Sardegna, Aguglia di Goloritzè (m.143), Parete Nord-Est - via Sole Incantatore
Dettagli
- Avvicinamento: da Baunei seguire le indicazioni per l'altopiano del Golgo e la chiesetta di San Pietro. Dopo una ripida salita con tornanti si raggiunge l'altopiano. Proseguire sulla strada asfaltata per qualche chilometro. Svoltare a destra in una strada sterrata (indicazioni per Cala Goloritzè) e proseguire fino ad un'area attrezzata per il pic-nic. Imboccare la sterrata a destra e proseguire fino al parcheggio recintato di un bar, dove si lascia l'auto. Tornare sulla sterrata, seguirla ancora per qualche decina di metri e imboccare un sentiero poco visibile sulla sinistra. La traccia diventa più marcata e in salita. Successivamente il sentiero spiana e poi inizia a scendere lungamente nella valle tra querce e pareti rocciose. Raggiunta la base del monolito si imbocca un sentiero sulla destra che porta direttamente all'attacco della via (che è in comune con quello della via Sinfonia dei Mulini a Vento). 1h dalla macchina. Per il ritorno circa 1h30.
- Discesa: in doppia lungo la via di salita.
- Difficoltà: max 6c (6b obbligatorio).
- Sviluppo: 4-6 lunghezze, dislivello 120m, sviluppo 135m.
- Attrezzatura: via sportiva attrezzata a spit. Sono sufficienti i rinvii e una corda singola da 60 m. Casco consigliato.
- Esposizione: nord-est.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: mezze stagioni nelle giornate calde; estate, evitando il sole.
- Tempo salita: 2h30.
- Primi salitori: Maurizio Oviglia, dall'alto, 8 aprile 1995; prima salita effettiva della via: Maurizio Oviglia e Simone Sarti, 9 aprile 1995.
- Riferimenti bibliografici: Oviglia M., Sardegna, CAI-TCI, 1997
- Relazione
- Lunghezza 1, V+: salire su chiodi normali un diedrino chiuso in alto da uno strapiombo. Superato lo strapiombo si prosegue direttamente fino alla sosta con cordini.
- Lunghezza 2, 6b: salire la placca compatta fino alla base di uno strapiombo. Superarlo e proseguire per rocce più abbattute e articolate fino alla base di una placca verticale dove si trova la sosta. Questo tiro e il precedente sono unibili in un'unica lunghezza.
- Lunghezza 3, 6b+: direttamente sopra la sosta un muretto verticale faticoso cui segue un tratto più semplice e un nuovo muro verticale. Sosta su cengia con vegetazione.
- Lunghezza 4, 6b+: delle tre linee di spit presenti bisogna seguire quella centrale che affronta direttamente la bella placca. Con passi di aderenza e movimento salire la placca e uscire a sinistra alla scomoda sosta.
- Lunghezza 5, 6b o 6c: spostarsi per rocce facili a destra in direzione di un'altra sosta. Salire verso sinistra fino al filo dello spigolo che si segue con arrampicata aerea. (Per errore abbiamo fatto questa variante. La via originale supera direttamente lo strapiombo sopra la sosta ricongiungendosi poi sullo spigolo. In questo caso la difficoltà del tiro è 6c). Sosta alla base della cuspide.
- Lunghezza 6, III: salire facilmente alla vetta dove si sosta. Questo tiro e il precedente sono unibili in un'unica lunghezza.
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Note:
le difficoltà indicate scaturiscono dalla lettura delle guide e dalle nostre impressioni.
Il consiglio che vi posso dare è di andare all'Aguglia. Godetevi il sole, il mare, la linea di questo fantastico monolito. Osservate il colore dell'acqua, il profilo delle rocce, la scogliera di Biddiriscottai all'orizzonte, con le sue immense grotte. Ricordate, però, che non siete i soli a conoscere questa piccola Cala. Potreste trovare molti vostri simili, tanti da fare fatica a stendervi sulla ciottolosa spiaggia. Allora aspettate. Aspettate quando tutti fuggiranno per tornare a casa. Rimanete soli a guardare l'ombra che avvolge l'Aguglia.
Non vi ho consigliato di godervi l'arrampicata; un motivo c'è ed è sempre legato alla frequentazione: questa via è unta. Dopo una settimana a spellarci i polpastrelli sul calcare più ruvido che avessi mai visto è stata un delusione sentire la vecchia sensazione di viscido sotto le dita. Comunque se avete dimenticato da lungo tempo come sono fatte le vostre impronte digitali e la vostra epidermide minaccia di lasciarvi con la carne viva (come è successo a noi...), allora questa via potrà aiutarvi a sfruttare un'altra giornata di vacanza. - Aggiornamento: relazione a cura di Fabio Vergara, ripetizione con Marco Mason del 28 marzo 2005.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.