Rocchetta Alta di Bosconero (m.2412) - Parete Sud, via Goedeke
Dettagli
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Avvicinamento:
dal Lago di Pontesei si raggiunge, in circa 2 ore, il Rifugio Casera del Bosconero attraversando uno splendido bosco. Il bivacco invernale del rifugio, purtroppo, è molto piccolo e non è attrezzato con la stufa: consigliamo di portare anche il sacco a pelo dato che le coperte sono poche e bucate.
Dal Rifugio si segue il sentiero fin sotto la ripida parete Ovest della Rocchetta Alta. Si percorre il canalone alla destra della parete superando, quando questo si stringe, alcuni passaggi su roccia friabile (II) raggiungendo così la Forcella Rocchetta Bassa (1950 m). Da qui si scende il canalone opposto per circa 100 m sino alla gola che scende da sinistra. Salire il canale-camino di destra sino al suo termine superando rampe e strozzature con brevi passaggi fino al III. Ora seguendo la cengia erbosa verso destra raggiungere un evidente pulpito posto in una spettacolare posizione panoramica. Il luogo è veramente suggestivo e, come è capitato a noi, potreste anche trovarvi faccia a faccia con un bel camoscio (2h00 dal Rifugio). -
Discesa:
dalla cima scendere verso N nella forcella della cresta, poi scendere verso E tenendo la sinistra. Quando il versante si fa più ripido traversare per cenge a destra seguendo i rari ometti. Con una calata da 50 m si arriva infine alla forcella fra Rocchetta Alta e Sasso Toanella. Scendere nel canalone verso N sino a raggiungere i ghiaioni alla base delle pareti.
La discesa non è difficile ma richiede attenzione e un po' di intuito visto che gli ometti di pietra scarseggiano. Attenzione quindi in caso di nebbia. Tempo: 1h30 per il rientro al rifugio. - Difficoltà: IV, IV+ sostenuto.
- Sviluppo: la via supera un dislivello di 400 metri.
- Attrezzatura: la via è poco ripetuta e di conseguenza anche poco attrezzata (abbiamo contato 8 chiodi fra quelli di sosta e quelli di passaggio). Portare, oltre ad una serie di nuts e una di friends, una piccola scelta di chiodi.
- Esposizione: sud.
- Tempo salita: 4h00.
- Primi salitori: Hans-Peter Geihs e Richard Goedeke, 20/07/1965.
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Riferimenti bibliografici:
- Koheler A., Memmel N., Dolomiti - Arrampicate classiche III-VI, Freytag & Berndt Rother Italia, 1994 - (schizzo con difficoltà, descrizione avvicinamento, discesa, ecc.)
- Kubin A., 50 arrampicate scelte nelle Dolomiti, Edizioni Turistiche Geo-Grafica s.n.c. - Primiero (TN), 1984 - (schizzo con difficoltà, descrizione dettagliata lunghezza per lunghezza, ecc.)
- Relazione
- Lunghezza 1, II: dal pulpito salire per facili gradoni sino una cengia sotto uno strapiombo giallo. Traversare a sinistra lungo la cengia fino ad un camino.
- Lunghezza 2, III, 25 metri, due nuovi chiodi di sosta: risalire tutto il camino sino ad una larga cengia.
- Lunghezza 3, IV+, 30 metri, 1 chiodo di sosta: salire ora la placca nera e, sotto uno strapiombo giallo, traversare 10 m a sinistra su parete esposta e non proteggibile fino ad una cengia.
- Lunghezza 4, IV, poi facile, 30 metri: superare la breve paretina sopra la sosta e per una facile rampa raggiungere verso destra un diedrino nero.
- Lunghezza 5, IV+, 25 metri, 1 chiodo di passaggio: scalare il diedro nero, superare uno strapiombino e sostare alla base di un camino.
- Lunghezza 6, IV, 50 metri: scalare il camino fino ad una cengia con mugo.
- Lunghezza 7, IV, 30 metri,1 chiodo di passaggio e 1 chiodo di sosta: proseguire lungo il camino prendendo il ramo di destra dopo circa 15m.
- Lunghezza 8, V-, 15 metri, 1 chiodo di passaggio, 1 chiodo di sosta: risalire la fessura gialla apparentemente friabile sino ad un tetto-strapiombo, quindi traversare a destra ad un ballatoio.
- Lunghezza 9, V-, 35 metri, 1 chiodo di sosta: sulla destra risalire una breve fessura, poi con un esposto traverso a sinistra tornare nel camino principale e risalirlo ad un punto di sosta.
- Lunghezza 10, III, 20 metri: continuare ora lungo il camino raggiungendo così la grande cengia.
- traversare ora a destra fino ad un canale. Risalirlo nei suoi punti più facili (III, II) per circa 200 m guadagnando la cresta sommitale. Da qui in vetta.
- Note: abbiamo ripetuto la via in una splendida giornata di fine Ottobre, trovandoci quindi completamente soli su una parete e su una montagna già di per sè poco frequentate anche d'estate. Si tratta perciò di una salita consigliabile a chi ama i luoghi solitari e le arrampicate "d'altri tempi". Buona gita.
- Aggiornamento: relazione a cura di Claudio Camisasca e Davide Rogora, fine ottobre 2000.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.