Valle del Sarca, Pian della Paia, parete Gandhi - Via il magnesio dalla roccia (via 'Tenente Torretta')

Valle del Sarca, Pian della Paia, parete Gandhi - Via il magnesio dalla roccia (via 'Tenente Torretta')

Dettagli

  • Accesso stradale: autostrada MI-VE, a VR prendere per il Brennero e poi uscire a Rovereto sud. Prendere per Arco di Trento, proseguire sulla statale Arco-Trento e tra i paesi di Pietramurata e Sarche svoltare a sx in corrispondenza di un cartello che indica Bar Ciclamino.
    Lasciare la macchina nel grosso parcheggio subito dopo il bar, nei pressi di una pista di motocross.
  • Avvicinamento: dal parcheggio prendere la strada sterrata che costeggia sulla dx la pista di motocross. Continuare per sentiero ripido fino ad incrociare una strada forestale. Seguirla in salita (sx) fino ad individuare nel tornante seguente una traccia che sale nel bosco. Seguirla fino ad arrivare contro la parete, da seguire leggermente verso sx. (0h30)
  • Attacco: in corrispondenza di una rampa un po' erbosa sulla dx di uno speroncino (visibile dal parcheggio). Alla dx dell'attacco c'è un camino-diedro e un vecchio cordino su albero (si tratta dell'attacco della via Raffaella).
  • Discesa: dal bosco sommitale prendere la traccia a dx che in breve porta ad una strada forestale. Seguirla verso valle interamente oppure prendere, appena si incontra, il sentiero segnato che porta a valle.
    Si incontra ad un certo punto un cartello che indica la direzione per il Ristorante Ciclamino: seguirla fino ad arrivare al parcheggio dove è stata lasciata la macchina, oppure (in caso di errore) si arriva alla strada Arco-Trento, da cui in breve si arriva al Ristorante Ciclamino. (0h45)
  • Difficoltà: VI,VI+ (obbligato VI e A0).
  • Sviluppo: 200 metri.
  • Attrezzatura: serie di nut e friend (fino al n° 3 Camelot), due mezze corde.
  • Esposizione: est.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: fattibile tutto l'anno, ma in estate troppo caldo, ed in inverno da evitare le giornate con vento freddo.
  • Tempo salita: 2h30/3h00.
  • Primi salitori: G.Stenghel, F.Sartori, F. Nicolini 1983.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Polidori W., Sarca Verticale, Alpine Studio Editore, 2017

    • Filippi D., Pareti del Sarca, edizioni Versante Sud

  • Cartografia:
    • Arco, Alp Cartoguide, n° 5, scala 1:25.000
    • Kompass n° 071 - Alpi di Ledro - Valli Giudicarie, scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, III/IV: salire la rampa erbosa, assicurandosi su qualche alberello (non ci sono chiodi), fino ad arrivare ad un albero in cima allo speroncino, dove si sosta.
  • Lunghezza 2, V+/V, IV: dalla sosta prendere a dx la zona un po' meno compatta della placca sopra la sosta. Attenzione ad una zona iniziale con roccia delicata. Chiodo poco visibile. Continuare per una zona più facile verso sx (fino a qui V+/V), fino ad una cengia con albero che si percorre verso sx II). Si sale ad un'altra cengetta tramite una placchetta (IV), quindi ancora a sx su cengetta ad una albero dove si sosta (poco più a sx c'è una sosta a spit con catena della via Diana).
  • Lunghezza 3, VI+ oppure VI e A0, V+/VI: a dx della sosta prendere un diedro non tanto marcato, chiodato (VI+ oppure VI e A0). Continuare a raggiungere un evidente e bel diedro, da salire proteggendosi con friend (V+/VI, utili anche microfriend). Arrivare contro una zona compatta da cui con difficoltà (delicato) si esce a dx ad una cengia con sosta (4 chiodi).
  • Lunghezza 4, V+/VI, V: si sale la stupenda lama-fessura in dulfer e spaccata (V+/VI da proteggere con friends), si arriva ad un chiodo al termine della fessura (passo delicato), quindi si sale più comodamente ad un altro chiodo (rinviare molto lungo!) da cui si traversa per pochi metri con passi molto delicati in piena placca, fino a spaccare ad una zona meno compatta (lama-fessura, chiodo sulla placca a dx) e salire alla sosta su piccola piazzola (V).
  • Lunghezza 5, V+/VI: salire ad un chiodo sopra la sosta e da lì traversare a sx ad una pianta. Salire su roccia compatta ad un chiodo e continuare per placca con pochi chiodi, tendenzialmente verso dx (sembra più difficile dal basso, pochi chiodi ma buone prese, seguire i punti deboli della parete cercando le minori difficoltà, fino a tre chiodi dove sostare.
  • Lunghezza 6, V/IV: continuare salendo tendenzialmente verso dx, cercando ancora i punti deboli; si arriva ad un chiodo e per placchetta facilmente alle piante del bosco sommitale (noi abbiamo unito i tiri 5 e 6, ma è sconsigliabile per i grandi attriti sulla corda).
  • Note: via corta, ma decisamente bella. Alcuni tiri sono abbastanza impegnativi ma l'arrampicata è entusiasmante e con roccia per lo più ottima.
    Chiodatura scarsa su diversi tiri, ma integrabile (tranne nei tiri in placca finali, che però presentano ottime prese).
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Mario Colombo il 2 maggio 2009.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.