Vall del Sarca, Monte Brento (m.1535), Grande placconata - via Speranza (parete Est)

Vall del Sarca, Monte Brento (m.1535), Grande placconata - via Speranza (parete Est)

Dettagli

  • Accesso stradale: partendo dalla zona di Milano prendere l'autostrada MI-VE e a VR proseguire per il Brennero, uscendo a Rovereto sud. Prendere per Mori-Arco di Trento. Arrivati ad Arco di Trento, si passa davanti all'entrata della zona pedonale (subito dopo un ponte) e si costeggia il centro girando a sx. Si continua sulla strada dritti, evitando un cartello per Laghel, passando davanti all'ospedale, fino in fondo alla via. Al termine girare a sx e poi prendere poco dopo la prima a dx per San Giovanni. Si segue lungamente la strada, che sale molto fino a circa 1000 metri di altitudine. Quando si arriva al cartello San Giovanni, entrare nella strada sterrata a dx e parcheggiare prima di un bivio con un'altra strada sterrata (zona di villette nel bosco). (circa 0h30 in auto da Arco)
  • Avvicinamento: proseguire a piedi sulla strada sterrata a dx (la strada a sx è quella da dove si torna al termine della via). Si continua sino ad imboccare il sentiero 425 per Dro. Si prosegue fino a quando il sentiero piega decisamente a dx nel bosco. Qui non seguire il sentiero ma proseguire dritto per sterrata con bolli rossi. Si segue la strada sterrata principale, evitando alcune deviazioni a sx, fino ad arrivare in fondo ad una discesa dove bisogna andare su sterrata a sx. Continuare ancora fino a quando ci si avvicina molto al termine dell'altopiano, verso est, e si vede una freccia rossa che indica una traccia a sx da seguire. In pratica ci si trova sull'altipiano boscoso di Cima alle Coste e occorre scendere verso est.
    Si scende per tracce ripide ben marcate tra qualche albero e roccette, fino ad arrivare alla zona delicata finale dove occorre prestare attenzione per i detriti e le rocce marce presenti. Continuare ora su traccia a sx con bolli, verso l'evidente parete. (1h00 circa)
  • Attacco: al termine delle tracce, in corrispondenza di un diedrino con una "S" dipinta a pochi metri da terra.
  • Discesa: dall'uscita seguire le tracce che salgono brevemente e poi piegano a sx. Si seguono tracce ben segnate e bolli rossi, lungamente e inizialmente obliquando in salita. Si traversa a sx, si passa sotto una magnifica torre di calcare. Le tracce diventano sentiero e poi arrivano ad una strada forestale che si segue in discesa a sx, con diversi tornanti fino ad arrivare alla strada sterrata che si è seguita all'andata. (0h50 circa)
  • Difficoltà: VI e A0, qualche passo VI+ (in libera fino al VII/VII+ ?).
  • Sviluppo: 900 metri.
  • Attrezzatura: serie di friend, martello e chiodi (consigliabili per eventuali chiodi mancanti o da ribattere e nel caso si esca fuori via), due mezze corde da 60 metri.
  • Esposizione: est.
  • Tipo di roccia: calcare, con zone ottime e compatte, altre con placche un po' sporche di detrito e alcune zone decisamente friabili.
  • Periodo consigliato: dalla primavera all'autunno; di solito la via asciuga velocemente.
  • Tempo salita: 7h00/10h00.
  • Primi salitori: Heinz Grill, Florian Kluckner, 2002. Richiodata nel 2009 con alcune varianti.
  • Riferimenti bibliografici:
  • Relazione
  • Lunghezza 1, IV: salire le rocce a dx della "S" (non salire il diedro), visibile uno spit con cordone poco più in alto. Continuare per placche fino alla sosta.
  • Lunghezza 2, V: su per placche, arrivando ad una sosta su terrazzino a dx.
  • Lunghezza 3, V+: andare a sx puntando ad un chiodo in alto; si continua su muretto delicato e poi per placche ad arrivare ad una sosta sotto un grosso strapiombo.
  • Lunghezza 4, V+: salire a sx su roccia marciotta, visibile fix con cordone più in alto. Continuare dritti su roccia compatta con tratti delicati fino alla sosta che si trova traversando a sx.
  • Lunghezza 5, VI: salire, verso dx, a raggiungere placche compatte e saltini da superare direttamente fino alla sosta.
  • Lunghezza 6, V+ e A0, poi IV: sopra la sosta, per roccette erbose raggiungere uno strapiombino con fix con cordino. Superarlo e poi continuare più facilmente su rocce appoggiate più facili fino ad una grande cengia detritica. Si sale ancora leggermente verso dx per diversi metri su roccette fino alla sosta.
  • Lunghezza 7, VI/A0: non ricordo esattamente questo e il seguente tiro. Indicativamente andare a dx verso una placca compatta (chiodo visibile), quindi continuare direttamente sulla difficile placca (VI/A0), poi ancora su muro con lame e belle fessure, da seguire fino alla sosta (VI/A0).
