Monte Rosa, Cima di Jazzi (m.3804) - via Normale

Monte Rosa, Cima di Jazzi (m.3804) - via Normale

Dettagli

  • Attacco: dalla frazione Pecetto di Macugnaga raggiungere l'ex rifugio Eugenio Sella (m.3029). Dal grande parcheggio della seggiovia ci si incammina seguendo la pista da sci che costeggia in parte la traiettoria della seggiovia. In corrispondenza di un bivio si devia a destra attraversando il torrente. Il sentiero si fa più ripido e, attraversato un ponticello in una gola, raggiungiamo i prati soprastanti dove ulteriori cartelli segnalano la direzione per il rifugio. Il percorso continua verso destra su evidente sentiero fino a raggiungere la morena. Si prosegue sul sentiero passando al di sotto dell'impressionante "triangolo" della cima di Jazzi, fino a raggiungere un nevaio (più o meno abbondante a seconda della stagione!). Lo si attraversa in diagonale verso destra sino a raggiungere uno sperone roccioso dalla parte opposta (ometti). Si risale integralmente lo sperone seguendo la traccia e in poco si raggiunge il rifugio Eugenio Sella (dislivello m.1667, ore 5 circa). Volendo è possibile risparmiare tempo e fatica prendendo la seggiovia da Pecetto fino al Belvedere (m.1914). Il Sella da anni non è più gestito e si presenta quindi come un bivacco. E' presente gas, stufa, stoviglie, acqua a 20 metri, circa una trentina di posti letto con coperte e cuscini. L'ambiente è stratosferico: domina la Vallanzasca, di fronte alla imponente parete est del Rosa! Bivaccare qui vale già la salita...
  • Discesa: per lo stesso itinerario, eventualmente utile qualche calata sul tratto di roccia (ottimi ancoraggi).
  • Difficoltà: PD, II/III.
  • Sviluppo: 1° giorno: m.1667; 2° giorno: m.800.
  • Attrezzatura: NDA (normale dotazione alpinistica), cordini/cordoni per ancoraggi e soste, utile un scelta di nut/friends e qualche rinvio.
  • Esposizione: est/nord.
  • Periodo consigliato: luglio-settembre.
  • Tempo salita: 3/4 ore dal rifugio.
  • Primi salitori: G.M. Sykes con Matthaus Zumtaugwald, agosto 1851.
  • Riferimenti bibliografici: Buscaini G., Monte Rosa, Guida dei Monti d'Italia C.A.I-T.C.I.
  • Cartografia:
    • Carta Nazionale Svizzera, foglio 1348, Zermatt, scala 1:25.000
    • Carta Nazionale Svizzera, foglio 294, Gressoney, scala 1:50.000
  • Relazione: dal rifugio Sella si sale direttamente a destra per ripide rocce rotte per un centinaio di metri (I) raggiungendo un dosso al margine del ghiacciaio soprastante. Quest'ultimo è anche raggiungibile più velocemente risalendo il ripido canale di ghiaccio/neve (max 50°) posto una cinquantina di metri a sinistra del rifugio (faccia a monte). Da qui si risale integralmente verso sinistra tutto il ripido nevaio che fiancheggia a destra una costola rocciosa. Giungi al colle ci si dirige verso destra in direzione della costola. Da qui risalire integralmente la costola superando il passaggio obbligato del caminetto (II+) e più sopra per sfasciumi e rocce rotte fino a giungere alla base di una paretina (è il passo Jacchini) con catena attrezzata. Oppure è possibile risalire integralmente il ripido canale nevoso a destra della costola rocciosa fino al suo termine, dove è evidente la catena. Si risale la ripida placca iniziale (catena) fino a raggiungere due cenge che si seguono verso sinistra per una trentina di metri (qualche spit con cordone per le soste). Si supera un canalino ben appigliato (II) e si prosegue leggermente verso destra fino a una placca (II/III, cordone). Si traversa a sinistra tutta la placca (II). Da qui ancora verso sinistra fino ad un terrazzo (II), dal quale si raggiunge la spalletta nevosa del passo del Nuovo Weissor (m.3498; ore 1h30/2h00). Dai pressi della sella si procede verso ovest su ghiacciaio pianeggiante e in leggera discesa, lasciandosi sulla sinistra la zona di seracchi. Si piega poi leggermente a sinistra e con percorso non obbligato si risale tutto il dosso nord/ovest (qualche crepaccio nascosto) fino alla cima con croce di vetta (ore 3h00/4h00).
  • Note: ascensione molto bella e varia, con passaggi di misto interessanti e divertenti. La cima di Jazzi è spesso dimenticata poichè non raggiunge la famigerata quota "4000", ma non per questo è meno interessante. L'ambiente è galattico e il panorama dalla cima particolarmente esteso e rinomato!
  • Aggiornamento: relazione a cura di Christian Orlandelli, da un'ascensione effettuata il 19 Luglio 2009.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.