Monte San Martino (m.1046), Parete Rossa - via Alto Lario
Dettagli
- Accesso stradale: dalla città di Lecco individuare la via Santo Stefano (non distante dalla Chiesa dei Cappuccini). Arrivare ad una piccola salita dopo la quale sulla dx c'è un cancellone ed un passaggio pedonale.
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Avvicinamento:
seguire il sentiero (segnavia 53 Sentiero dei Pizzetti), che dopo un po' si allarga a sterrato, segue verso sx la rete para-massi e poi ritorna a dx. Si trova poi un sentiero che sale decisamente a sx, da seguire. Continuare fino al bivio che porta alla svolta a sx per il canalino dei Pizzetti. Da lì non seguire quella svolta, ma continuare per il sentiero di dx per Rancio. Seguirlo fino ad un bivio, segnalato da scritte e frecce in vernice su un masso (poco visibile venendo da quella direzione, scritta piccola in vernice blu via Franchino), salire a sx per traccia di sentiero, ad un successivo bivio (scritta via Franchino) tenere la dx e portarsi in prossimità della parete dove è presente una vecchia corda fissa che permette di superare lo zoccolo erboso basale (si tratta di un canale erboso e umido). La corda fissa porta ad una cengia.
Prestare attenzione ad alcuni tratti molto usurati della corda, meglio salire in cordata. (0h30) - Attacco: al termine della corda fissa in prossimità di una fessura diagonale che sale verso sx. Qualche metro a dx attacca la via Franchino.
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Discesa:
prendere il sentiero che scende a dx (faccia a monte), verso Rancio, fino alla rete para-massi e Madonnina. Continuare fino al sentierino con scalini di cemento che scende verso Rancio, non scendere ma aggirare la rete para-massi. Si trova un sentiero meno marcato da seguire lungamente (attenzione, in alcuni punti poco evidente) e che ripassa per la zona con frana e riporta alla macchina. (1h00)
Possibile secondo altre relazioni scendere in doppia sulla via, rinviando le corde in alcuni punti. Soluzione non verificata e sconsigliabile. - Difficoltà: 6c e A1 (6b obbligato).
- Sviluppo: 270 metri.
- Attrezzatura: in via spit-fix distanziati. Soste su due fix collegati da catena e maillon di calata, alcune soste nella parte alta sono su due fix da collegare. Portare 17 rinvii, friend, nut medi e piccoli, necessari fiffi ed una staffa. Utilizzare due corde da 60 metri per l'eventuale discesa in doppia dalla via.
- Esposizione: sud-est.
- Tipo di roccia: calcare, molto compatto ma con zone ancora da ripulire e presenza di alcuni massi e lame poco affidabili.
- Periodo consigliato: primavera, autunno ed inverno (in giornate soleggiate e poco ventose). Troppo caldo in estate.
- Tempo salita: 6h00/7h00.
- Primi salitori: Paolo Vitali e Sonja Brambati in più riprese, terminata il 19/10/1996.
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Riferimenti bibliografici:
- Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
- Pesci E., Arrampicate sportive e moderne fra Lecco e Como, Edizioni Versante Sud
- Cartografia: Kompass n° 105: Lecco-Valle Brembana
- Relazione
- Lunghezza 1, 6a+ e A0, oppure 6b+, 35 metri: salire in diagonale verso sx, sfruttando una rampa e poi una lama-fessura (1 fix poco dopo l'inizio della lama, sotto di essa su una placca), quindi dopo alcune roccette erbose arrivare alla base di un bel muro verticale con piccole tacche, a sx di un vago diedro. Salire il muro direttamente (diversi fix) e arrivare ad uno strapiombino da cui si esce a dx, sfruttando una lametta non visibile. Sosta poco dopo.
- Lunghezza 2, 6b e A0 oppure 6c, 40 metri: spostarsi a sx su placca, superare una zona in leggero strapiombo e poi traversare a dx su esile scaglia friabile, superare una pancetta strapiombante su piccole ed esili tacchette e prendere sulla dx una lama arrotondata, con una bella dulfer raggiungere la sosta posizionata sotto un marcato strapiombo. Passi obbligatori su piccole liste orizzontali tra le protezioni, allucinante! (A dx della sosta c'è un marcato tetto sotto cui passa la via Franchino).
