Valle del Sarca, Coste dell'Anglone (m.500 circa) - via Archangelo
Dettagli
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Accesso stradale:
autostrada MI-VE, a VR prendere per il Brennero e poi uscire a Rovereto sud. Prendere per Mori-Arco di Trento. Ad Arco passare di fronte all'entrata pedonale del centro (la si trova subito di fronte dopo aver attraversato un ponte) e prendere a dx, passando davanti al grosso parcheggio pubblico. Si tratta della strada secondaria che collega Arco a Ceniga.
Continuare lungamente sotto la parete del Colodri e per strada poi più stretta, costeggiare la vecchia chiusa sulla dx. Continuare ancora fino ad un ponte romano da attraversare per entrare in Ceniga. Poco più avanti, dopo qualche stradina tortuosa, si trova un parcheggio dove è possibile lasciare la macchina.
Si può arrivare a Ceniga anche direttamente dalla strada principale Arco-Trento. - Avvicinamento: ritornare al ponte romano e dopo di questo seguire la strada a dx, fino alla località Maso Lizzone. Da qui proseguire ancora lungamente su strada ora sterrata, costeggiando degli uliveti, fino a quando sulla sx si trova un'altra marcata strada sterrata. Seguirla brevemente; la strada si interrompe e continuare per traccia che sale quasi subito a dx verso la parete. Seguirla fino ad un bivio dove c'è una scritta che indica di seguire quella di sx per la via Archangelo. Continuare fino a trovare un altro bivio dove occorre prendere la traccia di dx. Continuare brevemente fino ad arrivare a ridosso della parete. (0h30)
- Attacco: in corrispondenza di uno strapiombo grigio con nome della via molto evidente.
- Discesa: a dx e poi dritti per evidente traccia, fino a trovare un sentiero da seguire a sx. Continuare fino ad arrivare ad una forestale da seguire a sx fino al suo termine. Da qui per sentiero (sentiero degli Scaloni) si arriva di nuovo nei pressi del ponte romano di Ceniga (alcuni tratti attrezzati facili, numerosi traversi). (0h45)
- Difficoltà: VII+ max., VI+ e A0 obbligato.
- Sviluppo: 350 metri.
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Attrezzatura:
utile qualche friend/nut per integrare le protezioni in poche zone, due mezze corde, cordini da utilizzare in sostituzione dei molti già presenti e spesso un po' consunti (dove possibile).
Le soste sono attrezzate quasi tutte con 2 fix da collegare (in un caso solo 1 fix, altra sosta con fix + chiodo). Lungo i tiri si trovano chiodi e soprattutto fix. Attenzione: presenti diversi cordoni un po' usurati dove è difficile inserire altri cordini. - Esposizione: est.
- Tipo di roccia: ottimo calcare, roccia incredibilmente bella su quasi tutta la via. Fare comunque attenzione a qualche sasso mobile in qualche zona.
- Periodo consigliato: fattibile tutto l'anno, ma in estate fa troppo caldo e in inverno occorre evitare le giornate con vento freddo.
- Tempo salita: 4h30/5h00 per l'arrampicata.
- Primi salitori: H.Grill, F.Kluckner, F.Heiss, 2006.
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Riferimenti bibliografici:
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Polidori W., Sarca Verticale, Alpine Studio Editore, 2017
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Filippi D., Pareti del Sarca, Edizioni Versante Sud
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Cartografia:
- Arco, Alp Cartoguide, n° 5, scala 1:25.000
- Kompass n° 071 - Alpi di Ledro - Valli Giudicarie, scala 1:50.000
- Relazione
- Lunghezza 1, VI: dalla scritta della via andare a sx per placchetta e poi verso un muro verticale dove si trova il primo fix, un po' in alto. Dal fix aggirare lo spigolo a sx per entrare in un bel diedro fessurato da seguire fino all'uscita in sosta (VI, verticale, alcuni fix distanti, fessura ben proteggibile con friend).
