Gruppo del Monte Rosa, Punta Parrot (m.4436) - via degli Italiani, crestone sud-est
Dettagli
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Avvicinamento:
alla Capanna Gugliermina: raggiungere Alagna Valsesia, superare l'ampio parcheggio sulla sx (bagni pubblici), svoltare la prima a dx, proseguire per circa 500 metri e raggiungere un ampio parcheggio appena prima di un silos di colore bianco. Da qui parte un servizio di bus navetta per il parcheggio dell'Acqua Bianca a quota 1500 metri (euro 2,00 a persona). Salire il sentiero di grossi ciotoli fino ad un bivio posto in prossimità della cascata del fiume Sesia, seguire l'indicazione per il giardino botanico, oltrepassare una radura, giunti ad un bivio prendere il sentiero che scende a sx, superare il ponte sul fiume Sesia e raggiungere l'ampia radura antistante il rifugio Pastore a 1575 metri di quota. (0h15)
Per chi non volesse usufruire del servizio navetta è possibile salire al rifugio Pastore senza passare dall'Acqua Bianca imboccando il sentiero che parte un centinaio di metri a monte del parcheggio. (0h45)
Esistono tre possibilità per raggiungere la capanna Gugliermina:- per il rifugio Crespi Calderini
- per l'Alpe Pile
- per il sentiero che porta al rifugio Barba Ferrero
Ogni itinerario prevede il guado di uno o più torrenti con portata d'acqua variabile in base alle condizioni dello scioglimento delle nevi e dei ghiacci. L'obbiettivo è raggiungere la base della morena a schiena di mulo situata tra i ghiacciai delle Piode e del Sesia senza bagnarsi troppo, proseguendo poi su un itinerario comune fino alla capanna Gugliermina, posta alla base del crestone Sud-Est della Punta Parrot a quota m.3212.
Per il rifugio Crespi Calderini (itinerario da noi seguito): dalla radura antistante il rifugio seguire il sentiero che sale a sx del fiume Sesia, attraversare il torrente Bors allo sbocco del vallone delle Pisse a 1706 metri di quota, deviare a sx e salire il ripido sentiero a destra del torrente che porta alle baite dell'alpe Bors, superarle e raggiungere il rifugio Crespi Calderini a quota 1836 metri. (0h45)
Salire il dosso morenico a monte del rifugio e raggiungere il Belvedere a quota 1895 metri (un ottimo punto panoramico sulla parete Sud del Monte Rosa). Proseguire sulla sommità della morena erbosa fino ad una piccola baita. (1h30).
La Guida dei Monti d'Italia C.A.I.-T.C.I. – Monte Rosa di Gino Buscaini consiglia di scendere nel vallone del Sesia, attraversare i torrenti e raggiungere la base della morena. Noi abbiamo optato per attraversare i torrenti senza perdere quota e raggiungere la morena a schiena di mulo a circa metà del suo sviluppo a 2600 metri di quota. Dalla baita seguire il sentiero inoltrandosi nella vegetazione, scendere qualche metro e superare senza problemi il primo torrente, proseguire tagliando orizzontalmente a dx il pendio, in breve raggiungere il torrente successivo, superato il quale è necessario trovare il percorso migliore tra massi e grossi cespugli prestando molta attenzione ai profondi buchi nascosti dalla vegetazione, attraversare gli ultimi due torrenti e salire sulla sommità del dosso per un vago canale erboso. Proseguire salendo senza percorso obbligato fino a raggiungere una cascata formata dal torrente proveniente dal ghiacciaio delle Piode, ora traversare in direzione della morena compiendo un ampio giro sulla sx, rimontare l'ultima ripida scarpata di erba e massi instabili e raggiungere la sommità del crestone morenico a quota 2600 metri. (3h00)
Proseguire sul filo di cresta fino ad una zona detritica a quota 2850 metri, piegare a sx (bolli segnavia bianco e rossi e frecce di colore giallo), attraversare un canalino di rocce instabili e raggiungere il cengione detritico sovrastante il ghiacciaio delle Piode. Seguire il percorso indicato dai bolli segnavia facendo attenzione a qualche tratto esposto sulla sinistra verso il ghiacciaio, portarsi all'estremità sx del cengione alla base di un canalino roccioso attrezzato con cavi d'acciaio. (4h00)
