Valle del Sarca, Pian della Paia (Piccolo Dain di Pietramurata)(m.400 circa) - via Angelo

Valle del Sarca, Pian della Paia (Piccolo Dain di Pietramurata)(m.400 circa) - via Angelo

Dettagli

  • Accesso stradale: autostrada MI-VE, a VR prendere per il Brennero e poi uscire a Rovereto sud. Proseguire per Mori-Arco di Trento. Dalla statale Arco-Trento, poco prima di Pietramurata, svoltare a sx in corrispondenza di un cartello che indica "Bar Ciclamino" e lasciare la macchina nel grosso parcheggio subito dopo il bar, nei pressi di una pista di motocross.
  • Avvicinamento: prendere la strada che costeggia il crossodromo sulla sx e continuare costeggiando un campo di meli. Al termine del campo si trova una traccia a dx che continua a costeggiarlo, fino ad arrivare al bosco ed al pendio. Seguire il sentierino e poi prendere la terza traccia a dx che si incontra, con ometto. Continuare fino ad arrivare allo zoccolo della parete. (0h30)
  • Attacco: occorre individuare una traccia che sale in obliquo verso dx fino ad una sosta a spit a dx di un canale-diedro (0h10). Visibili sulla parete a sx degli spit di una via sportiva.
  • Discesa: proseguire per traccia che va a dx e costeggia la parte superiore della parete del Transatlantico (fare attenzione), fino ad arrivare ad una strada forestale che si segue lungamente fino ad una stanga, alla sx della quale si trova un sentiero che porta direttamente al fondovalle. Si trova poi sul sentiero una svolta a dx che seguita porta direttamente al Bar Ciclamino. (1h00 circa)
    Possibile anche, dalla fine della via, seguire dritto dei bolli azzurri che portano direttamente alla strada forestale, da cui poi continuare come descritto sopra (soluzione non verificata).
  • Difficoltà: VII max., VI+ e A0 obbligato.
  • Sviluppo: 300/350 metri.
  • Attrezzatura: serie di friend (fino al numero 3 BD, eventualmente utile anche il numero 4) e nut per integrare le protezioni , due mezze corde.
    Le soste sono attrezzate quasi tutte con 2 fix da collegare (in qualche caso fix + chiodo). Lungo i tiri si trovano chiodi e fix. Attenzione: presenti alcuni cordoni un po' usurati.
  • Esposizione: est.
  • Tipo di roccia: calcare-dolomia, abbastanza buona nella metà inferiore e negli ultimi tiri; decisamente friabile in alcuni tiri centrali sui gialli.
  • Periodo consigliato: fattibile tutto l'anno, ma in estate fa troppo caldo, e in inverno occorre evitare le giornate con vento freddo.
  • Tempo salita: 6h00/7h00 per l'arrampicata: lo sviluppo non è grande, ma la precarietà di alcuni tiri richiede di procedere lentamente.
  • Primi salitori: Heinz Grill, Johanna Blumel, 2000 (rinchiodata il 23/12/2006).
  • Riferimenti bibliografici: Filippi D., Pareti del Sarca, Edizioni Versante Sud.
  • Cartografia:
    • Arco, Alp Cartoguide, n° 5, scala 1:25.000
    • Kompass n° 071 - Alpi di Ledro - Valli Giudicarie, scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, III/IV: salire sul vago spigolo sopra la sosta, per poi rientrare più sopra nel diedro, fino ad arrivare ad un albero con cordone dove si sosta, vicino ad una roccia sulla sx che indica con una scritta (sbiadita) di andare a sx per la via Cesare Lewis.
  • Lunghezza 2, I/II: traversare a sx fino a raggiungere facilmente una cengia che si attraversa a sx passando sotto i grandi tetti marroni della via Big Bang, dove si trova una placca con 1 spit + scritta Angelo.
  • Lunghezza 3, VI/VI+: qui inizia veramente la via. Salire a sx della sosta una spaccatura subito verticale ma appigliata, superata la quale occorre attraversare a sx a raggiungere uno spigolo che si rimonta. Poco più in alto traversare a sx e salire ancora fino ad un ultimo traversino a sx dove c'è la sosta nei pressi di un albero (non è l'albero più grosso visibile in alto legg. a sx della sosta, ma quello ancora più a sx). Tiro molto tecnico e con passaggi obbligati impegnativi, roccia compatta tranne i primi metri.
  • Lunghezza 4, VI+: dalla sosta scendere un paio di metri a sx per prendere un diedro compatto (chiodo nascosto) che si risale con movimenti tecnici e alcune prese piatte fino ad uscire a sx per poi salire alla sosta su cengetta rocciosa.
  • Lunghezza 5, VI: traversare a dx e salire la paretina dietro lo spigolo, per poi continuare in un diedro fino ad uscire con traversino a sx a rocce più facili per risalire alla sosta.
