Tete d'Aval de Montbrison (m.2600), Parete Sud - Pilier Rouge Hemdo
Dettagli
- Accesso stradale: raggiungere Briancon dal passo del Monginevro e da lì Vigneaux. Da Vigneaux seguire la strada forestale che parte nei pressi della chiesa, fino ad un parcheggio nei pressi di un grosso masso.
- Avvicinamento: seguire il sentiero che sale verso la parete, fino ad arrivare al suo margine sx. Da lì una traccia attraversa a dx sotto la parete, fino all'evidente attacco sotto una rampa rocciosa che sale verso sx. (1h30/1h45)
- Attacco: in corrispondenza della scritta PK/PRH.
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Discesa:
dall'uscita seguire la traccia a sx (faccia a monte). Si trova uno spit di rinvio e dopo un traverso la traccia scende facilmente verso la parete fino ad un grosso masso dietro il quale c'è la prima sosta di calata (sosta con catena e anello). Attenzione invece a non seguire un'altra traccia che va verso il canale che porta all'attacco del torrione finale dove continua il Pilier Kelle.
Le doppie sono 5, da 40-55 m, tutte lineari tranne quando si arriva alla prima cengia, dove occorre riprendere la sosta utilizzata nella salita (per individuarla traversare in cengia qualche metro a sx, faccia a monte). Una volta arrivati alla base della parete si torna a valle per il sentiero di salita. (1h per le doppie + 1h per il sentiero). - Difficoltà: 5c e A0.
- Sviluppo: 400 metri.
- Attrezzatura: la chiodatura è ottima a spit, tipo falesia, rivista nel 1998, le soste sono a due spit da collegare. Necessari 14 rinvii e due mezze corde (da 55-60 m).
- Esposizione: sud.
- Tipo di roccia: calcare.
- Periodo consigliato: estate (può fare molto caldo), anche primavera assicurandosi che l'avvicinamento sia possibile.
- Tempo salita: 7h00 circa.
- Primi salitori: Jean Michel Cambon, Gerard Morlin, 1981 (Gerard Fiaschi per la variante).
- Riferimenti bibliografici: Cambon M., Oisans noveau, oisans sauvage - livre Est - 250 escalades, Louis Jean imprimer, Avenue d'Embrun 05003 Gap
- Relazione
- Lunghezza 1, 5b: seguire la rampa a sx con arrampicata abbastanza semplice.
- Lunghezza 2, 6a: continuare fino ad una fessura strapiombante sulla dx (se si continua per la rampa si segue il Pilier Kelle). Seguire la fessura con delicato passo iniziale, e continuare fino alla sosta.
- Lunghezza 3, 5c/6a: traversare in piena esposizione a dx, prima solo orizzontalmente,poi scendendo leggermente e continuando a traversare, per poi alla fine risalire alla sosta sotto un diedro.
- Lunghezza 4, 5c: salire il diedro con bella arrampicata in spaccata.
- Lunghezza 5, 5c: continuare per il diedro, ora più difficile e con qualche passaggio in placca, fino ad uscire su una cengia con sosta.
- Lunghezza 6, 5c/6a: salire dritti ed arrivare ad una zona apparentemente facile. In realtà c'è un passaggio in traverso non facile in libera (singolo 6a) quindi continuare in placca/diedro fino alla sosta (5c) - termine del primo risalto.
- Lunghezza 7, II: proseguire per roccette facili e camminare in salita fino al secondo risalto. Uno spit di sosta.
- Lunghezza 8, 4c: risalire rocce inizialmente facili e poi verso dx fin sotto una fessura strapiombante.
- Lunghezza 9, 6b, 6a: salire la fessura strapiombante (roccia arrotondata e leggermente unta, 6b) quindi per fantastiche placche a gocce e tacche raggiungere la sosta, uscendo a sx dell'ultimo spit (6a).
- Lunghezza 10, 6a, 5c: dalla sosta prendere lo strapiombo a dx e salirlo direttamente (6a ben protetto ma attenzione a qualche zona leggermente marcia), quindi continuare per fessura-diedro delicata fino alla sosta (5c).
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Lunghezza 11, 4c e 5c oppure 6b+:
dalla sosta se si traversa a dx (4c) e poi si sale dritti (5c) si arriva abbastanza facilmente alla sosta (soluzione non verificata).
La variante Fiaschi invece, molto più difficile, prende la placca sopra la sosta (da salire su reglette), poi segue una vaga fessura e poi traversa a dx con uscita delicata (buona presa in uscita poco visibile, 6b+). Soluzione da noi utilizzata. - Lunghezza 12, 5c, 6a: salire puntando alla lama sopra la sosta, affrontarla in dulfer (5c) ed arrivare ad una zona rossastra inizialmente delicata e poi ammanigliata; superare uno strapiombo ed uscire su gradoni alla sosta (6a).
- Lunghezza 13, 5c, 4a: salire puntando alla fessurona/diedro, da superare (5c) fino ad una zona di risalti più facili (4a) che porta alla cengia sotto la parte sommitale del torrione, dove finisce la via.
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Note:
salita poco alpinistica per la chiodatura ottima stile falesia, ma l'ambiente è eccezionale e la roccia stupenda e perfetta (tranne qualche zona leggermente lisciata dai passaggi). Si tratta di una arrampicata plaisir, ma ha una forte continuità e necessita impegno.
Prima di arrivare all'attacco o al ritorno guardatevi intorno: il posto è stupendo, con fiori e vegetazione incredibili. - Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, da una ripetizione con Mario Colombo e Antonio Mattion il 24 giugno 2007.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.