- Lunghezza 3, 6a+ e A1 oppure 6b e A1, 25 metri: salire lo strapiombo. Alcuni bei passaggi su canne verticali. Si seguono i fix che poi vanno a dx e salgono ad una placca compatta con piccole scaglie, si esce quindi su placca più abbattuta e si arriva in sosta.
- Lunghezza 4, 6a+ e A0 oppure 6b, 25 metri: traversare a dx su placca sporca fino al primo fix, successivamente in verticale su placca bianca impegnativa fino alla sosta, posizionata sopra un lamone staccato dalla parete.
- Lunghezza 5, 6b obbligato, 15 metri: traversare a dx, prendere un'esile scaglia precaria appoggiata alla parete (utile posizionare un nut piccolo in una fessurina verticale appena oltre la scaglia), traversare scendendo fino ad una piccola clessidra attrezzata con un cordino in kevlar, rinviare e proseguire a dx in orizzontale su appoggi piccoli e distanziati, portarsi sulla verticale del fix e raggiungerlo con movimenti delicati ed obbligati, ancora verso dx in leggera ascesa su piccole scaglie verticali fino al fix successivo posto in prossimità di un marcato spigolo che costituisce la faccia sinistra di un diedro. In verticale sullo spigolo per qualche metro fino a sostare su 2 fix da collegare. Ingaggioso! Noi abbiamo unito questa lunghezza con la precedente.
- Lunghezza 6, 6a, 30 metri: salire il diedro sopra la sosta (attenzione ad alcuni massi). Quando possibile uscire a sx, puntando ad un evidente ballatoio. Necessari friend per proteggersi, in loco presenti solo due fix. Noi, non vedendo la sosta, abbiamo continuato nel diedro, per finire in una zona delicata con massi mobili ed un pianta a sx. Da li abbiamo raggiunto un fix a sx del tiro seguente, su muro verticale, ed abbiamo continuato per la sosta successiva (sconsigliabile).
- Lunghezza 7, 6a+ e A0 oppure 6b, 20 metri: salire per muro verticale sopra la sosta, quindi arrivare ad una zona più facile dove si trova la sosta.
- Lunghezza 8, 5b, 20 metri: salire a sx della sosta per diedrino erboso (attenzione a qualche blocco instabile) poi in verticale per placca fessurata fino al fix non visibile prima; in verticale per stupenda placca a gocce oppure a dx per diedrino giallo. Sosta alla base di uno strapiombo molto pronunciato.
- Lunghezza 9, 6a+ e A1 oppure 6c, 25 metri: su per lo strapiombo, arrivando poi ad un diedrino più rotto. Si continua a dx, si sale ancora per strapiombo e si esce su placca. Sosta in alto a sx.
- Lunghezza 10, 6a+ e A1 oppure 6b e A1, 25 metri: si sale ancora per parete strapiombante a bombamenti, si piega leggermente a sx e poi si sale per tratto verticale. Si arriva ad una zona più ammanigliata e rotta, da cui si esce a sx per blocchi. Sosta su pianta (non abbiamo trovato la sosta).
- Continuare verso monte tra roccette, alberi, ghiaie, per circa 0h10 fino ad arrivare al sentiero che a sx porta al rifugio Piazza e a dx scende a Rancio.
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Note:
stupenda esposizione per questa via, un balcone naturale sul lago e la città.
Parete vertical-strapiombante, molto repulsiva, ma entusiasmante.
I gradi indicati sono da intendere con un buon uso di staffa e fiffi. Senza di essi e se si è di statura bassa, l'obbligato può salire notevolmente.
Via sportiva, che però impegna parecchio per la difficoltà dei passaggi e il grado obbligato.
Consigliabile, ma godibile con un buon 6c a vista (che noi non abbiamo...).
Attenzione ad alcuni tratti con roccia da ripulire e soprattutto ad alcuni comodini mobili... - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori e Simone Rossin, da un'ascensione effettuata il 3 gennaio 2013.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.