Traversata Taschhorn (m.4491) - Dom (m.4545)
Dettagli
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Attacco:
la via parte dal bivacco del Mischabeljoch (m.3851) posto tra l'Alphubel e il Taschhorn. Si può raggiungere sia dalla valle di Zermatt sia da quella di Saas-Fee, che si rivela la scelta più comoda potendo usufruire degli impianti di risalita (Metro Alpin - 53 CHF). Si ricordi che non è possibile circolare in paese in auto, che va quindi lasciata nel parcheggio a pagamento all'entrata dell'abitato.
Primo giorno: dopo aver superato il Feejoch e il Feechopf si arriva in cima all'Alphubel (m. 4206) dal quale si scende al bivacco per il pernottamento.
Nota: il bivacco, 24 posti con coperte, è molto ben attrezzato: stufa a legna, pentolame, piatti, posate e bicchieri (anche spazzolini da denti!!). - Discesa: dalla vetta si scende per la normale al Dom verso la Domhutte e poi giù fino al paese di Randa (sono più di 3000 metri di dislivello) nella valle di Zermatt. La discesa per il ghiacciaio prevede una risalita di una trentina di metri di dislivello che porta a un passo (dal quale parte la Festigrat). Dal passo si scende per rocce e sfasciumi (canaponi) fino al ghiacciaio sottostante, seguendo il quale si arriva alla Domhutte.
- Difficoltà: D-.
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Sviluppo:
- 1° giorno: 600 metri fino all'Alphubel;
- 2° giorno: 640 metri fino al Taschhorn - risalita di 264 metri fino alla cima del Dom
- Attrezzatura: N.D.A. (normale dotazione alpinistica), 1 piccozza, fettucce per rinviare gli spuntoni. Non necessari friends. Presenti in via alcuni chiodi (da trovare) nei tratti più impegnativi.
- Esposizione: sud.
- Periodo consigliato: da luglio a settembre.
- Tempo salita: 3h30 fino al Taschhorn, 6h00/7h00 per la traversata.
- Cartografia: CNS 1328 Randa, oppure CNS 5006 Matterhorn-Mischabel.
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Relazione:
Secondo giorno: la via parte subito fuori dalla porta del bivacco lungo la cresta che porta al Taschhorn. Orientandosi con gli ometti si riesce a procedere anche di notte, cosa che permette di partire presto data la lunghezza della via. Facendo attenzione ai sassi instabili si arriva in vetta al Taschhorn.
Da qui inizia la traversata vera e propria. La discesa fino al Domjoch è il tratto che ci è sembrato più infido a causa della pessima qualità della roccia alternata a crestine nevose con sottili cornici.
Dal colle riprende la salita, quasi tutta rocciosa con passaggi che non superano il III+. Ogni tanto può sembrare utile abbandonare il filo per brevi tratti per superare i vari gendarmi, ma si raccomanda prudenza in quanto la roccia migliore si trova in cresta, e può diventare molto pericoloso trovarsi sul fianco della montagna in mezzo a una pietraia estremamente instabile. Quindi, in linea di massima, si consiglia di seguire la cresta e le tracce dei segni dei ramponi sulle rocce. - Note: via mai banale e da non sottovalutare nonostante le difficoltà su roccia siano contenute. La difficoltà risiede nella quota e nel pericolo dato dalle pessime condizioni della roccia che obbligano a mantenere alta la concentrazione per tutta la salita. Quando l'abbiamo fatta noi (19 agosto) le condizioni erano ottime grazie all'assenza di verglas e di neve a sporcare la roccia, complici gli 8 giorni precedenti di bel tempo.
- Aggiornamento: relazione a cura di Guido Carnevali e Paolo Morelli, 19 agosto 2009.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.