Valle del Sarca, Mandrea (m.550) - via Black Hole
Dettagli
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Accesso stradale:
autostrada MI-VE, a VR prendere per il Brennero e poi uscire a Rovereto sud.
Continuare per Mori-Arco di Trento. Ad Arco passare di fronte all'entrata pedonale del centro (la si trova subito di fronte dopo aver attraversato un ponte) e prendere a sx (a dx si trova un grosso parcheggio pubblico).
Continuare brevemente fino a prendere la prima svolta a dx (indicazioni per Laghel). Seguire la strada fino ad una chiesetta bianca da cui prendere a sx una strada in salita che diventa sterrata e va percorsa fino al suo termine, in corrispondenza di una fontanella. Parcheggiare poco prima in uno slargo e, se non c'è posto, tornare indietro fino ad individuare uno slargo libero. Attenzione a rispettare i cartelli di proprietà privata e divieto di sosta in alcuni punti. - Avvicinamento: dalla macchina arrivare alla fontanella e prendere la sterrata alla sua sx, fino ad una stanga. Superatala, si continua per sterrata fino a trovare sulla dx un grosso masso piramidale. A questa altezza, sulla sx, sale verso la parete e l'evidente Pilastro Gabrielli una traccia di sentiero che porta contro la parete, qualche decina di metri a dx della verticale del Pilastro.
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Attacco:
arrivati contro la parete, salire per rocce facili che portano più a dx ad una corda fissa molto usurata (attenzione!!!), parallela ad un vecchio grosso fil di ferro. Salire per la corda fissa, che noi abbiamo trovato in parte mancante. Meglio salire in cordata, proteggendosi. Continuare verso sx salendo per tracce fino ad una zona con alberi più vicina alla parete sovrastante. Da lì traversare a sx fino ad un albero con cordone dove si sosta, proprio sotto lo spigolo del Pilastro (dalla macchina circa 0h20).
Terreno facile ma pericoloso, roccia delicata a zone, rami buoni ma anche secchi, erba, ... (passi di III, più difficile la zona iniziale). - Discesa: scendere per il versante opposto a quello di salita, per buona traccia di sentiero che arriva nei pressi di una casa, la evita a sx ed arriva vicino ad una strada, per scendere poi per sentiero a sx ben evidente e marcato. Seguire questo sentiero e tenere a sx per tornare sulla strada che porta alla fontanella. Seguire la strada sterrata fino alla macchina. (0h45/1h00)
- Difficoltà: VI+ e A0 (in libera VII+).
- Sviluppo: circa 250 metri, comprendendo l'ultimo tiro facile ad arrivare in vetta ed escludendo lo sviluppo dello zoccolo (circa 2 tiri).
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Attrezzatura:
serie di nut e friend (fino al n°4 Camelot, meglio raddoppiare le misure dall'1 al 3 se si vuole proteggersi meglio).
Le soste sono attrezzate con spit/chiodi/alberi, mentre lungo i tiri si trovano alcuni chiodi. - Esposizione: est.
- Tipo di roccia: calcare, dolomia, con qualche tratto delicato dove occorre prestare attenzione.
- Periodo consigliato: tutto l'anno, ma in estate fa troppo caldo e in inverno occorre evitare le giornate con vento freddo. Attenzione: la parete rimane in ombra perché oscurata dal Pilastro Gabrielli.
- Tempo salita: 4h00.
- Primi salitori: G.Stenghel, M.Giordani, 1979.
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Riferimenti bibliografici:
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Polidori W., Sarca Verticale, Alpine Studio Editore, 2017
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Filippi D., Pareti del Sarca, Edizioni Versante Sud
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- Relazione
- Lunghezza 1, V/V+, 40 metri: salire verso dx a degli alberelli, quindi continuare verso dx (chiodo), e andare a prendere una lama/fessura leggermente obliqua da sinistra verso destra, che diventa poi verticale. Salirla fin poco sotto ad un tettino, dove si trova la sosta a spit.
- Lunghezza 2, VI, 15 metri: salire brevemente verso il tetto e traversare a sx grazie ad una lista rocciosa da prendere con le mani, buona in alcuni punti e più impegnativa in altri. Si trova all'inizio un chiodo malsicuro, meglio proteggersi con friend, e poi una pianta con cordone. Si arriva ad un tratto facile alla base del grande diedro rossastro, dove si sosta su chiodo e spit.
- Lunghezza 3, VI+, 35 metri: salire il bellissimo diedro rossastro con fessura, fino ad uscirne a sx ad arrivare ad una sosta su due spit, alla base di un breve diedro rossastro che strapiomba al termine. (Clessidra con cordone ed un cuneo)
- Lunghezza 4, VI+ e A0 (VII+), 15 metri: salire il dietro sovrastante la sosta che verso la fine diventa strapiombante. Superare lo strapiombo e sostare a sx. In libera VII+, dopo i primi metri è possibile salire in A0 fino alla sosta.
- Lunghezza 5, VI, 8 metri: traversare nettamente a sx con passi delicati (2 chiodi), per arrivare brevemente ad una piazzola alla base di un diedro friabile.
- Lunghezza 6, V, VI un passaggio, 50 metri: salire per il diedro, facile ma su roccia delicata, continuare poi per rocce più facili e raggiungere un corto ma fisico diedrino strapiombante da superare (chiodo e cordino in uscita). Si arriva ad un terrazzino con alberi e si sale per placca sporca d'erba e foglie, fino ad arrivare a sostare ad un albero sotto un tratto di roccia friabile rossastra.
- Lunghezza 7, V+, 40 metri: estremamente friabile la prima parte! Salire cercando la roccia migliore (cordone su clessidra dopo i primi metri), fino ad uno strapiombo a sx. Superarlo e proseguire fino al termine delle difficoltà. Sosta su pianta.
- Lunghezza 8, passi di II/III, 50 metri: proseguire fino ad una parete di roccia. A questo punto seguirla a dx, per cengette e roccette, fino a trovare le ultime rocce articolate che portano in vetta (libro di vetta).
- Note: bellissimo ambiente per questa via, consigliabile ma da percorrere con una certa esperienza sul friabile, soprattutto per l'ultimo tiro.
- Aggiornamento: relazione a cura di Walter Pres Polidori e Emanuele Nughi Nugara, da una ripetizione del 20 dicembre 2014.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.