Sewenhorn (m.2470) - diedro Epp-Verschneidung
Dettagli
- Accesso stradale: proveniendo dall'Italia per autostrada, superare il traforo del Gottardo, ed uscire a Wassen. Seguire le indicazioni per il Sustenpass, superando Meien e il segnale per la frazione di Farnigen. Procedendo si trova sulla destra una prima possibilità di parcheggio ed indicazioni per la Sewenhutte. Proseguire ancora di qualche centinaio di metri fino a trovare un secondo punto di parcheggio (un po' più ampio) ed altre indicazioni per la Sewenhutte.
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Avvicinamento:
dal parcheggio salire alla Sewenhutte, per sentiero a tratti ripido. (0h50-1h10)
Una volta al rifugio, salire alle spalle della capanna per tracce di sentiero fin quasi alla base di un torrione roccioso, da dove il sentiero prosegue lungamente verso sinistra, salendo solo leggermente. Superata un'ultima spalla si arriva su una pietraia, che costituisce una specie di anfiteatro, ed è probabilmente innevata ad inizio stagione. Sempre per tracce, superare la pietraia, facendo un ampio semicerchio fino ad arrivare in corrispondenza di un canale friabile (bolli rossi). Salire il canale (breve ma franoso, prestare attenzione) e proseguire poi verso dx seguendo una traccia (bolli rossi) arrivando infine ad un punto in cui, proseguendo, si avrebbe un grosso macigno verso valle: salire a sinistra brevemente arrivando al punto di attacco, contraddistinto da un grosso punto rosso cerchiato e da uno spit (si veda il tracciato sulla foto per un'individuazione più precisa). (1h00 scarsa) - Discesa: a corde doppie, usando le soste della via. Calate: 1x25, 1x30, 3x35. Con corde da 60 metri le calate si possono ridurre agevolmente a tre: 1x25, 2x60. Dal riferimento bibliografico indicato dovrebbe essere possibile anche la discesa a piedi, procedendo per cresta verso dx, ed imboccando poi un canale verso valle (ometti). Dalla cima questa seconda soluzione (che non abbiamo verificato) appare abbastanza complicata (la cresta è molto frastagliata), mentre le doppie sono piuttosto lineari.
- Difficoltà: 4b.
- Sviluppo: 5 lunghezze, per circa 180 metri di sviluppo.
- Attrezzatura: soste attrezzate, anche per le calate in doppia. In via numerosi spit e alcuni chiodi, da integrare con qualche friend (tutte le misure). Ad inizio stagione l'ultimo tratto di avvicinamento è probabilmente innevato, e richiede quindi attrezzatura adeguata.
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: granito.
- Periodo consigliato: estate, inizio dell'autunno.
- Tempo salita: 2h00.
- Riferimenti bibliografici: Jürg Von Känel, Plaisir Ost, Edition Filidor, 1999
- Relazione
- (valutazione delle difficoltà riprese dal riferimento bibliografico indicato)
- Lunghezza 1, 4b: dallo spit di partenza iniziare a risalire il semplice canale, passando poi sul suo lato destro (viso a monte). Si prosegue per placchette ben appigliate e abbastanza compatte, andando infine a sostare un poco a destra. Tutte le soste sono costituite da un listello metallico fissato verticalmente, con uno spit all'estremo superiore ed un foro con maglia rapida per le calate in doppia nel suo estremo inferiore.
- Lunghezza 2, 4a+: dalla sosta proseguire verticalmente per placchette semplici, ignorando alcuni spit che salgono sia verso dx, sia verso sx (altre vie: gli spit della via di destra, in particolare, sono visibili anche in altri punti della salita). La placchetta è chiusa al suo termine da uno strapiombino, che si sale spostandosi un po' a sinistra, e salendo per parete, in questo tratto più verticale, ma comunque ben appigliata. Con un passo delicato si torna poi a dx entrando in un diedro, da seguire verticalmente per alcuni metri fino alla sosta, che si raggiuge più agevolmente spostandosi a destra dopo alcuni metri di salita. In questo tratto utili uno/due friend.
- Lunghezza 3, 4a+: questa lunghezza e la successiva risalgono completamente l'ampio diedro ben visibile da valle, specialmente al mattino, quando una faccia del diedro è in ombra, mentre l'altra al sole. Dopo un primo tratto appoggiato, il diedro si raddrizza, con qualche passaggio più impegnativo (e chiodatura non corta). Si esce infine alla sosta, posta leggermente a destra, per una paretina verticale ottimamente appigliata.
- Lunghezza 4, 4a+: rientrare e proseguire ancora nel diedro, forse in questa lunghezza un poco più appoggiato, fino alla sosta, posta questa volta a sinistra, qualche metro sotto un evidente strapiombo.
- Lunghezza 5, 4b: salire di qualche metro verso lo strapiombo e traversare poi a dx (spit), aggirandolo. Più sopra le difficoltà scemano progressivamente, fino ad uno spit molto a dx: la sosta si trova praticamente alla stessa altezza ma esattamente a sinistra! Arrivati alla sosta conviene rinviarla e non fermarsi, ma proseguire per la cima, raggiungibile in una decina di metri di roccette, ove sostare su massi incastrati. Libro di vetta e panorama. Da quì per cominciare le calate, occorre tornare (opportunamente assicurati) alla sosta prima superata.
- Note: bella via, percorsa ad inizio ottobre in una giornata mite, senza nessun'altra cordata. Peccato solo per la brevità... Nei pressi del rifugio esistono altre possibilità: vie di due/tre lunghezze e una piccola falesia. Decisamente consigliabile.
- Aggiornamento: relazione a cura di Riccardo Girardi, 12 ottobre 2008.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.