- Lunghezza 2, V+, VII o A0, VI+ o VI e A0: non andare dritti sopra la sosta, ma traversare a sx e andare a prendere una lama sotto uno strapiombo, da seguire (V+) fin sotto una placca verticale con fix da salire direttamente (A0 oppure VII), per poi andare leggermente a dx su placchetta liscia fino alla sosta su terrazzino (1 fix + albero) (VI e A0 oppure VI+).
- Lunghezza 3, V+: traversare a sx per placche lisce e un po' erbose, proteggendosi su alberi (cordoni), fino ad una placca verticale che si sale tendenzialmente a dx sfruttando delle buone tacche, fino alla sosta.
- Lunghezza 4, VI+ obbligato: traversare a dx fino ad un pilastrino da risalire. Continuare per stupenda placca e muretti a gocce salendo verso dx, scegliendo le prese migliori, fino a trovare un diedro/lama da salire verticalmente fin sotto un grosso strapiombo con canne, che si segue (cordoni nelle clessidre) fino a circa metà sviluppo, dove si trova la sosta su due clessidre con cordoni.
- Lunghezza 5, VI+ oppure VI e A0: traversare sotto lo strapiombo, fino a quando è meno accentuato e si individua uno strapiombetto più facile. Salire direttamente e poi traversare a dx per muretti fino ad una cengia con sosta.
- Lunghezza 6, VI/VI+: dritti leggermente a sx della sosta, verso un fix, quindi traversare decisamente a sx, arrivando a roccia più ammanigliata da risalire, per poi traversare a dx per diversi metri fino alla sosta.
- Lunghezza 7, VII o VI+ e A0, VI+: andare a sx verso un evidente cordone, quindi verso un'orecchia da risalire alla sua sx (VI) per poi traversare a dx (possibilità di fare sosta su due spit) verso un vago diedrino da risalire fin sotto un tetto (VII oppure VI+ e A0); traversare a sx (delicato) fino alla sosta (VI+).
- Lunghezza 8, VII o VI e A0, VI+ o VI e A0, V+: salire verso il tetto e poi traversare a sx. Salire di nuovo verso il tetto con passaggio duro (VII oppure VI e A0), quindi traversare in placca verso un diedrino da salire (VI+ oppure VI e A0) fino ad un piccolo pulpito dove si può sostare. Noi abbiamo continuato con il tiro successivo scendendo un paio di metri fino a raggiungere una lama che si segue a sx verso un tetto sotto il quale si sosta (V+).
- Lunghezza 9, VII/VII+ o A0, V+: salire verso lo strapiombo rosso sopra la sosta e vincerlo uscendone a sx (3 spit vicini, in libera VII/VII+ altrimenti A0). Usciti a sx, salire per rocce più rotte verso un albero su cui si sosta (V+).
- Lunghezza 10, III/IV+: salire in obliquo a dx cercando i punti più deboli e con tracce di passaggio, fino ad un muretto con lame che si sale per arrivare ad una cengia nel bosco con albero con cordone e libro di vetta. Presenti alcuni cordoni (III/IV+ , attenzione alla roccia).
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Note:
la via è alpinistica, anche se un po' "addomesticata" da diversi spit e cordoni. Rimane comunque impegnativa e da non sottovalutare, con qualche tratto più facile protetto lungo. Qualche possibilità di proteggersi con friend, ma non sempre.
Cercando il facile nel difficile, alcuni tiri compiono traversini, anche multipi a "zig-zag", e quindi occorre fare molta attenzione agli attriti della corda.
Roccia stupenda, soprattutto nei tiri superiori, dove la qualità è veramente sopra la media della Valle del Sarca (almeno rispetto alle vie classiche).
Consigliabile e di soddisfazione.
Attenzione: sconsiglio di traversare sotto la parete: lo scorso anno una via della parete ha subito una frana e io ho assistito ad un'altra caduta di sassi su una ulteriore via. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione del 20 marzo 2010 con Olindo Fioretto.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.