Valle del Sarca - Monte Casale, Pilastro Giusti, I° Pilastro - via del Missile

Valle del Sarca - Monte Casale, Pilastro Giusti, I° Pilastro - via del Missile

Dettagli

  • Accesso stradale: dalla statale Arco-Trento, subito dopo il paese di Pietramurata, individuare sulla dx un ingrosso di frutta e verdura, dove è possibile parcheggiare nei pressi della recinzione (vicino al cancellone d'ingresso).
  • Avvicinamento: dalla parte opposta dell'entrata dell'ingrosso di frutta e verdura c'è una strada che gira a sx, con un cartello indicante il sentiero "Croz dei Pini". Prendere a piedi quella strada e individuare subito all'inizio (prima di una cava di sabbia), un sentiero che piega diagonalmente a dx. Seguire il sentiero, e la successiva strada forestale in cui si immette, fino alla seconda traccia di sentiero che si individua sulla sx (si trova all'incirca sotto la direttiva della parte dx del Monte Casale). Seguire la traccia, a volte poco marcata, fino ad un bivio dove si hanno due tracce. Prendere quella di dx, che traversa in piano e poi sale faticosamente e leggermente in diagonale a dx, fino allo zoccolo della parete. Seguire ancora le tracce che prima portano sopra lo zoccolo e poi lo attraversano quasi in piano verso dx, fino ad inoltrarsi nel canale boscoso d'attacco. Risalire il canale seguendo le tracce e scegliendo i punti più facili, fino a quando si nota la possibilità di traversare a sx ad una cengia (tralasciare tracce precedenti a sx che portano all'attaco di altre vie). (1h00)
    Avvicinamento facile ma delicato e a tratti esposto, attenzione!!
  • Discesa: seguire l'evidente traccia a dx (faccia a monte), fino ad un piccolo canale roccioso che è meglio non saltare. Prendere invece una traccia a sx, che scende nel canale e lo risale sul lato opposto, per prendere la prosecuzione della traccia lasciata. La traccia ora si immette in una strada forestale; seguirla fino a quando si trova una nuova traccia che piega a dx. Scendere per la nuova traccia e seguirla sempre, fino a trovare di nuovo una strada forestale ben tracciata. Ora seguire questa strada, con possibilità di evitare diversi tornanti tagliando dritto per delle tracce. Ad un certo punto si trova un cartello che indica il sentiero per Sarche. Seguire quell'indicazione fino ad arrivare alla strada asfaltata che sale a Madonna di Campiglio (parcheggio). Qui si può fare l'autostop, ma è molto consigliabile continuare per il sentiero, che passa a dx, proprio in prossimità del tornante della strada (indicazioni). Il sentiero, che diventa poi strada, passa infatti attraverso delle vigne molto suggestive, con begli scorci sul Piccolo Dain. Alla fine del sentiero ci si trova sulla strada per Arco ed in breve alla macchina. (1h30)
  • Difficoltà: VII-/VII (VI/A0).
  • Sviluppo: circa 400 metri.
  • Attrezzatura: serie completa di nut e di friends, possibilmente raddoppiare le misure medie dei friends. Eventualmente martello e chiodi per le emergenze.
  • Esposizione: sud est.
  • Periodo consigliato: tutto l'anno, probabilmente caldo in estate.
  • Tempo salita: 7h00.
  • Primi salitori: G. Stenghel, A. Baldessarini, 1981.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Polidori W., Sarca Verticale, Alpine Studio Editore, 2017