Superare il breve tratto attrezzato e portarsi alla base di un pendio di sfasciumi o neve in base alle condizioni. Salire il pendio fino alla base della parete rocciosa successiva, traversare a dx su placche abbattute (qualche corda fissa), oltrepassare la sosta di partenza di una via (spit con cordino e targhetta) e continuare la traversata seguendo il percorso indicato da grossi ometti di pietre fino ad una cresta rocciosa. Salire sulla cresta, superare qualche tratto attrezzato fino ad una successione di placche attrezzate molto abbattute da salire prima verso dx e poi a sx che conducono poco sotto al rifugio (non ancora visibile). Salire verso sx (molti bolli segnavia) e raggiungere la capanna Gugliermina a quota 3212 metri. (5h30)
Il rifugio è incustodito, può ospitare fino ad un massimo di 12 persone, la cucina è dotata di fornelli a gas, pentole, piatti, posate e bicchieri in plastica ed una piccola scorta di alimenti per i casi di emergenza; per l'acqua è necessario salire ad un piccolo nevaio poco a monte del rifugio.
Per l'Alpe Pile: seguire come l'itinerario precedente il sentiero che sale a sx del fiume Sesia, lasciare a sx la deviazione per il rifugio Crespi Calderini e proseguire per radure e cespugli fino al torrente che proviene dal ghiacciaio delle Piode, attraversarlo su un ponte improvvisato da un grosso tronco e successivamente per tracce di sentiero raggiungere la base della morena a quota 2200 metri, salire sulla sommità, percorrerla interamente e proseguire come per l'itinerario precedente. (6h00 per la capanna Gugliermina)
Per il sentiero che porta al rifugio Barba Ferrero: attraversare il ponte sul fiume Sesia e seguire il sentiero per il rifugio Barba Ferrero fino a quota 2200 metri, deviare a sx per tracce di sentiero ed attraversare il fiume Sesia su un ponticello di tronchi precario e non sempre presente, raggiungere la base della morena salire sulla sommità, percorrerla interamente e proseguire come per l'itinerario precedente. (6h00 per la capanna Gugliermina) -
Discesa:
dalla vetta scendere per la cresta affilata della via normale, raggiungere l'evidente traccia che sale alla Punta Gnifetti, scendere per dolci pendii, lasciando sulla sinistra il Cristo delle Vette al Balmenhorn, giungere in prossimità del rifugio Gnifetti (m.3611), lasciarlo sulla dx e continuare la discesa tendendo a sx fino ad un dosso detritico. Poco più a monte del rifugio Mantova vicino ad una piccola Croce, parte un itinerario attrezzato con corde fisse che seguito in discesa conduce sul ghiacciaio di Indren. Giunti sul ghiacciaio effettuare un ampio giro a sx per evitare le zone crepacciate e raggiungere in breve la stazione a monte dell'impianto Funifor di Punta Indren a quota m.3275 (2h00)
Nota bene: acquistare solo il biglietto per la discesa al Passo dei Salati di circa euro 8,00 cad. (impianto in gestione alla società valle di Gressoney), per acquistare i biglietti dei successivi due impianti che riportano ad Alagna Valsesia rivolgersi ai gestori del bar nella stazione del Passo dei Salati.
Giunti alla stazione di partenza della telecabina a monte dell'abitato di Alagna, scendere tra le case fino ad un bivio, svoltare a sx e percorrere in salita la strada asfaltata che porta al parcheggio. (Calcolare almeno 0h20) - Difficoltà: AD+, passi di III su cresta, pendio finale su neve e ghiaccio a 45°.
- Sviluppo: 1700 metri per la capanna Gugliermina dal parcheggio dell'Acqua Bianca. 1200 metri dal rifugio alla vetta, per un dislivello complessivo di 2900 metri.
