Sardegna, Punta Giradili (m.732), Pilastro sud - via Wolfgang Güllich

Sardegna, Punta Giradili (m.732), Pilastro sud - via Wolfgang Güllich

Dettagli

  • Avvicinamento: da Baunei seguire le indicazioni per l'altopiano del Golgo e la chiesetta di San Pietro. Dopo una ripida salita con tornanti si raggiunge l'altopiano. In corrispondenza di una curva verso sinistra si imbocca una sterrata verso destra (indicazioni M. Ginnirico). Si segue la sterrata principale fino ad un serbatoio artificiale nei pressi del quale, ad un bivio, si svolta a destra. Si prosegue sulla sterrata fino ad una salita (strada in cattive condizioni). Dopo il secondo tornante si parcheggia a destra in corrispondenza del cancello del Cuile Deuspiggius (Cuile Despiggius sulle carte). Superato il cancello d'accesso (da richiudere accuratamente come tutti i successivi!), si attraversa l'ovile in discesa. Mantenendo la sinistra si supera un nuovo cancello e si seguono le tracce che portano all'inizio della Cengia Giradili (cancello). Si prosegue in discesa lungo la cengia che attraversa la base della parete e, orientandosi con la verticale dalla vetta, si raggiunge un pilastro staccato. La via attacca alla sua sinistra (primo spit alto e difficile da individuare). Circa 30 minuti dall'auto.
  • Discesa: la discesa consigliata è a piedi anche se la calata è possibile da ogni sosta. Dalla cima si cammina sulla cresta o leggermente alla sinistra di essa (nel senso di marcia), evitando di abbassarsi troppo. Proseguire sin quando non è possibile attraversare a sinistra senza perdere quota e raggiungere la strada sterrata che riporta al Cuile Deuspiggius. Possibili problemi con scarsa visibilità. (0h40/1h00)
  • Difficoltà: max 7a (6b/c obbligatorio).
  • Sviluppo: 13 lunghezze, dislivello 350m, sviluppo 390m.
  • Attrezzatura: via sportiva attrezzata a spit. Chiodatura più lunga nella seconda metà della via. Soste attrezzate per la discesa in doppia (corde da 50m). 17 rinvii per il terzo tiro. Casco e mezze corde consigliati.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: mezze stagioni, ma la salita è effettuabile tutto l'anno.
  • Tempo salita: 6h00/9h00.
  • Primi salitori: via aperta da Enzo Lecis dall'alto nel maggio 1995; prima salita effettiva della via Massimiliano Merler e Simone Sarti, 10 giugno 1995; prima salita on-sight di Maurizio Oviglia,1 luglio 1995.
  • Riferimenti bibliografici: Oviglia M., Sardegna, CAI-TCI, 1997
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 6c: salire lo zoccolo su roccia a tratti delicata fino a raggiungere il primo spit. Proseguire con difficoltà progressivamente crescenti sulla placca fino ad un diedrino. Traversare a sinistra e proseguire verticalmente fino alla sosta.
  • Lunghezza 2, 6b: salire il diedro sopra la sosta fino ad un terrazzino. Spostarsi a destra e salire un altro diedro continuo fino alla sosta leggermente a sinistra.
  • Lunghezza 3, 7a: salire un po' a sinistra poi direttamente in direzione di un tettino; lame instabili sulla sinistra. Superare il tettino e proseguire sulla successiva placca con diversi passaggi difficili. Tiro molto lungo: attrito delle corde!.
  • Lunghezza 4, 6a: verso destra fino ad una fessura che si segue per qualche metro. Poi ancora a destra fino alla sosta in corrispondenza di una nicchia. Tiro breve.
  • Lunghezza 5, 6a+: salire la bella placca sopra la sosta con arrampicata tecnica proseguendo fino alla sosta successiva.
  • Lunghezza 6, 6b: salire a sinistra entrando in un diedro svasato. Superarlo e proseguire sulla placca soprastante superando due tratti più ripidi fino alla sosta alla base di un diedro.
  • Lunghezza 7, 6c: direttamente nel diedro e poi spostandosi sulla sua faccia sinistra. Infine traversare verso destra e per rocce più lavorate raggiungere la sosta (con un buon punto d'appoggio per i piedi!).
  • Lunghezza 8, 6b+: ancora nel diedro superare un passo sopra la sosta e continuare in opposizione. Raggiunta l'estremità destra di uno strapiombo si traversa verso destra e si raggiunge la sosta.
  • Lunghezza 9, 6c+: salire la placca leggermente verso destra fino ad un terrazzino alla base di un pilastro poco definito. Proseguire superando una serie di muri verticali sino a raggiungere la scomodissima sosta.
  • Lunghezza 10, 6a+: tiro breve che supera una bella placca leggermente verso sinistra, Sosta alla base di un muro.
  • Lunghezza 11, 6b: superare il muro e la placchetta sovrastante fino a raggiungere degli arbusti. Stare a destra e proseguire più semplicemente sino alla "lussuosa" sosta con possibilità di sedersi comodamente.
  • Lunghezza 12, 6b: salire un primo muretto con passo difficile. Qualche metro più facile e poi un nuovo muretto più difficile. A questo punto salire il diedro uscendone a destra per poi attraversare a sinistra. Entrare in una valletta e raggiungere un nuovo diedro svasato che consente di accedere ad un pulpito sulla sinistra dove si sosta. Nell'ultimo tratto non sono presenti spit, ma ci si protegge agevolmente su alberi.
  • Lunghezza 13, II: per rocce elementari raggiungere la sommità sostando su un largo spuntone.
  • Note: le difficoltà indicate scaturiscono dalla lettura delle guide e dalle nostre impressioni.
    L'accesso a questo itinerario si svolge su un altopiano selvaggio ed affascinante: il Golgo. Ricoperto dalla macchia mediterranea è caratterizzato dalla presenza di ovili molto isolati e collegati tra loro da una fitta rete di strade dove è facile perdersi. Questo altopiano costituisce un grande terrazzo che si affaccia sul Tirreno. Le pareti che si innalzano sopra il mare sono imponenti e superano i quattrocento metri di altezza. La Punta Giradili e il Monte Ginnirico sono modeste elevazioni se osservate dal loro versante occidentale. Ad oriente, invece, spiccano con pareti verticali ed eleganti di un calcare eccezionale. Inoltre l'accesso alla via Güllich avviene attraverso la Cengia Giradili che costituisce un tratto del famoso trekking Selvaggio Blu. Durante la nostra ascensione abbiamo incontrato un fitto banco di nubi che ci ha tolto la possibilità di vedere il mare. Il giorno successivo, allora, siamo andati a Perda Longa (Pedra Longa sulle carte) per osservare la nostra parete. Lo spettacolo è stato eccezionale!
  • Aggiornamento: relazione a cura di Fabio Vergara, ripetizione con Marco Mason del 26 marzo 2005.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.