    • Filippi D., Pareti del Sarca, Edizioni Versante Sud, 2002

    • Bassi R., Arrampicare in Valle di Sarca, Edizioni Zanichelli, 1984

  • Cartografia:
    • Arco, Alp Cartoguide, n° 5, scala 1:25.000
    • Kompass n° 071 - Alpi di Ledro - Valli Giudicarie, scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, III+: dal canale salire alla cengia con un primo passo delicato, quindi fare sosta su un buon albero. Breve tiro, nessun chiodo.
  • Lunghezza 2, V+: attraversare la cengia verso sx, fino ad uno spigolo con cordone. Da quì scendere leggermente in arrampicata e appena possibile attraversare ancora a sx (roccia delicata), fino ad entrare in un grosso diedro. Risalire il diedro, superare uno strapiombino e raggiungere un comodo terrazzino con chiodo (possibilità di eseguire sosta intermedia rinforzando la sosta). Continuare per il diedro fino alla sosta su due chiodi. 1 chiodo.
  • Lunghezza 3, VI/VI+ oppure VI-/A0: dalla sosta alzarsi leggermente per poi attraversare a sx in piena parete, sfruttando per le mani una fessura orizzontale. Presenti 2 chiodi, poi un chiodo con vecchio cordino (possibile infilare nell'occhiello solo un ramo di un cordino kevlar). Da questo chiodo scendere leggermente fino ad individuare la possibilità di attraversare ancora a sx, per poi risalire ad un chiodo. Da questo chiodo salire ancora dritti ad un altro chiodo (passaggio ostico) e quindi a sx all'evidente sosta in parete (3 chiodi con cordone). E' più comodo non fermarsi qui ma salire ancora ed attraversare a dx ad un piccolo terrazzino con 1 chiodo, dove è possibile sostare previo rinforzo della sosta.
  • Lunghezza 4, VI: salire il diedro soprastante, con bella arrampicata fino alla sosta sulla dx (VI). Tiro da proteggere con friend e nuts.
  • Lunghezza 5, VII-/VII oppure VI/A0: salire ancora un diedro sopra la sosta, roccia particolarmente compatta. Dopo un primo chiodo è facile raggiungere un vecchio cordone che penzola dal chiodo successivo. Salire poi più facilmente e arrivati alla fine del diedro andare a sx su rocce più facili fino alla sosta. Non andare alla sosta poco visibile più in alto sotto i tetti, probabilmente fa parte di un'altra via.
  • Lunghezza 6, VI: salire il muretto sopra alla sosta, raggiungere un chiodo e poi salire andando tendenzialmente verso dx, a raggiungere una fessura-diedro poco pronunciata. Scalare tutto il tratto, a volte un po' strapiombante, fino a raggiungere una sosta su un terrazzino. Tiro molto continuo, poco chiodato, proteggibile abbastanza bene con nuts/friends (tranne alcune zone).
  • Lunghezza 7, V+/VI: salire nel camino soprastante, proteggendosi all'inizio su un sasso incastrato e cercando poi di incastrarsi nel camino per andare a prendere una lametta sul lato dx del camino, non visibile (passaggio scorbutico). Continuare nel camino e appena possibile sfruttare i lati esterni più ammanigliati. Verso il termine andare su rocce più facili a dx, fino a sostare sopra il camino, a sx (su albero). Possibilità di proteggersi circa a metà camino su un grosso sasso incastrato all'interno; presenza di un paio di chiodi poco visibili. Non esistono altre possibilità di proteggersi.
  • Lunghezza 8, V (1) oppure V+/VI (2): due possibilità:
    1. la via originale dalla sosta si sposta a dx su cengia fino ad un altro albero per fare sosta, sotto un diedro erboso. Salire il diedro fino ad un'altra cengia con sosta su chiodi (V). Soluzione non provata personalmente.
    2. variante diretta: dalla sosta spostarsi solo leggermente a dx su cengia e prendere un diedrino compatto (visibile un nut incastrato poco sopra); arrivare sotto ad un tettino ed obliquare a dx e poi decisamente in traverso a dx a prendere la cengia con sosta della via originale (vedi possibilità "1")(V+/VI).
  • Lunghezza 9, IV+, V+: andare a prendere il facile diedrino a sx della sosta (IV+), poi arrivare ad un diedrino più compatto a sx, da salire fino a quando non è possibile traversare a dx per fare sosta su un albero (V+). Nessun chiodo, ma proteggibile con friends.
  • Lunghezza 10: tre possibilità:
    1. salire il diedro sulla sx, a zone con delle piante, fino a sotto uno strapiombo attrezzato con corda fissa (VI?). Soluzione non provata personalmente;
    2. salire un diedro giallastro a dx di una fessura grigia. Difficoltà imprecisate, soluzione non provata personalmente;
    3. salire la fessura grigia appena a dx della sosta. Prendere inizialmente la fessura puntando ad una piantina (parete a sx scivolosa per i piedi). Continuare più facilmente fino sotto uno strapiombino, dove la fessura è marcia. Occorre sfruttare le asperità a dx della fessura (passo chiave). Continuare ancora, possibile rinviare ad un chiodo a dx fuori via (allungare molto il rinvio), quindi prendere le rocce più a sx, salire fino a dove è possibile e poi obliquare nel boschetto a dx, dove si sosta su albero. La fessura è completamente sprotetta ma proteggibile con friends (meglio avere doppie almeno le misure medie). (VI+ se non si sfruttano le protezioni veloci per la progressione). Soluzione valutata personalmente.
  • dalla sosta salire ancora il facile e breve murettino soprastante , per sbucare nel bosco (III).
  • Note: salita di stampo alpinistico da non sottovalutare. E' giudicata un "capolavoro" della valle, di grande soddisfazione. Da considerare una via "dolomitica" a tutti gli effetti, va affrontata con un adeguato allenamento sia per la chiodatura scarsa, che per la presenza di diversi tiri "fisici".
    Per tutta la via si è sospesi sopra la valle, con l'impressione di "volare" sopra vigneti e campi coltivati. In autunno è una esperienza da non perdere...
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Matteo Filippini del 29 novembre 2005.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.