Valle del Sarca, Avancorpo del Monte Casale, Croz dei pini (m.500) - via Einstein

Valle del Sarca, Avancorpo del Monte Casale, Croz dei pini (m.500) - via Einstein

Dettagli

  • Accesso stradale: autostrada MI-VE, a VR prendere per il Brennero e poi uscire a Rovereto sud. Continuare per Mori-Arco di Trento, e proseguire per Pietramurata. In corrispondenza del Monte Casale (sulla sx) si trova sulla dx un grossista di frutta; li si svolta a sx verso la cava e si parcheggia dove possibile.
  • Avvicinamento: occorre individuare i cartelli che indicano la ferrata Che Guevara; si seguono questi, che portano fra i capannoni e poi finalmente arrivano ad un sentiero che sale verso la parete (alla sx del Croz dei Pini). Il sentiero passa sul lato sx della cava, fiancheggiando un vigneto. Arrivati dove il sentiero comincia ad andare a sx, nel bosco, seguire l'evidente traccia a dx che sale verso il Croz. Si costeggia poi la parete, oltrepassando le prime vie a spit, arrivando ad uno speroncino che forma due diedri. (0h20)
  • Attacco: in corrispondenza di uno speroncino grigio che forma due diedri, prendere il diedro di dx, appena sopra un piccolo saltino (sulla placca poco visibile, graffiata sulla roccia, la lettera "E").
  • Discesa: arrivati ai prati sommitali c'è un'ottima traccia-sentiero da seguire verso dx (faccia a monte). Presente anche un cavo rivestito in plastica bianca che scende direttamente su rocce verticali. Non utilizzarlo!
    La traccia è molto ben marcata e segnata con bolli colorati; si tratta del sentiero attrezzato Che Guevara da seguire a ritroso (un paio di tratti più ripidi, abbastanza facile per il resto). La ferrata riporta al sentiero preso al mattino. (0h45)
  • Difficoltà: VI+ (VI e A0).
  • Sviluppo: 10 lunghezze, per circa 400 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: serie di nut e friend (fino al n° 4 camelot) due mezze corde.
  • Esposizione: est.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: percorribile tutto l'anno, ma in estate troppo caldo, e in inverno occorre evitare le giornate con vento freddo. Noi abbiamo ripetuto la via a fine febbraio, con ottime condizioni di temperatura.
  • Tempo salita: 5h00.
  • Primi salitori: G. Stenghel, F. Sertori, 1982.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Polidori W., Sarca Verticale, Alpine Studio Editore, 2017

    • Filippi D., Pareti del Sarca, Edizioni Versante Sud

  • Cartografia:
    • Arco, Alp Cartoguide, n° 5, scala 1:25.000
    • Kompass n° 071 - Alpi di Ledro - Valli Giudicarie, scala 1:50.000
  • Relazione
  • Lunghezza 1, IV+: salire per il diedro dove più in alto c'è una fessura che si allarga e vi si entra parzialmente. Rimontare sulla sommità dello speroncino, andare ancora a sx più facilmente e poi verso dx alla sosta su albero.
  • Lunghezza 2, V+: proseguire facilmente a dx, poi direttamente per un muro e successiva fessura diagonale a sx fino a trovare la sosta su chiodi alla base di una bella placca verticale.
  • Lunghezza 3, VI 'abbondante', possibile fare passaggi in A0: salire la placca verticale con bei movimenti tecnici ed uscendone leggermente a sx, per poi rimontare delle placche molto adagiate e roccette con detriti fino alla base di un facile diedro dove passa la ferrata; sosta sui fittoni della ferrata.
  • Lunghezza 4, IV: salire il diedro per balze facili fino ad arrivare ad un piccolo terrazzino. Fermarsi subito lì, facendo sosta sui fittoni della ferrata. E' visibile con difficoltà la lettera "A" ed una freccia, graffiate sulla roccia. Non continuare a seguire la ferrata che piega a dx sul facile.
  • Lunghezza 5, V+: anche se non sono visibili tracce di passaggio, salire per roccette con erba puntando alla base della fessura che stacca un pilastro dallo spigolo. Rimontare lo spigolo preferendo l'uscita più a sx, evitando la fessura dove si allarga ed è improteggibile. Sosta sul pilastro, alla base dello spigolo verticale.
  • Lunghezza 6, VI+ oppure VI e A0, V: su per lo spigolo sopra la sosta, con movimenti difficili, continuare seguendo rocce più a balze, cercando i passaggi più semplici, fino alla cengia alla base di una placca compatta.
  • Lunghezza 7, VI+, poi VII o A0 e V+: si rinvia facilmente dalla cengia il primo chiodo artigianale, poi occorre fare un difficile movimento (VI+) per andare a rinviare un chiodo più in alto a sx. Da qui, con fatica, proseguire ancora verticalmente e poi più facilmente uscire dalle difficoltà e continuare per un boschetto fino al suo termine alla base di un diedro grigio appoggiato, sosta su albero.
  • Lunghezza 8, V+: seguire il diedro (visibili spit a sx del diedro, si tratta di una via moderna, L'impero dei sensi) e poi continuare facilmente per balze fino ad una paretina facile ma con roccia molto marcia (attenzione!!) fino ad un terrazzino con piante alla base di una parete verticale e fessurata. Sosta su piante. Meglio non fare sosta alla base della fessura del tiro successivo: pericolo caduta sassi.
  • Lunghezza 9, VI/VI+: su per l'evidente fessura a dx delle piante (due chiodi alla base). La fessura è parzialmente protetta a chiodi nella prima parte, da integrare con friend. Arrampicata molto bella e non facile. Poi la fessura si apre e diventa più facile, ma occorre fare attenzione alla prima zona con massi appoggiati. Si continua ancora verticalmente, sempre più facile, uscendo poi a dx su terrazzino con pianta.
  • Lunghezza 10, III: continuare per rocce facili a balze fino ad uscire sui prati sommitali.
  • Note: via alpinistica con alcuni tiri molto belli. La via è consigliabile, anche se risulta un po' discontinua perchè interrotta da cenge/tratti più facili.
    Da non sottovalutare, anche a causa di qualche tratto con roccia delicata. Ambiente stupendo, anche quando si scende con la ferrata: si può ammirare da vicino il "cuore" del Monte Casale, la parete più imponente della Valle.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione del 21 febbraio 2009 con Mario Colombo.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.