  • Lunghezza 6, VI+: traversare a dx verso due evidenti cordoni. Attenzione, roccia con blocchi instabili, pericoloso. Arrivare fino ad una lama contro una parete compatta. Risalire la lama oppure le rocce alla sua sx, fino alla parte finale della lama dove si sale in piedi e si traversa a dx verso evidenti fix. Roccia spettacolare e compatta qui, con prese obbligate. Arrivare quindi al termine della placca per aggirare lo spigolo e proseguire su rocce più facili fin ad una paretina sotto il terrazzino terminale dello sperone. Sosta sulla paretina con 1 solo fix, da rinforzare (non abbiamo trovato altre soste).
  • Lunghezza 7, V+: salire la breve paretina fin sopra il terrazzino, quindi con spaccata salire sulla parete gialla davanti (visibile fix più in alto), salire scegliendo i punti più deboli e tendenzialmente verso sx, fino ad una fessura orizzontale da cui occorre uscire a dx a piccolo terrazzino dove si trova la sosta (attenzione alla roccia molto delicata e friabile).
  • Lunghezza 8, A0 e VI: salire verso un evidente strapiombino sopra la sosta. Salirlo direttamente (A0 su fix, sconsigliato il superamento in libera data la roccia molto friabile; probabilmente VI+/VII in libera). Si esce su placca friabile da superare fino alla sosta poco più sopra una lista orizzontale.
  • Lunghezza 9, VI+ obbligato, in libera probabilmente VII: traversare facilmente a dx verso il grande diedro (1 fix più 1 chiodo), e raggiungere il diedro alla cui sx c'è anche una fessura più piccola poco visibile. Sfruttare la fessurona nel diedro + la vicina fessurina per salire fino al fix quasi al termine del diedro (buona possibilità di usare friend). Traversare quindi a sx, risalire ancora verso un vecchio cordone sotto al tetto (meglio proteggersi con friend aggiuntivo) e traversare a sx ad uno strapiombino (la fessura sotto lo strapiombino è proteggibile con friend n°3 BD). Da qui si raggiunge un cordone penzolante da uno spit più alto, si risale e si traversa a sx tenendosi alla parte superiore dello strapiombo fino ad un successivo cordino e da li si traversa a sx ad una sosta sopra una lista orizzontale (VI+ obbligato, in libera probabilmente VII, attenzione ad alcuni blocchi mobili, non spingere la libera).
  • Lunghezza 10, VI: traversare a sx dalla sosta, prima in piedi e poi carponi su una cengetta rocciosa sotto uno strapiombo, fino ad un chiodo che si trova sulla cengetta (a sx), poco dopo il quale si trova un bel diedro grigio da seguire fino ad uscirne a dx a paretina che si sale fino alla sosta.
  • Lunghezza 11, VI-: non salire gli spit che vanno dritti sopra la sosta (si tratta di un'altra via), ma salire in obliquo verso dx fino ad una bella lama da salire in dulfer proseguendo poi verso un terrazzino con alberi più in alto a sx, dove si sosta su 1 fix alla base di un diedro (sosta da rinforzare). Qui ho continuato concatenando il tiro successivo.
  • Lunghezza 12, VI: su per il diedro fino ad un fix sulla sua parete sx. Da lì probabilmente occorre traversare a sx, per poi salire direttamente alla sosta. Io ho invece proseguito per il diedro con lame (delicato), fino ad un terrazzino con alberi, alla sx del quale si trova la sosta.
  • Lunghezza 13, V+: non salire gli spit che vanno dritti sopra la sosta (si tratta di un'altra via) , ma andare in obliquo a sx fino ad una rampa da salire verso dx. Traversare poi nettamente a sx verso un evidente resto di albero e da li continuare facilmente verso il bosco sommitale fino all'albero con cordone e libro di vetta (2 spit sulla parete di dx poco utili).
  • Note: attenzione al crossodromo posto sotto la parete: in caso di gare può essere molto fastidioso.
    Via di estrema soddisfazione, molto alpinistica. Consigliata solo a persone con una buona esperienza su roccia delicata-friabile.
    Protezioni buone ma non sempre vicine, occorre proteggersi ed avere buona padronanza del grado VI+.
    Sconsigliatissima nel caso altre cordate siano già sulla via: PERICOLO DI CADUTA SASSI.
    Ambiente fantastico ma tetro nel grande diedrone marrone; si ha l'onore di vedere da vicino una parte della via di Stenghel, la temuta Big Bang.
    Complimenti agli apritori, che hanno aperto la via con una manciata di chiodi...
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione del 27/03/2010 con Olindo Fioretto e Mario Colombo.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.