Pilastro della Tofana di Rozes (m.2820) - via Costantini-Ghedina (spigolo SW)
Dettagli
- Accesso stradale: dal passo Falzarego scendere verso Cortina, fino ad individuare a sx una strada sterrata, percorribile in auto, che sale al rif. Dibona (cartelli). Parcheggiare l'auto nel parcheggio vicino al rifugio.
- Avvicinamento: dal parcheggio prendere l'evidente e largo sentiero alle spalle del rifugio, che sale verso la Tofana ed il rif. Giussani. Quando si incontra il cartello per la Ferrata Lipella, seguire questo sentiero (sx) che sale verso la base della parete. Ad un certo punto si incontra una evidente traccia che punta orizzontalmente a dx, verso lo spigo SW della Tofana di Rozes (guardando la Tofana dal rifugio, è lo spigolo sx del II pilastro da dx). Seguire questa traccia fino alla base dello spigolo e salire i primi gradoni facili fino all'attacco (sosta assente). (0h45)
- Discesa: seguire le evidenti tracce in discesa, che portano al sentiero che dalla cima della Tofana porta al rif. Giussani o al rif. abbandonato appena più a valle del precedente. Attenzione, la traccia non è unica, io ho visto un paio di possibilità e preso quella più a sx; forse la traccia di dx è più semplice. Si tratta di terreno facile ma infido, con zone esposte e ghiaietti ripidi (prestare molta attenzione, anche a non fare cadere sassi su altre persone sottostanti).
- Difficoltà: V+/VI (V+/A0).
- Sviluppo: 19 lunghezze, per circa 500 metri.
- Attrezzatura: nut e friends, martello e chiodi non sono indispensabili ma è meglio portarli (serve soprattutto il martello per ribattere eventuali chiodi insicuri). Molto utili cordini vari, kevlar per le numerose clessidre.
- Esposizione: sud-ovest.
- Periodo consigliato: estate, anche se data la favorevole esposizione è possibile trovare la via in buone condizioni già a inizio stagione. Tenere presente però che nel colatoio finale e in discesa è possibile trovare neve-ghiaccio (attenzione!! Informarsi prima).
- Tempo salita: 8-10 h per la salita e 1h per la discesa per andare a riprendere il sentiero. Poi altri 45' per arrivare alla macchina.
- Primi salitori: E. Costantini, L. Ghedina, settembre 1946.
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Riferimenti bibliografici:
- Koheler A., Memmel N., Dolomiti - Arrampicate classiche III-VI, Freytag & Berndt Rother Italia, 1994
- Berti A., Dolomiti Orientali, volume I, parte 1a, CAI-TCI, 1971
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Cartografia:
- Tabacco foglio 03 - Cortina d'Ampezzo e Dolomiti Ampezzane - scala 1:25.000
- Kompass foglio 617 - Cortina d'Ampezzo, Dolomiti Ampezzane - scala 1:25.000
- Relazione
- Lunghezza 1, IV: salire le facili rocce per raggiungere brevemente una cengetta, quindi ancora dritto in un diedrino e poi attraversare verso dx fino alla sosta.
- Lunghezza 2, IV+: salire il diedro fino alla sosta, su roccia compatta ma articolata.
- Lunghezza 3, IV: salire ancora per il diedro, poi attraversare orizzontalmente a dx su rocce facili ma esposte, fino ad una sosta sotto ad una grossa lama.
- Lunghezza 4, IV+: salire la lama sopra la sosta (buona possibilità di proteggersi con friend n°3 Camelot), quindi obliquare su rocce ascendenti facili ed evidenti verso dx, fino ad una zona con grosse clessidre (possibile sosta). Continuare fino alla base di un diedrino verticale con sosta su chiodi.
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Lunghezza 5, V:
due possibilità:
- salire il diedrino e cercare le linee più deboli sulla compatta roccia, fino ad un'altra sosta (V, soluzione utilizzata, roccia stupenda);
- dai clessidroni del 4° tiro salire direttamente alla sosta raggiunta dal traverso del 6° tiro descritto di seguito (V, a detta di una guida incontrata sul tiro si tratta di una lunghezza molto bella, con qualche chiodo).
- Lunghezza 6, IV: traversare orizzontalmente a sx fino a raggiungere un piccolo terrazzino con sosta.
- Lunghezza 7, IV: salire verso sx su rocce articolate, fino ad arrivare alla base di una parete gialla.
