Salbitschijen, Zwillingsturm (m.2920) - via Niedermann

Salbitschijen, Zwillingsturm (m.2920) - via Niedermann

Dettagli

  • Accesso stradale: dall’Italia occorre andare in Svizzera e attraversare il tunnel del Gottardo verso nord.
    Al suo termine prendere subito la prima uscita per Andermatt. Seguire poi le indicazioni per Goschenen, entrando così nella Goscheneralptal. Si segue la strada e si passano alcune case, fino ad arrivare ad un parcheggio sterrato a sinistra, di fronte ad un bosco con palina indicatrice (indicazioni per Salbithutte), a circa m.1195 di altitudine.
  • Avvicinamento: seguire il sentiero per la Salbithutte, molto ripido. Si arriva ad una prima baita e si continua fino al rifugio. (1h30/2h00)
    Dal rifugio proseguire per sentiero verso l'evidente parete. Il sentiero scende un dosso e poi continua verso il Biwac (bivacco sotto la I torre della cresta ovest). Non seguire tutto il sentiero per il Biwac, ma individuare le tracce che salgono un pendio verso la cresta sud. Traversare poi a destra verso la base della parete. Sotto un grande sasso con segnalazioni rosse, si trova una piccozza che può essere usata in caso di bisogno per arrivare all’attacco (circa 1h00 dalla Salbithutte).
  • Attacco: si trova sulla sinistra della parete, in corrispondenza di un diedro-canale con facili roccette, sotto la direttiva di un diedro più in alto con un evidente masso piatto appoggiato orizzontale a formare una specie di ponte naturale.
  • Discesa: si effettua genericamente in doppia sulla via Jimmy. Attenzione però al pericolo di incastro delle corde! Indicazioni faccia a monte.
    Partendo dall’anellone di calata di fianco al contenitore con il libro di vetta:
    1. in uno splendido diedro (via Villiger) fino ad un anellone poco sotto un terrazzino con massi, in comune con Jimmy, circa 30 metri;
    2. in placca fino ad un anellone leggermente verso destra, sosta in comune di Villiger e Jimmy, circa 30 metri;
    3. sulle placche, fino ad un altro anellone di calata, circa 30 metri;
    4. andando verso un canale-diedro a destra, dove si trova l’anellone di calata, circa 30 metri;
    5. leggermente verso destra, evitando di stare nel canale con molte lame. Sosta su anellone di calata, circa 30 metri. Da qui abbiamo seguito un'altra serie di calate, su fix con barra d'acciaio che li collega:
    6. dritto cercando di stare su un risalto (o lo si aggira alla sua destra) e arrivando ad una cengia erbosa dove si trova una freccia bianca. Un metro sotto si trova la sosta, circa 30 metri;
    7. dritto fino alla sosta, tra terrazze erbose, circa 50 metri;
    8. dritto alla sosta, circa 30 metri;
    9. fino alla base, circa 55 metri (possibile fare una calata intermedia, nel caso ci fosse il nevaio da superare).
    I metri indicati per le doppie sono solo indicativi, fare attenzione a individuare le soste.
    In alternativa è possibile continuare per la cresta sud, raggiungere la vetta del Salbitschijen e scendere per la via normale.
  • Difficoltà: VI. Proteggibilità: R2-3.
  • Sviluppo: circa 450 metri.
  • Attrezzatura: portare una serie di friend fino al n° 3 BD. Soste attrezzate su anelloni o fix. Sui tiri presenti fix e pochissimi chiodi.
    Piccozza e ramponi a seconda della stagione e delle condizioni di innevamento. All’attacco spesso si trova un nevaio che può dare dei problemi.
  • Esposizione: sud-est.
  • Tipo di roccia: granito di ottima qualità.
  • Periodo consigliato: estate, autunno.
  • Tempo salita: 5h00.
  • Primi salitori: Max Niedermann e Franz Anderruthi, 1956.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, III, 20 metri: salire per canale-diedro con facili passaggi, fino ad un pulpito dove a destra si trova la sosta. E' possibile eventualmente continuare per il tiro successivo, ma fare molta attenzione agli attriti.
  • Lunghezza 2, V, passo di VI, 40 metri: su per un tratto ripido, per lame e diedrini, fino ad arrivare ad una zona abbattuta prima di un canale, dove si sosta a destra su anellone.
  • Lunghezza 3, V, 50 metri: proseguire nel canale roccioso e passare sotto il caratteristico masso sospeso. Poco dopo si sosta.
  • Lunghezza 4, IV, 50 metri: continuare sulle placche a destra del canale (fix) e poi per dei risalti, sempre poco a destra del canale.
  • Lunghezza 5, III, V, 45 metri: salire per balze erbose a sinistra, fino a raggiungere la parete. Salire per diedro un po' erboso fino alla sosta a sinistra.
  • Lunghezza 6, V, 35 metri: su per placca, per poi spostarsi a destra a raggiungere un diedro. Si sale la fessura alla sua destra e si arriva poco dopo in sosta, alla base di un diedro.
  • Lunghezza 7, VI, 40 metri: salire per diedro e poi rocce alla sua destra.
  • Lunghezza 8, VI, 45 metri: su per diedro impegnativo, fino alla sosta a sinistra su buona cengia rocciosa.
  • Lunghezza 9, VI, 40 metri: traversare a sinistra in placca ed entrare in un ripido canale roccioso caratterizzato da due diedri. Fix in centro, salire a destra o sinistra. Noi abbiamo optato a sinistra. Sosta al termine del canale.
  • Lunghezza 10, V, 25 metri: su per lame e diedro, fin sotto una caratteristica grossa lama.
  • Lunghezza 11, VI, 30 metri: salire verso la lama, e poi entrare nel camino che forma con la parete. Si sale un po' in opposizione, aiutandosi dove è stretto con la lama. Al termine non continuare per diedro, ma in corrispondenza di una vecchia sosta a chiodi traversare a sinistra su lista rocciosa. Ora salire un breve diedro con fessura (chiodo vecchio alla base) e al termine arrivare a sinistra in sosta.
  • Lunghezza 12, VI, 30 metri: salire per parete seguendo delle lame e un diedro.
  • Lunghezza 13, V, 25 metri: su per breve parete a sinistra, traversando poi a destra a raggiungere rocce facili. Si arriva nei pressi della cima, si scende ad un intaglio e si sale poco dopo ad un pulpito dove si sosta nei pressi del contenitore del libro di via.
  • Note: la lunghezza dei tiri è indicativa.
    Splendida via classica, mai troppo difficile ma da non sottovalutare. Alcuni tiri iniziali sono un po' erbosi e discontinui purtroppo, ma i restanti meritano la via!
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione dell'8 settembre 2018 con Susanna Martinelli e Olindo Fioretto.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.
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