Monte Rosa, Punta Gnifetti (m.4554) - via Cresta Est (Cresta Signal)

Monte Rosa, Punta Gnifetti (m.4554) - via Cresta Est (Cresta Signal)

Dettagli

  • Avvicinamento: da Alagna Valsesia (auto-navetta, a secondo della stagione) si raggiunge il parcheggio dell'Acqua Bianca (1500 m c.). Da qui per mulattiera si sale al rif. Pastore, proseguendo nel vallone per evidente sentiero si raggiunge il rifugio Barba Ferrero a 2240 m (740 m dsl). Qui si consiglia una breve sosta, per riposarsi , prima di intraprendere la ancora lunga salita alla capanna Resegotti. Subito dietro al rifugio inizia il ripido sentiero (tracce) che risalendo la lunga morena porta al ghiacciaio delle Locce. Si risale il ghiacciaio che man mano diviene più ripido, piegando sempre più a sinistra si raggiungono le rocce che sorreggono la cresta su cui è posta la capanna. Superata la crepaccia terminale (corde fisse) si risale la parete per canale e cenge sino a raggiungere la capanna Resegotti (m.3624), posta sulla cresta sommitale della Punta Tre Amici, c. 800 m a est del Colle Signal (1380 m dsl).
  • Attacco: direttamente dalla capanna Resegotti, seguendo il filo della cresta, inizialmente di sfasciumi e neve.
  • Discesa: per la via normale alla Punta Gnifetti seguendo la traccia sul ghiacciaio quasi sempre presente (in estate) a causa della elevata frequentazione della capanna Margherita. Passando il rifugio Gnifetti sino alla stazione della funivia di Punta Indren. Calcolare bene i tempi per non rischiare di perdere l'ultima corsa.
  • Difficoltà: D, con passi su roccia di III e IV-.
  • Sviluppo: 1° giorno: 740 m + 1380 m = 2120 m (dislivello). 2° giorno: 930 m; 800 dal Colle Signal con uno sviluppo di 1300 m.
  • Attrezzatura: completa d'alta quota, materiale per ghiaccio/roccia (piccozza, casco, 2 chiodi da ghiaccio, cordini e una scelta di nuts).
  • Esposizione: est.
  • Periodo consigliato: luglio-settembre: ad inizio stagione possibilità di grosse cornici, in tarda stagione maggior pericolo di terreno infido e mobile.
  • Tempo salita: 1° giorno: 5h00/6h00. 2° giorno: 6h00/8h00.
  • Primi salitori: H. W. Topham con A. Supersaxo e un portatore, 28 luglio 1887.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Buscaini G., Monte Rosa, Guida dei Monti d'Italia C.A.I-T.C.I.
    • Crosa Lenz P., Manoni F., Alpinismo in Valdossola, Edizioni Grossi, Domodossola, 2002
  • Cartografia:
    • Carta Nazionale Svizzera, foglio 1348, Zermatt, scala 1:25.000
    • Carta Nazionale Svizzera, foglio 294, Gressoney, scala 1:50.000
  • Relazione: dalla capanna Resegotti seguire la cresta di sfasciumi e neve in direzione ovest sino a giungere ad una depressione, il colle Signal (m 3769). Da qui la cresta prosegue abbastanza affilata sino al primo risalto, che si presenta come una sequenza di blocchi e sfasciumi che andrebbero affrontati verso destra, sino a raggiungere una spalletta: noi invece, per evitare un corto muretto alquanto liscio – chiodo - abbiamo attraversato più a sinistra, percorrendo un tratto delicato sino a risalire un canalino/camino ghiacciato, che ci ha riportato sulla sommità del primo risalto.
    Proseguendo sempre sul filo di cresta si raggiunge la caratteristica fessura diagonale e la si percorre interamente uscendo alla sua sinistra (IV-). Da qui dovrebbe iniziare un lungo pendio di terreno misto a 45°: noi invece abbiamo trovato un tratto di fango lungo circa 60/70 m, con rocce affioranti di pessima qualità, che non davano alcuna possibilità di protezione. Il "pendio" conduce alla cresta sino alla base del secondo grande risalto, che non va superato direttamente: occorre andare a sinistra, percorrendo una cengia che permette di aggirare le difficoltà. Due brevi diedrini (il secondo risulta alquanto faticoso, III,IV-), portano a percorrere il pendio nevoso (placca di roccia a sx con chiodo) sul versante sud-est, seguendolo si sbuca in prossimità della cresta sopra il grande risalto. Si procede ancora per il filo di cresta superando numerosi blocchi e spuntoni (II/III). Un ultimo muretto permette di entrare in un corto canalino di neve (esposizione sulla Est) che porta in vetta e in breve alla capanna Margherita (m 4554).
  • Note: ambiente severo ed isolato, rocce poco solide, lunghi tratti su sfasciumi, terreno misto ghiacciato molto variabile dalle condizioni meteo-stagionali, percorso non sempre di evidente individuazione.
    Ascensione d'ampio respiro, da non sottovalutare, sia per l'impegno fisico richiesto, sia per la quota. Si arrampica quasi sempre con i ramponi ai piedi. Occorre prestare molta attenzione nei tratti con roccia poco solida e alla ricerca del passaggio migliore, in quanto le condizioni della salita sono soggette alle variazioni del clima. Tenere conto che una volta in cima per scendere bisogna prendere la funivia: verificare prima gli orari di discesa.

    Nota logistica sugli impianti di risalita: attualmente (inizio 2009) la funivia per Punta Indren è chiusa. In alternativa è possibile raggiungere con gli impianti, sempre da Alagna, il Passo dei Salati (m 2971) e da qui a piedi Punta Indren.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Massimo Marazzini, da un'ascensione effettuata il 23 luglio 2006 con Guido Gagliardi.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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