Sempione, Gole di Gondo (m.1060) - cascata Corvo Nero non avrà il mio scalpo

Sempione, Gole di Gondo (m.1060) - cascata Corvo Nero non avrà il mio scalpo

Dettagli

  • Accesso stradale: da Domnodossola seguire la Strada Statale che porta al confine di stato con la Svizzera e sale al Passo del Sempione. Si arriva alla dogana italiana in località Iselle e a quella svizzera a Gondo. Dopo Gondo, superata una galleria paravalanghe, subito prima del successivo paravalanghe svoltare a sx in una stradina, dove si parcheggia. In alternativa, se non è possibile parcheggiare lì, continuare brevemente nella seconda galleria paravalanghe fino ad individuare a dx, all'interno della galleria, una piazzola (comoda).
  • Avvicinamento: seguire la stradina che parte tra i due paravalanghe, torna verso valle e arriva ad un muro dove di solito c'è un cancelletto aperto. Si continua in piano fino ad arrivare davanti ad una centralina elettrica scavata nella roccia, dove si possono lasciare gli zaini. (0h15)
  • Attacco: subito dopo la centralina si raggiunge il flusso ghiacciato dell'evidente cascata.
  • Discesa: si effettua con 6 doppie, utilizzando le soste in loco.
    Attenzione alla lunghezza: in una doppia centrale per pochi metri non si arriva alla sosta e bisogna staccarsi dalla corda.
    Con l'ultima doppia non si arriva all'attacco, però è possibile andare a sx del flusso ghiacciato (faccia a monte), verso una zona abbattuta dove è possibile scendere e raggiungere la base della colata.
    In alternativa, fare la sesta doppia più corta a raggiungere un larice con cordone visibile a dx della colata (faccia a monte) e da lì con una ulteriore doppia raggiungere la base della cascata.
    Tempo circa 1h30 (ma possibile presenza di altre cordate, con conseguente perdita di tempo).
  • Difficoltà: 4/III.
  • Sviluppo: 300 metri.
  • Attrezzatura: due corde da almeno 60 metri (meglio se da 65-70 metri...), chiodi da ghiaccio.
  • Esposizione: nord.
  • Tempo salita: 3h00/4h00 a seconda dell'allenamento, delle condizioni del ghiaccio e della presenza di altre cordate.
  • Primi salitori: M. Rossi, L. Riva, 1985.
  • Riferimenti bibliografici: Pellizzon M., Dall'Oro G., De Luca S., Giardini di cristallo, Edizioni Versante Sud
  • Relazione
  • Lunghezza 1: salire il facile e abbattuto flusso ghiacciato, con qualche saltino. Si trova un chiodo su roccia sulla sponda sx della cascata, dove è possibile rinviare. Continuare ancora fino ad un tratto più appoggiato dove a dx, su roccia, è presente una sosta a spit. Attenzione perchè per raggiungerla non sono sufficienti 60 metri di corda, occorre procedere in conserva per una decina di metri. (60° - brevi saltini a 70°) La sosta è scomoda e un po' in alto. Per comodità abbiamo proseguito in conserva fino alla sosta successiva.
  • Lunghezza 2: continuare nel canale, spesso nevoso e con qualche tratto ghiacciato. Si trova ancora un chiodo su roccia a sx dove è possibile rinviare, poi si continua fino alla sosta a dx su roccia. (Saltini a 70°)
  • Lunghezza 3: si segue il flusso ghiacciato, ora un po' più ripido a balze, fino ad arrivare ad un'ampia zona più abbattuta alla base del salto principale della cascata. Si sosta a sx su roccia. (70°-80°)
  • Lunghezza 4: salire una prima parte appoggiata fino al grosso salto ghiacciato, dove si presenta meglio formato. Il tiro nella prima parte è continuo, anche se con alcuni buoni punti di riposo, poi si abbatte e raggiunge un altro salto più facile fino ad arrivare ad una bella zona incassata dove si sosta a sx su spit. (80°-85°, qualche tratto a 90°, poi 70°-80°, tiro lungo da 60m)
  • Lunghezza 5: salire il flusso a gradoni, fino ad arrivare ad una zona appoggiata alla base del successivo salto, dove si sosta in alto a dx su spit. (80°)
  • Lunghezza 6: bel tiro incassato a gradoni, che esce in una parte più ampia e nevosa del canale, dove si sosta a sx su spit. (80°)
    NB: da qui sembra possibile continuare ancora nel canale in una goulotte molto stretta e ghiacciata, ma non si capisce se c'è la possibilità di attrezzare una sosta al termine del tiro.
  • Note: cascata molto bella, con un primo tratto facile, il muro centrale più impegnativo e gli ultimi due tiri incassati decisamente belli e divertenti. Attenzione alla lunghezza delle corde: le soste sono messe un po' male e sarebbe più sicuro avere corde lunghe almeno 65 metri.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione del 29 dicembre 2010 con Pierfranco Ciccio Semeraro.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.