Valle del Sarca, Pian della Paia - via Vegetable
Dettagli
- Accesso stradale: autostrada A4 Milano-Venezia, uscire a Peschiera, seguire per Affi e percorrere la superstrada, uscita autostrada A22 Modena-Brennero. Imboccare l'autostrada verso il Brennero ed uscire a Rovereto sud. Proseguire per Mori-Arco di Trento. Dalla statale Arco-Trento, poco prima di Pietramurata, svoltare a sinistra in corrispondenza di un cartello che indica Bar Ciclamino e lasciare la macchina nell'ampio parcheggio oltre il bar, nei pressi di un crossodromo.
- Avvicinamento: costeggiare il crossodromo sulla sinistra e seguire la strada sterrata per un centinaio di metri, giunti all'altezza di un frutteto, svoltare a destra e seguire il sentiero che conduce nel bosco alla base della parete. Il sentiero è segnalato da bolli rossi e sale in direzione dell' estremità sinistra della parete. Trascurare alcune deviazioni sulla destra e salire il sentiero che diventa molto ripido e conduce alla base del Pilastro Sud della parete. Salire ora verso destra dei facili gradoni (bolli rossi segnavia) e raggiungere l'attacco della via indicato dalla scritta in vernice rossa: "Vegetable".
- Discesa: inoltrarsi nella boscaglia e seguire la traccia in direzione Nord fino ad incrociare la carrozzabile che riporta a valle. Scendere in direzione del Monte Casale (sinistra). E' possibile anche tagliare i numerosi tornanti della carrozzabile percorrendo dei sentieri segnalati da dei bolli rossi. All'altezza di un bivio che segnala verso sinistra "rientro della ferrata Che Guevara", tenere la destra e uscire dal bosco all'altezza del campo da golf dietro all'Hotel Ciclamino, a pochi passi dal parcheggio del crossodromo. (1h00)
- Difficoltà: TD, VI (V+ e A0).
- Sviluppo: 300 metri.
- Attrezzatura: soste da attrezzare su piante, solo la S4 è su 3 chiodi. Portare una serie di nut e friend fino al n°4 BD, cordoni e cordini per attrezzare le soste e proteggersi rinviando piante, clessidre e massi incastrati nelle fessure. Caschetto obbligatorio.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: tutto l'anno, ma in estate troppo caldo, in inverno evitare le giornate ventose.
- Tempo salita: 5h00.
- Primi salitori: G. Groaz, P. Baldo, L. Masarotto nel 1981.
- Riferimenti bibliografici: Filippi D., Pareti del Sarca, Edizioni Versante Sud
- Relazione
- Lunghezza 1, IV, VI o V+ e A0, III, 40 metri: salire il muretto ben appigliato incontrando un cordino su radice, poco più in alto un kevlar in una clessidra. Continuare in direzione della fessura e superarla (3 chiodi). Rimontare l'ultimo risalto (cordone su pianta) e traversare pochi metri verso sinistra. Salire le facili rocce sovrastanti fino a sostare su un alberello alla base di un netto diedro.
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Lunghezza 2, VI o V+ e A0, V+, IV+, III, 45 metri:
salire il netto diedro sopra la sosta (2 chiodi), aggirare il tetto aggettante scalando la fessura strapiombante sulla sinistra (cordone su masso incastrato all'interno della fessura), in verticale poi per placca fessurata fino ad un chiodo, non salire il vago diedrino a sinistra (roccia instabile) ma obliquare a destra, scalare un breve muretto articolato e raggiungere la base di una placca liscia solcata da un'esile fessura verticale. Salire la fessura per circa 2 metri, (possibilità di proteggersi con friend piccolo) traversare poi orizzontalmente a sinistra fino ad un alberello, imboccare un diedrino erboso e raggiungere dopo una decina di metri una grossa pianta posta all' estremità destra della parete, sulla verticale dello spigolo dove è possibile attrezzare la sosta.
Poco più in basso in mezzo alla vegetazione è visibile una calata attrezzata con vecchi cordoni su una grossa pianta posizionata sull'orlo della parete. - Lunghezza 3, III, I, 45 metri: scalare i facili gradoni sopra la sosta fino ad una terrazza ghiaiosa. Puntare alla base della parete successiva (vaga traccia) fino a sostare su un albero in corrispondenza della scritta "VEGE" e di una freccia verso l'alto (incise sulla roccia e poco visibili).