- Lunghezza 8, V+/VI oppure V+/A0: salire la parete, inizialmente dritti, poi attraversando leggermente a dx ad individuare un chiodo, quindi ancora dritti ad una cengetta con sosta. (Diversi chiodi ma alcuni tratti obbligati).
- Lunghezza 9, VI, oppure V+/A0: andare a sx sulla cengetta, fino ad un risalto giallo da salire dritti; poi attraversare a sx orizzontalmente fino ad una sosta su tre chiodi leggermente più bassa (molti chiodi + cordoni).
- Lunghezza 10, V+: superare il muretto a sx, salire rocce articolate con clessidre, poi un muro verticale da prendere leggermente a dx (sul muro verticale 1 buon chiodo + 1 chiodo inaffidabile) fino alla sosta su un piccolo terrazzino.
- Lunghezza 11, V: dalla sosta alzarsi poco ed andare verso sx, cercando le rocce più facili, fino ad individuare un chiodo più in basso poco visibile (non andare dritti dalla sosta verso il chiodo visibile in alto sui gialli). Arrivare ad una zona più a sx con pilastrini instabili da superare (delicato), fino ad arrivare ad una zona più facile da cui bisogna puntare a delle rocce nere a dx più in alto (1 chiodo in questa zona); poi su rocce articolate e saltini andare verso una comoda cengia con un chiodo di sosta sotto uno strapiombo (sosta da rinforzare, anche se con difficoltà). Sostare sotto lo strapiombo per evitare la caduta di sassi dal successivo tiro.
- Lunghezza 12, un passaggio di V: salire a dx dello strapiombo, entrando in un colatoio-canale, fino ad un nuovo strapiombo da superare a sx (buona clessidra per proteggersi); arrivare ad una zona a sx dove si devono individuare clessidre su cui sostare.
- Lunghezza 13, III: continuare nel canale e poi andare a prendere rocce più facili a sx (oppure dalla sosta andare direttamente verticalmente verso questa zona); continuare dritti su rocce facili fino ad una grande terrazza con vecchio cordone su clessidra, dove si sosta (attenzione, roccia marcia, se possibile rinforzare la sosta).
- Lunghezza 14, II: procedere su placca inclinata a dx, fino a quando la parete presenta un piccolo risalto; sosta da effettuare su clessidre - spuntoni.
- Lunghezza 15, III: salire non molto, fino sotto una piccola paretina più verticale, e sostare su buona clessidra.
- Lunghezza 16, IV: salire la paretina, ricca di appigli, e dirigersi nel canalone che si incontra; sostare appena possibile per evitare eccessivo attrito, sosta non attrezzata.
- Lunghezza 17, II: continuare in conserva su rocce facili, stando sul lato dx del canalone, fino ad arrivare ad un terrazzino con ometti; sosta assente.
- Lunghezza 18, III/IV: salire a sx dell'ometto più vicino alla parete, in corrispondenza di un camino dove eventualmente è possibile posizionare friends; si entra quindi in un nuovo canalino con detriti, dove è possibile fare una sosta su friends subito a sx in corrispondenza di una fessura orizzontale in prossimità della base della paretina di sx.
- Lunghezza 19, II: salire il canale detritico fino al terrazzino finale; attenzione a non fare cadere sassi su cordate sottostanti!
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Note:
salita gratificante, alpinistica, frequentata. Nonostante la frequentazione la chiodatura è spesso poco presente o ci sono dei chiodi poco affidabili.
La via può essere "divisa" in tre parti:- i primi 6 tiri hanno roccia ottima, grigia e compatta, con molti appigli. La chiodatura è molto scarsa ma sufficiente perchè è possibile integrare le protezioni con nuts e friends. Difficoltà a zone nell'individuare l'esatto percorso da seguire;
- i tiri 7, 8, 9, 10, 11 sono con roccia ben ripulita ma meno compatta; occorre prestare più attenzione. I tiri 8 e 9 sono i più difficili ma anche i più chiodati, soprattutto il tiro 9. Non sottovalutare il tiro 8, secondo me è il più impegnativo;
- gli ultimi tiri sono più facili, prevalentemente in canali, con piccoli risalti. Prestare molta attenzione ai sassi mobili.
IMPORTANTE: data la lunghezza della via potrei avere descritto non esattamente qualche tiro, soprattutto i primi. Documentarsi anche con altre relazioni.
- Aggiornamento: relazione a cura di Walter Polidori, 14 agosto 2004.
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Disclaimer
L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.