Sottogruppo della Roda de Vaèl, Roda de Vaèl (2806), via Rizzi (diretta parete Est)

Sottogruppo della Roda de Vaèl, Roda de Vaèl (2806), via Rizzi (diretta parete Est)

Dettagli

  • Avvicinamento: dal passo di Costalunga raggiungere il Rifugio Roda di Vael in circa 1 ora.
  • Attacco: attacco a sinistra rispetto alla verticale dell'evidente diedro della quarta lunghezza. (1h30 dal passo di Costalunga)
  • Discesa: dalla vetta scendere per sentiero e facile ferrata verso sinistra o verso destra. (1h00 al rifugio)
  • Difficoltà: D+, max V+.
  • Sviluppo: 10/12 lunghezze per circa 380 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: soste attrezzate, qualche chiodo in via. Utili i friend, specie nel tiro del diedro. Poco utili i dadi: la roccia, anche dove ben ammanigliata, è molto compatta, e si presta poco all'aggiunta di protezioni.
  • Esposizione: est.
  • Periodo consigliato: estate (ma probabilmente la via è ben percorribile anche in tarda primavera e all'inizio dell'autunno).
  • Tempo salita: 5h00/6h00
  • Primi salitori: G. Rizzi, R. Finker, F. Pederiva, 13/08/1947.
  • Riferimenti bibliografici: A. Bernard, Catinaccio, Edizioni Mediterranee, 1996 - (relazione e schizzo molto dettagliato)
  • Cartografia: Kompass n° 59 - Gruppo del Sella - Marmolada
  • Relazione
  • (nota: lunghezze dei tiri e difficoltà riprese dalla relazione indicata)
  • Lunghezza 1, II/III, 22 metri: superare, con percorso libero, un primo zoccolo piuttosto semplice. Sosta su un chiodo o su spuntone.
  • Lunghezza 2, IV, III, 40 metri: salire obliquamente verso destra, per terreno non banale. Un paio di chiodi.
  • Lunghezza 3, IV-, III, IV, 40 metri: per rocce semplici ad un chiodo, poi a sinistra in un netto diedro fessurato e sprotetto (friend utile). Dopo tre/quattro metri le difficoltà descrescono notevolmente.
  • Lunghezza 4, V-, V, V+, IV, 45 metri: lunghezza chiave, su cui sono utili friend medio-grossi. Anche se è un diedro non si tratta di "arrampicata in diedro": si sale prevalentemente sulla parete di destra, spostandosi verso destra anche di qualche metro nei punti ove la roccia è più rotta. A circa 2/3 terzi del diedro (cordino in clessidra) è possibile traversare a sinistra con difficoltà, e uscire per rocce più semplici, andando poi a sostare praticamente in cima al diedro.
  • Lunghezza 5, IV, 22 metri: spostarsi di un paio metri a sinistra e salire per belle placche lavorate (1 chiodo): semplice ma poco proteggibile.
  • Lunghezza 6, IV, IV+, 35 metri: idem come sopra, piegando un po' a destra.
  • Lunghezza 7, II, IV, III+, 42 metri: salire obliquando a destra e poi rientrare verso sinistra in un canale-camino.
  • Lunghezza 8, III, 47 metri: salire con percorso libero spostandosi man mano verso destra, fino ad una cengia. Sosta su chiodi (poco visibile).
  • Lunghezza 9, III, IV-, 24 metri: rimontare una rampa verso destra fino ad un chiodo, poi da lì verticalmente fino alla sosta. Zona esposta a caduta sassi.
  • Lunghezza 10, IV-, III+, 50 metri: salire leggermente a destra per rocce via via più friabili. Sosta da rinforzare.
  • Da qui siamo usciti a destra per cengia: si scende leggermente in un colatoio e si prosegue poi per cengia raggiungendo la ferrata: due lunghezze in traverso, semplici ma detritiche. Attenzione: eventuali sassi smossi vanno ad infilarsi nel colatoio della via Schroffenegger.
    Dalla relazione indicata sembrerebbe che si possa uscira anche più verticalmente verso la cima, ma su terreno friabile.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 2 agosto 1999.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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