Punta Dufour (m.4634) - cresta Ovest (normale dalla Svizzera)
Dettagli
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Accesso stradale:
risalire la valle di Zermatt fino al paese di Tasch, dove si deve obbligatoriamente lasciare l'auto: il tratto Tasch-Zermatt è infatti chiuso al traffico privato. A Tasch si trovano vari parcheggi, coperti e scoperti: noi abbiamo usato quello del terminal delle navette ferroviarie per Zermatt (parcheggio coperto, 29 CHF per due giorni).
Da Tasch si prende il treno navetta per Zermatt (più o meno ogni 20 minuti). A Zermatt si raggiunge (poche decine di metri) la stazione della ferrovia del Gornergrat, dove parte il trenino per il Gornergrat. Scendere alla penultima fermata, Rotenboden (m.2815) da dove inizia il sentiero.
A Tasch si può acquistare direttamente il biglietto per entrambe le tratte (Tasch-Zermatt-Rotenboden, a/r: circa 85 CHF). -
Avvicinamento:
da Rotenboden si seguono le indicazioni per la Monte Rosa Hutte: il sentiero si abbassa di qualche decina di metri e segue lungamente a mezzacosta una morena in leggera discesa, con magnifica vista sul gruppo del Rosa e il Cervino. Sul versante opposto della valle, in avanti, è già visibile l'edificio del rifugio.
Proseguendo il sentiero si abbassa progressivamente sul ghiacciaio, e nell'ultimo tratto è attrezzato con cavi e scale metalliche che permettono di scendere un ripido salto. Una passerella metallica tra roccia e ghiacciaio permette di abbandonare la morena, salendo sul ghiaccio. Il percorso da seguire è indicato da bandierine rosse e pali di legno dipinti di bianco e azzurro, legati a gruppi di tre. Con ghiacciaio secco (completamente scoperto) come all'epoca della nostra salita (inizio settembre) sono sufficienti i ramponi e, per sicurezza, l'imbragatura per attraversare il ghiacciaio. Con ghiacciaio innevato diventa invece indispensabile procedere in cordata.
Il ghiacciaio si segue lungamente, inizialmente in leggera discesa, poi superando un disagevole tratto misto di ghiaccio, terra e pietrame, e ritornando infine sul ghiacciaio.
Al termine del ghiacciaio, ormai sul versante opposto della valle, si risale una zona di rocce e detriti, per tracce di sentiero, attrezzate inizialmente con gradini metallici e di legno, e con corde. Proseguendo il sentiero diviene più netto, percorre un evidente morena, e con un'ampia curva da dx a sx permette di raggiungere, praticamente in piano, la bella struttura della Monte Rosa Hutte (m.2883). (2h45) -
Discesa:
per la discesa, anzichè percorrere a ritroso la cresta, abbiamo optato per un canale esposto a nord-est che è stato attrezzato qualche anno fa con dei canaponi. Dalla vetta il primo canapone è già visibile: basta superare un breve risalto di roccia e si arriva al primo ancoraggio. Si consiglia di scendere i canaponi con un'adeguata autoassicurazione, per esempio un nodo machard, e casco.
La nostra esperienza è stata comunque che la discesa con un autobloccante è abbastanza scomoda, perchè l'andamento dei canaponi non è lineare, occorre fermarsi per passare da un ancoraggio all'altro e alcuni canaponi sono ancorati in più punti, inoltre il fondo del canale alterna tratti di roccia e ghiaccio.
A conti fatti è meglio effettuare una serie di calate in doppia: gli ancoraggi dei canaponi hanno anche degli anelli di calata. Tra l'altro, all'epoca della nostra ripetizione, l'ultimo canapone era rotto, e costringeva comunque ad effettuare una calata in doppia.
Con i canaponi si arriva alla Silbersattel (Sella d'Argento) tra Punta Dufour e Nordend. Con sufficiente tempo si può salire anche questa cima, ma occorre fare bene i conti: calcolate che andata e ritorno, secondo le relazioni, dovrebbero richiedere complessivamente 1h30/2h00 e che la discesa a valle fino a Rotenboden ne richiede circa 6h00 (soste escluse). L'ultimo trenino a scendere è intorno alle 20.00.
Dalla Sella d'Argento si segue la traccia di solito ben segnata che riconduce a valle, riprendendo la traccia di salita intorno ai 4200 metri. Si ritorna così al rifugio (3h00) e quindi a valle, fino alla stazione di Rotenboden (3h00). - Difficoltà: PD/PD+. Percorso glaciale, brevi tratti di roccette in cresta (max II) a tratti molto esposti.
- Sviluppo: primo giorno: 300/400 metri; secondo giorno: 1751 metri.
- Attrezzatura: normale da ghiacciaio: corda, picozza, ramponi. Casco consigliabile per la discesa descritta.
- Esposizione: nord-ovest.
- Periodo consigliato: estate.
- Tempo salita: 6h00/7h00.