- Attrezzatura: normale dotazione alpinistica, basta una piccozza.
- Esposizione: sud-est.
- Periodo consigliato: da luglio a metà agosto.
- Tempo salita: 5h00 dal rifugio Gugliermina.
- Primi salitori: Ettore Canzio e Giuseppe Lampugnani con Giuseppe Gugliermina, 18 luglio 1906.
- Riferimenti bibliografici: Buscaini G., Monte Rosa, Guida dei Monti d'Italia C.A.I.-T.C.I.
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Cartografia:
- Kompass n° 88 1:50.000 - Monte Rosa
- Michabel - Zermatt-Sass Fee-Macugnaga - 1:50.000
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Relazione:
attaccare il crestone dietro al rifugio seguendo le frecce e i bolli segnavia (lettera "P"), dopo un breve canale di roccette instabili riportarsi sul filo di cresta salendo verso sx fino alla base di uno sperone roccioso, salirlo direttamente per un vago diedro-canale (passo di III) oppure aggirarlo sulla sinistra con minori difficoltà per una serie di placche lisce piuttosto abbattute. Proseguire su ampia cresta di sfasciumi (ometti di pietre e picchetti di legno) e raggiungere l'estremità orientale del ghiacciaio delle Piode a quota m.3650 (passi di I e II). Da questa posizione è visibile interamente il crestone successivo. Salire il dosso nevoso e portarsi sulla verticale della cresta, salire un breve pendio ghiacciato a 40°, superare la terminale e riportarsi sulle rocce. (2h00)
Variante d'attacco al crestone successivo al ghiacciaio delle Piode: superata la terminale, anzichè proseguire in verticale per delle placche rocciose coperte da detriti instabili abbiamo optato per effettuare una variante, attaccando la cresta un po' più a destra, sotto ad una zona di rocce chiare. L'intenzione era di aggirare il primo tratto che abbiamo valutato troppo pericoloso, a causa dello scarso innevamento, anche la nostra variante non si è rivelata la via più sicura. Rimontato un gradino roccioso appena oltre la terminale abbiamo traversato a destra per qualche metro fino alla base di una fessura diedro, dopo aver scalato la fessura friabile abbiamo effettuato un traverso da incubo verso sx su rocce marce fino ad una piccola cengia alla base di un diedro. Da qui con un tiro di corda di circa 30 metri abbiamo guadagnato nuovamente il crestone (diedro con passaggio iniziale strapiombante, poi fessura ed infine gradoni; utilizzati 2 friend medi, un chiodo di sosta lasciato, difficoltà IV e III).
Proseguire sulla cresta che salendo diventa sempre più affilata, superare una zona di grossi massi di roccia chiara, continuare poi sul filo di una breve crestina, salire successivamente un ampio pendio di rocce e neve ed infine raggiungere la base del pendio nevoso terminale a quota 4100 metri. (4h00)
Traversare diagonalmente a sx per circa 80 metri e portarsi alla base dei canalini di uscita. Salire per rocce, neve o ghiaccio con una pendenza costante di 45° collegando una serie di piccoli canali nevosi formati da delle costole rocciose superficiali (pericolo di caduta sassi). Proseguire infine sul pendio finale di neve e ghiaccio che porta sulla cresta sommitale, continuare poi sulla breve crestina nevosa e raggiungere la vetta. (5h00) - Note: salita interessante e completa che alterna tratti di cresta rocciosa e pendii nevosi. Ambiente solitario e panorami incredibili nel cuore profondo della parete Sud del Monte Rosa. Ascensione a torto poco frequentata, forse per via della qualità della roccia, non molto buona, a tratti pericolosa con poco innevamento. Pertanto è consigliabile informarsi sulle condizioni dell'itinerario chiamando il rifugio Pastore (tel. 0163.91.220) o l'ufficio Guide di Alagna Valsesia (tel. 0163.91.310).
- Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin, da un'ascensione effettuata con Isidoro Castelli il 29 agosto 2010.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.