Valle del Sarca, Monte Casale, I° Pilastro (Pilastro Giusti) - via Se la conosci la eviti
Dettagli
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Accesso stradale:
autostrada MI-VE, a VR prendere per il Brennero e poi uscire a Rovereto sud. Seguire per Mori-Arco di Trento. Sulla statale Arco-Trento, subito dopo il paese di Pietramurata, individuare sulla dx un ingrosso di frutta e verdura (grosso capannone), dove è possibile parcheggiare nei pressi della recinzione (vicino al cancellone d'ingresso).
In alternativa si può andare avanti e trovare una strada sterrata sulla sx, sotto l'incombente parete del I° Pilastro del Casale (è il pilastro più a dx della grande parete del Casale). Si parcheggia in uno slargo più avanti. Da qui si individua un sentiero che sale verso la parete (soluzione non verificata). -
Avvicinamento:
dalla parte opposta dell'entrata dell'ingrosso di frutta e verdura c'è una strada che gira a sx (venendo da Arco), con un cartello indicante il sentiero Croz dei Pini. Prendere a piedi quella strada e individuare subito all'inizio (prima di una cava di sabbia), un sentiero che piega diagonalmente a dx. Seguire il sentiero e la successiva strada forestale in cui si immette, fino ad un ometto a sx che indica una traccia.
Seguire la traccia, a volte poco marcata, fino ad arrivare allo zoccolo della parete. Si sale per roccette facili e si attraversa quasi in piano verso dx su cengette (attenzione), fino ad inoltrarsi nel canale boscoso d'attacco. Risalire il canale seguendo le tracce, fino ad individuare un grosso masso addossato alla parete. Qui non si segue la traccia principale che va a dx, ma si individua una traccia meno evidente che va a sx, sotto il masso. (1h00 circa) - Attacco: sotto il grande masso, in corrispondenza di piante con cordoni vecchi.
- Discesa: seguire lungamente una traccia che traversa in piano verso la parte opposta da cui si è usciti dalla parete, traccia a zone poco visibile. Si arriva ad una strada forestale che va seguita in discesa; dove si incontrano altre strade forestali seguire sempre quella che scende. Possibilità di evitare diversi tornanti tagliando dritto per delle tracce. Ad un certo punto si trova un cartello che indica il sentiero per Sarche. Seguire quell'indicazione fino ad arrivare alla strada asfaltata che sale a Madonna di Campiglio (parcheggio). Qui si può fare l'autostop (occorre scendere, verso sx), ma è molto consigliabile continuare per il sentiero, che prosegue di nuovo in prossimità del tornante della strada (a dx, indicazioni dopo il guard rail). Il sentiero, che diventa poi strada, passa attraverso delle vigne molto suggestive, con begli scorci sul Piccolo Dain. Alla fine del sentiero ci si trova sulla strada per Arco ed in breve alla macchina. (2h00 circa)
- Difficoltà: VI+/VII- e A0/A1, in un punto due passi A3 (mancanza chiodo).
- Sviluppo: 450 metri circa.
- Attrezzatura: serie di nut e friend fino al n° 4 Camelot, martello e chiodi per integrare chiodi mancanti. Le soste sono attrezzate su piante oppure solitamente su un vecchio spit ed un chiodo, in alcuni casi da rinforzare con friends.
- Esposizione: sud-est.
- Tipo di roccia: calcare bello e compatto, con bellissime zone a gocce.
- Periodo consigliato: fattibile tutto l'anno, ma in estate fa troppo caldo, e in inverno occorre evitare le giornate con vento freddo.
- Tempo salita: 9h00/11h00 per l'arrampicata.
- Primi salitori: Edy Boldrin, Giacomo Damian, Mario Peretto, primavera 1994.
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Riferimenti bibliografici:
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Polidori W., Sarca Verticale, Alpine Studio Editore, 2017
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Filippi D., Pareti del Sarca, Edizioni Versante Sud
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Jacopelli R., Dolomiti&Dintorni, Cierre edizioni
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- Relazione
- Lunghezza 1, VI+ oppure VI e A0: su per il muro, con movimenti delicati su roccia compatta, andando un po' a dx e un po' a sx cercando i punti deboli. Si arriva ad un evidente chiodo con cordino e si continua più sopra utilizzando una spaccatura che porta ad un albero dove si sosta.
- Lunghezza 2, VI+ e A0: si traversa leggermente verso sx su cengia, salendo poi su muro compatto puntando ad un chiodo visibile. Si traversa verso dx ad altri chiodi e poi su dritto verso un altro chiodo più in alto (passo obbligato VI+). Si continua quindi su placca compatta, anche a gocce, con qualche chiodo. Si esce infine verso sx alla sosta alla base di un breve diedrino, sotto ad un tettino, con un tratto su gocce poco protetto (sosta su uno spit, da rinforzare con friends).
- Lunghezza 3, VI e A0: su per il diedrino fin sotto il tettino, dove c'è un chiodo visibile. Si traversa a sx ad una spaccatura e si continua per roccia compatta con alcuni punti deboli, tendenzialmente verso sx fino alla sosta.
- Lunghezza 4, VI e A1: si va verso dx, prendendo come punto di riferimento una fessurina chiodata da salire in artificiale. Si traversa a sx su lista rocciosa e si sale un murettino ostico (chiodo lontano) per arrivare alla cengetta con sosta su pianta.