- Lunghezza 4, IV+, V, V+, 35 metri: salire in verticale su placca articolata fino ad un esile alberello attrezzato con un cordino, ancora in verticale (clessidra con cordino), poi traversare orizzontalmente a destra per qualche metro e portarsi sullo spigolo, salire in verticale superando un alberello fino alla base di un piccolo tetto, aggirarlo a destra, salire poi in verticale per circa 3 metri e raggiungere un pulpito roccioso. Sosta su 3 chiodi. Nella parte finale della lunghezza superato il secondo alberello è possibile proteggersi utilizzando solo i chiodi in posto, risulta difficile posizionare delle protezioni integrative affidabili.
- Lunghezza 5, V+, V, 15 metri: dalla sosta spostarsi a sinistra dello spigolo e salire qualche metro prima di riportarsi sul filo (3 chiodi). Sosta scomoda da attrezzare su un alberello.
- Lunghezza 6, V, V+, 40 metri: salire la fessura sopra la sosta per circa 2 metri, poi traversare a destra (chiodo con cordino), continuare la traversata per circa 5 metri e raggiungere la base del primo diedro di roccia chiara. Scalarlo per circa 3 metri ed uscire a destra su un piccolo terrazzino (cordone su masso incastrato all'interno della fessura), traversare orizzontalmente a destra portandosi alla base del diedro successivo. Scalare il diedro affrontando qualche passo in leggero strapiombo su buoni appigli fino ad un chiodo, in verticale per qualche metro, poi effettuare un breve traverso a sinistra (chiodo con cordino), ancora in verticale per placca, superare una grossa pianta (cordone) e raggiungere una comoda cengia alla base di una parete fessurata sormontata da un piccolo tetto. Sosta da attrezzare su una grossa pianta.
- Lunghezza 7, V, IV+, 35 metri: salire prima la fessura rossastra, aggirare il tettino sulla sinistra e scalare il diedro successivo fino ad un terrazzino. Superare il muretto fino ad una pianta con cordone. Lunghezza completamente sprotetta, ma ben integrabile (roccia un po' friabile).
- Lunghezza 8, IV+, 30 metri: non salire il diedro erboso e terroso a sinistra della sosta, anche se un chiodo infisso poco più in alto sul lato destro invita a percorrerlo, è consigliabile optare per scalare la paretina verticale sopra la sosta, appigliata ma di roccia friabile (itinerario da noi seguito). Salire la parete sulla verticale della netta lama successiva (possibilità di proteggersi su un piccolo spuntone sulla destra), salire poi la breve lama (possibilità di proteggersi con friend n°3 BD) fino ad una piccola cengia, traversare ora a sinistra verso il diedro, superare un breve tratto ripido su detrito instabile, disturbato dalla vegetazione. Salire ora una placca gradinata, muschiosa e sporca di detrito fino alla base di una fessura di roccia giallastra, salirla per qualche metro (buone possibilità di proteggersi con friend medio-grandi). Traversare a sinistra ed immettersi nel diedro, salire in verticale per circa 3 metri e sostare su una grossa pianta alla base del camino finale (cordone in posto), oppure è possibile attrezzare la sosta su un grosso masso incastrato all'interno del camino qualche metro più in alto.
- Lunghezza 9, IV, IV+, IV, 40 metri: continuare nel camino (cordone su masso incastrato) e proseguire in verticale (cordone su clessidra) fino sotto dei massi incastrati (chiodo). Uscire in opposizione verso sinistra e, seguendo un vago canalino dopo aver superato una grossa pianta guadagnare la terrazza sommitale (lunghezza friabile, ma abbastanza proteggibile).
- Note: arrampicata classica tipica della Valle del Sarca. Una successione di belle placche, diedri e fessure, nella parte centrale della via si affronta un bellissimo spigolo molto aereo. La roccia nel complesso è buona, anche se nella parte finale dell'itinerario, in particolare nell'ottava lunghezza si affrontano alcuni tratti su roccia friabile. Pertanto è necessario prestare molta attenzione alla solidità di appigli e appoggi. Inoltre è presente molto detrito instabile sulle cenge e sui terrazzini che si superano nelle ultime tre lunghezze, perciò conviene restare sempre molto vigili ed a distanza di sicurezza dalle eventuali cordate che vi precedono.
- Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin ed Emanuele Nugara da un'ascensione effettuata il 29 Ottobre 2011.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.