  • Lunghezza 8, VI/A0: seguire i chiodi-fix che salgono verso dx per placca, poi prendere al termine un muretto verticale e infine traversare a dx fino alla sosta all'inizio di una rampa verso dx.
  • Lunghezza 9, IV: attraversare a dx seguendo facilmente la rampa, quindi appena lo strapiombo sovrastante termina uscirne e continuare per placca fino alla sosta.
  • Lunghezza 10, VI: salire la placca sopra la sosta, stando a dx, fino ad una magnifica rigola scavata dall'acqua da seguire, fino a quando non è possibile traversare a sx su placca delicata fino ad una evidente terrazzino con la sosta.
  • Lunghezza 11, VI: altra placca fino alla sosta dove si vede più sopra un diedro inclinato.
  • Lunghezza 12, VI/A0: salire verso un diedro sopra la sosta (cordino visibile); si arrampica sulla faccia sx del diedro (è in realtà un muro che a dx presenta una parete verticale) fino ad uscirne a dx per poi continuare dritti verso la sosta (VI/A0, sembra più facile del reale).
  • Lunghezza 13, V+, V-: su verso uno strapiombo con cordino visibile. Si esce dallo strapiombo e si sale sulla placca sovrastante, che va più facilmente verso sx, fino alla sosta.
  • Lunghezza 14, IV: salire puntando a dx verso un chiodo con cordone, salire ancora tendenzialmente verso dx e poi obliquare a sx e puntare poi dritti alla parete verticale più sopra, dove la sosta è leggermente a dx.
  • Lunghezza 15, V-, VI/A0: dalla sosta salire per roccia erbosa e da lì traversare a dx (chiodo e poi chiodo con cordone). Al termine del traverso salire leggermente a sx su roccia marcia, fino ad arrivare ad un muro compatto grigio da salire dritti e poi in traverso a dx, fino alla sosta poco più sopra.
  • Lunghezza 16, V/V+: prendere la lama sopra la sosta e seguirla verso sx, fino ad entrare in un bel diedro da salire fino all'uscita con pianta; poco a dx si trovano due fix dove sostare su cengia (V/V+, solo un cordone su clessidra, tiro da proteggere con friends).
  • Lunghezza 17, II/III, 1 passo di IV per il muretto: traversare a dx su cengetta con roccia marcia (attenzione!), si risale quindi la cengia e ci si tiene a dx per salire un muretto sopra il quale si trova la sosta.
  • Lunghezza 18, VI, A0: dalla sosta salire il muro a sx e seguire i chiodi che salgono verso sx; poi da un cordino in kevlar si sale dritto verso uno strapiombino con fix e da lì direttamente lo si supera con ultimo passo faticoso, per uscire su prato e dopo qualche metro ad un albero dove si sosta (libro di vetta).
  • Note: salita alpinistica da non sottovalutare, consigliabile solo ad alpinisti esperti che abbiano esperienza di grandi pareti, di roccia delicata-friabile e si muovano senza problemi con chiodatura lunga sui gradi medi (V/V+).
    La salita è di grande soddisfazione, anche se molti tiri sono simili, su placche compatte. Nelle zone più facili occorre fare attenzione all'orientamento, data la possibilità di andare in diverse direzioni.
    In presenza di altre cordate davanti può esserci pericolo di caduta sassi, ma un po' di pericolo c'è anche se si è soli in parete.
    Meglio non salire in parete con temperature alte, perchè è esposta al sole per circa mezza giornata.
    Dato lo sviluppo della via e alcuni tiri simili, nella relazione possono esserci degli errori; meglio consultare anche altre relazioni, seguire lo schizzo di Grill e cercare di individuare i punti dove passa la via.
    Martello e chiodi non indispensabili ma secondo me importanti da avere nel caso si esca fuori via, oppure per ribattere/sostituire chiodi (abbiamo trovato alcuni chiodi poco sicuri, attenzione!!).
    Attenzione anche al canale di discesa per arrivare all'attacco: facile ma delicato.
    La guida di Filippi non è rappresentativa della via, anche perchè Grill ha richiodato e modificato alcuni tiri nel 2009 (quindi non seguire alcune relazioni presenti in internet scritte in periodi precedenti).
    Logisticamente a S.Giovanni c'è un ristorante-bar-malga molto accogliente (ristorante bar malga San Giovanni), con due camere. Vale la pena di prenotare e dormire lì. Ottimo posto tranquillo.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione del 24 aprile 2010 con Mario Colombo.

    Nota agosto 2021: da informazioni del sito http://arrampicata-arco.com/ risulta che la via non è attualmente percorribile a causa di una frana.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.