Salbitschijen - via Cresta Sud

Salbitschijen - via Cresta Sud

Dettagli

  • Accesso stradale: dall'Italia occorre andare in Svizzera e attraversare il tunnel del Gottardo verso nord. Al suo termine prendere subito la prima uscita per Andermatt. Seguire poi le indicazioni per Goschenen, entrando così nella Goscheneralptal. Si segue la strada e si passano alcune case, fino ad arrivare ad un parcheggio sterrato a sx, di fronte ad un bosco con palina indicatrice (indicazioni per Salbithutte), circa 1195 metri.
  • Avvicinamento: seguire il sentiero per la Salbithutte, molto ripido. Si arriva ad una prima baita e si continua fino al rifugio. (2h00)
    Dal rifugio proseguire per sentiero verso l'evidente parete. Il sentiero scende un dosso e poi continua verso il Biwac (bivacco sotto la I torre della cresta ovest). Non continuare verso il Biwac, ma quando le tracce salgono un pendio verso la cresta sud, seguire quelle. Si arriva alla base di un ripido canale terroso-erboso, che deve essere risalito, stando spesso su roccette sul lato dx (segni di vernice, qualche breve tratto attrezzato). Si arriva così ad un bell'altopiano e le tracce portano all'attacco della via, in una zona di rocce facili (circa 1h dalla Salbithutte).
  • Attacco: alla base di un diedro inclinato, con visibile un fix sulla faccia dx.
  • Discesa: dall'ultima sosta si prosegue con attenzione per facili roccette verso sx, faccia a nord, fino ad incontrare dei bolli rossi che indicano la discesa. Se si deve andare alla Fiamma invece si continua ancora fino alla sua base e poi si torna verso questi bolli rossi.
    I bolli fanno seguire dei tratti rocciosi e sfasciumi sul versante nord, anche esposti (alcuni tratti attrezzati con funi metalliche), tendenzialmente verso dx faccia a monte, scendendo gradatamente verso il grande canale che ci si trova di fronte, fino ad arrivare ad esso quasi in prossimità dell'inizio di un tratto ripido ma tracciato (sentiero), che porta alla base del canale e proprio alla fine traversa il torrente verso sx. Ora seguendo il sentiero si raggiunge di nuovo il rifugio.
    Attenzione alle condizioni delle roccette: in caso di neve si trovano parecchi tratti esposti e non banali.
    Il tempo della discesa al rifugio dipende dalle condizioni trovate, comunque per sicurezza calcolare circa 2h00.
    Possono tornare utili piccozza e ramponi a inizio stagione.
  • Difficoltà: V+, un passaggio VI+ o A0.
  • Sviluppo: 600 metri.
  • Attrezzatura: serie di friends fino al n°2-3 Camalot, 10 rinvii. Soste attrezzate con fix. Sui tiri presenti alcuni fix.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: granito di ottima qualità.
  • Periodo consigliato: estate, autunno.
  • Tempo salita: 7h00
  • Primi salitori: O.Amstad , A.Amstad, 1935
  • Riferimenti bibliografici: Jurg Von Kanel, Plaisir Ost, ediz. Filidor
  • Relazione
  • Lunghezza 1, IV, 30 metri: salire per placchetta a sx del diedro (fix non visibile sopra lo spigoletto, non seguire il fix in alto sulla faccia dx del diedro) e proseguire su tratto erboso e roccette fino alla sosta, verso dx ad una ballatoio.
  • Lunghezza 2, IV+, 30 metri: salire una bella placca di aderenza e proseguire lungo un diedrino fino alla sosta.
  • Lunghezza 3, V+, 40 metri: salire sopra la sosta per fessure fino ad uno strapiombo da superare direttamente. Si continua più facilmente fino alla sosta alla base di una placca.
  • Lunghezza 4, V, 35 metri: superare direttamente un muretto, poi raggiungere la base della successiva parete fessurata. Salire la fessura con passaggio delicato e traversare al suo termine verso sinistra. Sostare poco oltre.
  • Lunghezza 5, IV, 45 metri: traversare a dx seguendo un piano inclinato con fessurina, fino ad arrivare ad un caratteristico torrione. Si traversa alla sua base camminando, fino alla sosta dietro lo spigolo. Si è in vetta allo Salbitzahn.
    Ora calarsi sul lato ovest, o sullo spigolo, con una breve doppia. Risalire poi brevemente per roccette ed erba dalla forcella (Zahnscharte) alla base del successivo salto della cresta, dove si trova la sosta.
  • Lunghezza 6, IV+, 40 metri: rimanendo a sinistra del filo di cresta scalare alcune rocce facili che conducono ad una forcella; traversare sul versante Est e percorrere orizzontalmente una bella placca tecnica di aderenza. Sostare poco sopra.