- Lunghezza 5, VI+ e A0: si sale su placca, raggiungendo un chiodo alto (utile rinviare sull'albero). Si punta poi ad un chiodo con vecchia fettuccia bianca (attenzione) e da li si sale per lama e quindi si traversa a sx. Si sale e quando si arriva ad una muro compatto si traversa a dx fino ad arrivare ad un diedrino (chiodo), da salire per arrivare alla sosta leggermente a sx.
- Lunghezza 6, VI+ e A1: traversare a dx sfruttando le lame sotto il tetto (non puntare a dei chiodi/cordoni a sx: sono fuori via!), rinviare sotto il tetto (chiodo), quindi salire direttamente il tetto nel punto di minore resistenza (chiodo con cordone). Si sale e poi si va a dx a delle lame. Si sale a dx, arrivando ad un gradino erboso sopra il quale si trova un chiodo. Si traversa ancora a dx e si sale un diedrino e la successiva placca con alcuni buchi e lame (chiodi), fino alla sosta a dx.
- Lunghezza 7, VI, A3, A0: su verso un arco sopra la sosta (chiodi), da seguire fino ad arrivare a sx ad uno strapiombino (chiodo alla base). Si sale sfruttando il chiodo; purtroppo più sopra manca un chiodo (visibile zona bianca per distacco di roccia). Bisogna puntare ad un chiodo sotto un altro tettino, ma ci sono circa tre metri da superare. Noi abbiamo salito questo tratto con due passaggi su cliff e micronut: un cliff su tacchetta gialla, un micronut in fessurina a dx, quindi un altro cliff su altra lametta gialla, che permette di arrivare al chiodo. Si prosegue su roccia compatta con alcuni chiodi, fino alla sosta. Potrebbe essere possibile mettere un chiodo, da verificare.
- Lunghezza 8, VI+ e A0: si traversa a sx su liste rocciose, fino ad arrivare sotto una zona di roccia più articolata (nut incastrato alla base). Si sale puntando ad un chiodo (tralasciare un chiodo con fettuccia più a sx). Si continua dritto fino ad uscire su terrazzino dove si sosta, uscita delicata.
- Lunghezza 9, VI+ e A0: salire sopra la sosta (chiodi), arrivando ad un evidente diedro (une chiodo e uno spit). Si esce quindi a sx per salire su placca compatta con chiodi, fino alla sosta.
- Lunghezza 10, VI+ e A0: salire verso sx, per rocce a gradoni, fino ad una cengetta erbosa da seguire a dx. Oltrepassando un albero si trova un diedrino che sale obliquamente verso sx. Salire questo diedrino (primi movimenti difficili), fino ad arrivare alla base di un più marcato diedro con fessura. Il tiro continuerebbe ma gli attriti della corda sono forti e quindi conviene fare sosta qui, rinforzando un chiodo esistente.
- Lunghezza 11, VI+: su per il diedro fessurato, fino alla sosta a dx (tiro da attrezzare).
- Lunghezza 12, VI: seguire il fessurone/camino sopra la sosta. Si arriva ad una bellissima zona con roccia a gocce, dove si traversa verso dx sotto un tettino, per poi prendere una fessura-spaccatura da seguire fino alla sosta a sx, sotto un grosso tetto.
- Lunghezza 13, A0 e V+: si traversa a dx, sfruttando una serie di chiodi vicini (non andare in alto verso il tetto, dove si vedono diversi chiodi: sono fuori via). Si arriva ad un chiodo sotto una placca a gocce da salire a raggiungere a dx un cordone che pende da uno spit (inizialmente non visibile). Da qui scendere a raggiungere dei buoni appoggi su grosse gocce e buone prese. Si deve traversare per diversi metri senza potersi proteggere (circa 8 metri), a raggiungere un'altra placca a gocce con un chiodo. Da qui si sale la placca (buone prese), fino alla sosta su una lista rocciosa.
- Lunghezza 14, V/VI: salire leggermente a dx rispetto alla sosta, ad evidente gradone. Si sale ora su roccia stupenda a gocce, senza arrivare allo strapiombo più sopra. Si traversa invece a sx, trovando un chiodo e poi ancora a sx sfruttando ottimi appigli e appoggi. Si arriva quindi ad una spaccatura verticale che si risale fino alla sosta.
- Lunghezza 15, V+ e A0: su per diedro-fessurona, da cui si esce a sx su gradoni con roccia a tratti delicata, per arrivare in cima ad una torre staccata. Si traversa quindi a sx (chiodi), fino ad arrivare ad una cengetta dove si sosta su albero.
- Lunghezza 16, VI: traversare a sx su cengia, fino alla base di una placca compatta sotto un tettino. Si sale (chiodi, un chiodo mancante uscito durante la nostra salita), quindi sotto al tettino si traversa a sx sfruttando delle buone maniglie. Si esce su cengia ad arrivare ad una sosta su due fix nuovi.
- Lunghezza 17, V: su per il diedro fessurato a dx, da seguire fino ad uscire nel bosco (sosta su pianta).
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Note:
dato il numero dei tiri ed alcune somiglianze nelle zone in placca, potrebbero esserci nella relazione delle imprecisioni non volute, anche se le informazioni più importanti dovrebbero essere a posto. Confrontare sempre con altre relazioni.
Bellissima salita, molto impegnativa. Pur salendo su una parete molto compatta è molto logica e cerca i punti di minore resistenza. Chiodatura esclusivamente classica, a chiodi, salvo due punti e le soste.
La lunghezza dei tiri è sempre sui 20-30 metri, ma si eviti di concatenarli per gli attriti che i numerosi traversi causerebbero.
Da affrontare con un buon allenamento per la continuità delle difficoltà. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Mattia Guzzetti del 25 marzo 2012.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.