terza sezione) con una difficile uscita sulla placca finale, abbattuta e decisamente più semplice.
- Note: magnifica via, ottimamente chiodata. Qualche tratto di roccia rotta (cenge) e delicata (ultimo tiro, probabilmente ripulita in apertura) che richiede attenzione: alla base della via sono presenti dei monotiri, solo parzialmente riparati da eventuali cadute di sassi.
- Aggiornamento: a cura di Riccardo Girardi, 27 novembre 2004.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.