  • Lunghezza 7, V+, 40 metri: salire per belle fessure e lame, quindi si entra in un diedro a dx, da risalire fino ad un in taglio. Qui si sale sulla placca a dx con lame e si arriva ad una comoda sosta.
  • Lunghezza 8, V+, 30 metri: superare un facile dosso, quindi contornare a sx una piccola torre e raggiungere il seguente bel salto della cresta. Si seguono a sx delle fessure ed una lama, arrivando in sosta.
  • Lunghezza 9, V, 30 metri: salire per fessura a sx del successivo torrione, quindi per roccette più verticali a dx e lame. Non fermarsi alla prima sosta che si trova, ma proseguire per il primo diedrino con fessurina a sx della sosta, fino ad arrivare ad una comoda sosta.
  • Lunghezza 10, IV+, VI+ o V+ e A0, 40 metri: tiro chiave della via. Raggiungere una forcella superando il muretto sopra la sosta e poi arrampicando in discesa per facili roccette.
    Rimontare il muro successivo fino ad arrivare ad una lama a sx; salire ancora qualche metro tenendo la lama e traversare verso sinistra all'interno di un diedro fessurato. Risalirlo, con un passo difficile in mezzo e poi per roccette più facili, fino alla sosta.
  • Lunghezza 11, V-, 35 metri: andare a sx e procedere per rocce articolate, fino ad un diedro da salire, uscendone a dx ad una placca con lame che porta alla sosta su terrazzino, un fix da rinforzare.
  • Lunghezza 12, V, 45 metri: risalire poco sopra la sosta, scendere brevemente ad una forcella e spaccare alla parete successiva, per salire direttamente una bella torre rocciosa. Arrivati ad un fix con cordino si traversa a sx, senza arrivare alla sommità della torre, si contorna la torre e si risale la successiva parete, per diedro e fessure, fino alla sosta sulla cima del Plattenturm.
    Si traversa in cresta a dx con un brevissimo tiro (IV), fino a raggiungere la sosta di calata.
    Ci si cala sul versante nord, fino ad una sosta nell'intaglio tra il Plattenturm e lo Zwillingsturm.
  • Lunghezza 13, IV+, 30 metri: risalire lo spigolo meridionale della Zwillingsturm per lame; traversare poi a destra fino ad una sosta ad anellone posta su placca.
  • Lunghezza 14, IV+, un passo di V, 25 metri: salire per il muro sopra la sosta, sfruttando delle lame a sx, per poi traversare delicatamente a dx verso una zona di rocce facili. Si prosegue ora sul lato dx di un torrioncino, si tralascia una sosta e dopo un breve intaglio si raggiunge una sosta con libro di via. Si può proseguire direttamente qualche metro per trovare la sosta con anello di calata. (25 metri, IV+, un passo V).
    Fare una doppia fino alla base della Zwillingsturm, versante Nord, aggirando a sx la torre successiva. Raggiungere l'ampio terrazzo sotto la parete terminale.
  • Lunghezza 15, IV-, 30 metri: salire per placca, stando vicini ad una specie di spigolo, fino alla comoda sosta.
  • Lunghezza 16, V+, 35 metri: salire per la fessura che parte a sx della sosta, fino ad una zona abbattuta dove occorre andare leggermente a sx per sostare su buona cengia.
  • Lunghezza 17, V+, 40 metri: traversare a sx per cengia e facili rocce, fino ad arrivare sotto due fessure-lame parallele, da seguire fino ad arrivare al terrazzino sommitale al termine della via (40 metri, V+).
    Da qui proseguire verso sx, faccia a nord, seguendo delle roccette poco sotto il filo di cresta. Si incontrano dei bolli rossi che indicano la discesa. Se invece si vuole salire sulla Fiamma, l'ago terminale che costituisce la punta più alta del Salbitschijen, continuare fino a passare sotto un grosso masso e da lì andare a sx fino alla base dell'ago, sosta sul lato sud (I/II).
  • Lunghezza 18, IV+, 10 metri, FIAMMA: salire tenendo il lato destro; prima per placca e poi, con passaggio tecnico, tenere la lama e raggiungere la cima, un solo chiodo intermedio.
  • Note: la lunghezza dei tiri è indicativa.
    Bellissima salita, molto remunerativa per l'ambiente e la bellezza della scalata. Occorre tenere presente che è molto frequentata.
    Anche se i gradi non sono alti, non sottovalutarla e considerare anche la discesa non banale, a seconda delle condizioni (noi l'abbiamo trovata delicata, molto sporca di neve).
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori e Susanna Duracel Martinelli, da una ripetizione del 27 settembre 2014 con Olindo Olly Fioretto e Pierfranco Ciccio Semeraro.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.