Valle del Sarca, Colodri (m.398) - via Katia Monte
Dettagli
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Accesso stradale:
autostrada MI-VE, a VR prendere per il Brennero e poi uscire a Rovereto sud.
Continuare per Mori-Arco di Trento. In alternativa si può arrivare anche dalla strada Gardesana Ovest che porta a Riva del Garda e da lì ad Arco.
Provenendo dalla zona di Trento, si utilizza la strada che collega Trento alla Valle del Sarca.
Ad Arco passare di fronte all'entrata pedonale del centro, lato est (la si trova subito di fronte dopo aver attraversato un ponte) e prendere a dx , passando di fianco ad un grosso parcheggio pubblico. Si continua sulla strada che passa sotto alla parete del Colodri. Lasciare la macchina in un grosso parcheggio a dx, oppure in alcuni slarghi della strada. - Avvicinamento: salire il grosso evidente sentiero che va alla ferrata del Colodri. Arrivati a dei grossi massi, si prende una traccia che va verso dx e poi sale alla parete. (0h10)
- Attacco: in corrispondenza di una evidente grossa rampa rocciosa che sale da sx a dx. La rampa si trova a dx di un muro verticale attrezzato con fix, che a destra forma un diedro.
- Discesa: dirigersi verso la parte opposta a quella di uscita, trovando subito un sentierino. Si segue verso sx, salendo un breve saltino roccioso che porta alla vetta del Colodri (grande croce). Qui andare ancora avanti e poi, in direzione di marcia, seguire segni e tracce su roccette verso dx. Continuando a seguirle, il sentiero riporta verso la parete, all'attacco superiore della via ferrata, che va scesa per tornare alla strada di partenza. (0h30)
- Difficoltà: VII (VI+ e A0).
- Sviluppo: circa 400 metri.
- Attrezzatura: serie di friend fino al 4 BD. Utile avere doppi il n° 1, 2, 3.
- Esposizione: est.
- Tipo di roccia: calcare quasi sempre ottimo, alcuni brevi tratti dove occorre prestare attenzione. Purtroppo la roccia è un po' unta dalle numerose ripetizioni, ma allo stato attuale ancora ben arrampicabile.
- Periodo consigliato: salibile tutto l'anno, ma in estate è troppo caldo ed in inverno occorre evitare le giornate con vento freddo.
- Primi salitori: G. Stenghel, F.Monte, 1976.
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Riferimenti bibliografici:
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Polidori W., Sarca Verticale, Alpine Studio Editore, 2017
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Filippi D., Arco Pareti, Edizioni Versante Sud.
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- Relazione
- Lunghezza 1, III, IV, 60 metri: salire la rampa verso dx, fino ad arrivare ad un muretto e poi proseguendo per rampa più ripida. Si arriva a degli alberi dove si sosta su fix/albero.
- Lunghezza 2, V, 20 metri: traversare a dx su lista rocciosa e salire poi per una fessura-diedro formata da un pilastrino. Si arriva al suo termine e si sosta su anellone resinato.
- Lunghezza 3, IV, 15 metri: scendere per roccette a raggiungere una cengia rocciosa, da seguire verso dx fino ad una sosta su due fix.
- Lunghezza 4, VII o VI+ e A0, 25 metri: traversare a dx (due vecchi spit di una sosta), quindi salire puntando ad una bella lama, che si segue prima in verticale e poi verso dx in orizzontale. Si sale in verticale per muro con buone prese ma continuo, per uscirne poi a dx ad un piccolo terrazzino. Sosta su anello resinato e fix. Spit sul tratto difficile.
- Lunghezza 5, VII o A0 (spit), poi V+, 25 metri: traversare orizzontalmente a dx (delicato e difficile), arrivando ad uno spigolo da doppiare a dx (non salire per il diedro prima dello spigolo, fix di un'altra via). Si arriva ad una cengetta terrosa da seguire fin sotto ad un diedro. Lo si risale e si esce su cengia per andare verso dx a sostare su albero.
- Lunghezza 6, V+, 40 metri: salire il diedrino con fessura sulla sx (freccia incisa sulla roccia) ed uscire a dx su cengia. Da qui si traversa lungamente verso dx per roccette ed un bel tratto compatto finale. Si arriva a dei gradoni poco sotto un evidente terrazzino. Si traversa verso dx (freccia blu) e si sosta su spit, sosta della via Incompiuta.
- Lunghezza 7, V+, 30 metri: su a raggiungere il terrazzino sopra la sosta (due vecchi chiodi di una sosta) e poi per l'evidente diedro (un cordone). Uscire a dx e traversare a raggiungere un albero dove si sosta, in corrispondenza di una freccia incisa nella roccia.
- Lunghezza 8, V, 50 metri: salire una vaga rampa costituita da massi ed erba (difficile da vedere, ma salire in corrispondenza della freccia incisa nella roccia). La rampa sale verso sx, fino ad arrivare ad una lama con cordino. Li salire dritto per raggiungere un grosso evidente albero dove si sosta.
- Lunghezza 9, VI, 20 metri: traversare a dx, raggiungere un grosso diedro (dove sale la via Incompiuta) e salire uno strapiombo con chiodo. Salire ancora verticalmente e poi traversare a dx ad un pulpito dove si sosta su chiodo e spit.
- Lunghezza 10, VI+, 40 metri: su per roccette da verificare (spit alto), fino ad uno strapiombo da superare direttamente. Si entra in un bellissimo diedro grigio da seguire. Al suo termine si trova un anello cementato, ma conviene proseguire ancora fino ad un boschetto su una cengetta. Sosta su albero.
- Lunghezza 11, IV, 30 metri: traversare a dx, fino ad una grossa fessura-diedro che sale verso sx. La si segue fino ad uscirne a sx a sostare su anellone resinato.
- Lunghezza 12, VI+, 25 metri: salire la bellissima fessura-lama. Al suo termine traversare a sx alla sosta, leggermente più in alto. Sul tiro uno spit e un chiodo.
- Lunghezza 13, V+, 30 metri: seguire la grossa lama-diedro, fino ad arrivare alle ultime roccette che portano al pianoro sommitale, sosta su clessidra con cordone. Un paio di spit sul tiro.
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Note:
via storica molto bella, alpinistica, che cerca i punti deboli della parete e sale alcune lunghezze davvero meritevoli.
Sono stati aggiunti alcuni spit in qualche tratto, mentre la via era stata aperta con materiale tradizionale.
Delle vie classiche famose della parete di una certa età, è quella probabilmente meno unta, anche se purtroppo alcuni tratti presentano roccia un po' lisciata. Allo stato attuale è comunque ancora ben arrampicabile. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori, da una ripetizione con Alessandro Ceriani del 1° ottobre 2016.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.