- Primi salitori: J. Birbeck, C. Hudson, U. Lauener, C. Smyth, J. G. Smyth, E. Stephenson, M. Zumtaugwald, J. Zumtaugwald, 1/8/1855.
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Riferimenti bibliografici:
- Goedeke R., i 4000 delle Alpi, Guide Iter
- CAI Torino - Club 4000, Tutti i 4000, Vivalda Editori, 2010
- http://digilander.libero.it/greenrockac/4000/58-PuntaDufour.htm
- http://www.camptocamp.org/routes/46102/it/pointe-dufour-cresta-w-dalla-monterosa-huette
- http://www.gulliver.it/itinerario/11077/
- Cartografia: CNS, Mischabel, n° 284 S, scala 1:50.000
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Relazione:
dal rifugio salire la pietraia retrostante seguendo i numerosi ometti alla luce delle lampade frontali: è consigliabile effettuare un sopralluogo il pomeriggio precedente per capire meglio la linea di salita. Il percorso si trova abbastanza facilmente, ma è comunque disagevole a fa perdere un po' di tempo.
Una volta sul ghiacciaio è consigliabile legarsi immediatamente: la parte maggiormente crepacciata è proprio quella iniziale. La traccia è solitamente evidente, sale inizialmente abbastanza dritta ed effettua poi una serie di "ghirigori" piegando un po' verso dx, anche in leggera discesa, per superare una zona crepacciata. All'epoca della nostra ripetizione, nonostante la stagione avanzata, il ghiacciaio non era particolarmente tormentato, ed i vari crepacci si superavano tutti senza problemi. Arrivati circa a quota 4200 metri la traccia si divide: a sx si dirige verso la Silbersattel (Sella d'Argento), mentre per la cresta ovest, ormai evidente davanti a voi, si deve piegare nettamente a dx, raggiungendo la base della cresta.
Risalire la cresta che in questo tratto è completamente nevosa ed è in realtà un ripido pendio di neve di una certa ampiezza (appare come cresta guardandola di profilo). Quando si spiana si supera un primo tratto di roccette ad andamento sostanzialmente orizzontale, non difficili ma a tratti molto esposte su entrambe i versanti: prestare attenzione!
Dopo il tratto di roccette la cresta si impenna nuovamente con un ripido pendio nevoso e, ormai in vista della cima, si affronta un secondo tratto di roccette, più articolato del precedente. In particolare si supera un caminetto poco esposto (II, buoni appigli e appoggi) e si arriva ad un tratto più ripido, che presenta un diedro aperto. Non si sale il diedro ma si piega a sx individuando un canalino di neve e ghiaccio, che, dopo alcune roccette iniziali, consente di superare agevolmente questo risalto. Da quì in breve alla vetta, caratterizzata da una croce metallica, una targa ed un comodo ripiano roccioso dove riposare e ammirare l'incredibile panorama circostante.
Più avanti lungo la cresta si vede un'altra cima: si tratta di una punta secondaria, che, nonostante la prospettiva, è di qualche metro più bassa della cima su cui vi trovate (temevamo di dover salire un altro risalto!). -
Note:
magnifica gita in alta montagna, prevalentemente glaciale, ma con tratti in roccia che, seppur brevi, non vanno sottovalutati.
Da quanto si legge su internet, alcune cordate puntano direttamente alla Silbersattel usando i canaponi anche per risalire alla Punta Dufour: soluzione probabilmente più rapida, ma decisamente meno elegante.
Per tentare l'accoppiata Dufour & Nordend occorre calcolare bene i tempi: la discesa dalla Sella d'Argento vi richiederà almeno sei ore, senza contare le inevitabili soste.
Rifugio: magnifico, recentemente rinnovato, confortevole. Si prenota solo su internet con carta di credito al seguente link, scegliendo la lingua di preferenza. Il sistema visualizza in tempo reale la disponibilità di posti: se per la data da voi scelta risultasse pieno, vi consiglio di ritornare a consultare periodicamente (anche ogni giorno) il sito: se si decide di non fare la salita occorre infatti cancellare la prenotazione telefonicamente, pena l'addebito di 20 CHF/persona sulla carta di credito usata per la prenotazione. Questo fa sì che chi rinuncia di solito disdica, e la disponibilità sia subito evidente dal sito. Il consiglio è quindi di prenotare per tempo e, se il rifugio è pieno, di verificare spesso il sito con fiducia...
Prezzi del rifugio ragionevoli: 66 CHF, per soci CAI, mezza pensione (cena e colazione) compreso un litro di the a testa disponibile dalla sera prima sulla terrazza del rifugio in tre grossi thermos termici.
Cena alle 18.30, pagamenti dalle 20.00, colazione alle 2.00.
Sacco lenzuolo teoricamente obbligatorio ma ne ho visti pochi oltre al mio. Pagamento effettuabile in contanti (franchi e euro) o direttamente con carta di credito.
Gita "costosa": parcheggio, trenino, rifugio... Consigliabile solo con ottimo allenamento fisico e meteo stabile. - Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, da una salita con Gianni Gariglio l'8-9 settembre 2012.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.